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Via l'obbligatorietà e la riforma muore

Via l'obbligatorietà e la riforma muore - Mondo Mediazione
Intervista al Dottor Luigi Federico Brancia, Amministratore Unico di ADR Concordia Italia 

Articolo tratto da
Il Sole 24 Ore e visibile direttamente cliccando qui.




«Via l'obbligatorietà e la riforma muore»


A. Che.
23 Maggio 2011


La mediazione deve rimanere obbligatoria per almeno tre anni e il vincolo dell'assistenza legale può essere introdotto solo per cause di valore superiore a 50mila euro. Su questi due punti, soprattutto sul primo, non si può transigere.

Potrebbe suonare strano detto da uno che per professione deve cercare di mettere d'accordo chi litiga, ma per Luigi Federico Brancia, dottore commercialista a Roma e amministratore unico di Adr Concordia Italia, si tratta delle condizioni essenziali per non far morire la riforma. Brancia è uno dei promotori del comitato spontaneo che mercoledì scorso ha portato nella capitale 88 organismi di mediazione (nel frattempo sono diventati più di cento) per rispondere alle manovre degli avvocati.

Dunque, l'obbligatorietà non si tocca?
Sì. Per almeno tre anni, così da far penetrare nella società la cultura della mediazione. Poi può essere anche eliminata. Su questo punto, però, non si tratta.

Più possibilisti, invece, sull'assistenza obbligatoria?
Nel senso che si può pensare di introdurre il vincolo dell'assistenza legale per controversie il cui valore superi i 50mila euro. Si tratta, infatti, di cause che iniziano a diventare complesse e di solito oltre quella cifra le parti già si presentano con l'avvocato. E anche noi lo suggeriamo.

Nel caso non veniste ascoltati, quali sarebbero gli effetti sulla mediazione?
Dirompenti. Sarebbe la sua fine, l'affossamento della riforma. E significherebbe buttare al vento i nostri sforzi economici e professionali. Abbiamo investito denaro, siamo stati accreditati dal ministero, abbiamo dato una prospettiva di lavoro a migliaia di giovani: tutto questo verrebbe vanificato.

Ma il ministero non vi ha informato del tavolo con gli avvocati e delle modifiche che si discutevano?
No. L'abbiamo appreso da un comunicato stampa comparso sul sito del ministero. Ora, però, chiediamo di sedere a quel tavolo. Abbiamo le competenze e l'esperienza.

Una soluzione può essere far slittare ulteriormente l'obbligatorietà della conciliazione per le cause di condominio e per quelle stradali?
Direi di no. Il rinvio poteva anche andar bene, perché ha consentito di rodare il meccanismo della mediazione senza aver a che fare con una rilevante massa di contenzioso. Un ulteriore rinvio non è, però, accettabile.


 
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