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Strumenti di ADR

Strumenti di ADR - Mondo Mediazione
La sigla A.D.R. indica le Alternative Dispute Resolution, cioè tutti i metodi di risoluzione delle controversie alternativi all'ordinario ricorso al Tribunale.
La sigla A.D.R. indica le Alternative Dispute Resolution, cioè tutti i metodi di risoluzione delle controversie alternativi all’ordinario ricorso al Tribunale.
Tali metodi (mediazione, negoziazione, conciliazione, arbitrato) estremamente diffusi nel mondo anglosassone, hanno lo scopo di permettere alle parti di raggiungere una soluzione delle liti soddisfacente ed efficace in tempi brevi.

Comuni a tutte le metodologie di ADR sono l’informalità delle procedure, la loro elasticità e la confidenzialità; inoltre prevedono l’intervento di uno o più soggetti in funzione di terzi neutrali che supportino le parti (con modalità notevolmente differenti, a seconda dello strumento individuato) nel tentativo di raggiungere un accordo, a volte anche indicando delle soluzioni concrete.
Di fondamentale importanza è il ruolo assolutamente di primo piano svolto dalle volontà delle parti che, completamente svincolate dai limiti previsti dal formalismo tradizionale delle Aule Giudiziarie, possono sia decidere quale procedura seguire sia prendere in considerazione una gamma di interessi molto più ampia rispetto a quelli normalmente trattati davanti al Giudice.
Dato che il fine delle ADR è quello di raggiungere una soluzione che sia condivisa e vantaggiosa per tutte le parti in lite, i rapporti fra le parti stesse non vengono compromessi, fatto questo di importanza notevole soprattutto in riferimento alle controversie di carattere commerciale.

Diventa così possibile riassumere rapidamente i vantaggi offerti dalle ADR:
  • efficacia, perché permettono di risolvere la lite fra le parti, senza le pesanti formalità che caratterizzano la giustizia ordinaria;
  • riservatezza, perché consentono alle parti di comunicare in un ambiente protetto e sicuro;
  • economicità, perché i costi sono ridotti rispetto quelli previsti per la giustizia ordinaria;
  • velocità, perché, il tempo massimo previsto per legge per la procedura è paria a quattro mesi;
  • flessibilità, perché le regole procedurali si adattano alle concrete esigenze delle parti;
  • costruttività, perché consente di mantenere, rinforzare ed eventualmente recuperare il rapporto in essere fra le parti;
  • prive di rischi, perché, avviata la procedura conciliativa, le parti non sono obbligate a raggiungere un accordo e nessuna decisione viene loro imposta. Inoltre in nessun modo è preclusa la possibilità di acedere alla giustizia ordinaria in caso di mancato accordo.


11 Aprile 2011  Dottor Marco Francesco Parola
 

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