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Salvare il rito obbligatorio

Salvare il rito obbligatorio - Mondo Mediazione

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Uno dei tanti interventi rivolti al Ministro Severino, per salvaguardare la Mediazione

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Articolo tratto da IlDenaro, visibile direttamente qui.

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Comitato al contrattacco: Salvare il rito obbligatorio

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Mercoledì 12 Dicembre 2012

Redazione Il Denaro

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Sos al Guardasigilli Severino: salvaguardare lo strumento per risolvere le dispute civili. Allarme dopo la sentenza della consulta: a rischio 1.600 posti negli organi di mediazione

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Mediatori al contrattacco dopo la pubblicazione delle motivazioni della sentenza della Consulta che stabilisce l’illegittimità della mediazione civile obbligatoria. Il Comitato Adr & Mediazione lancia un appello al Governo e al ministro della Giustizia Paola Severino con cui si chiede di intervenire per salvare questo istituto giuridico. Il Comitato ricorda che la sentenza comporta “la chiusura di 950 organismi di mediazione, 1600 posti di lavoro a rischio, e una perdita che in difetto si stima in 20 milioni di euro. Questi sono i numeri – prosegue la nota del comitato – relativi all’enorme danno che il vizio formale per eccesso di delega del decreto legislativo 28/2010, dichiarato dalla recente sentenza della Corte Costituzionale, potrebbe produrre se il governo non interverrà tempestivamente con un provvedimento salva-mediazione. Il giovanissimo istituto giuridico della mediazione, introdotto in Italia con la legge delegata, poi risultata viziata, ha funzionato e lo dicono i numeri”. Il comitato si richiama ai dati statistici pubblicati sul sito ufficiale del ministero della Giustizia. “Quasi il 50% dei procedimenti conciliativi svolti con l’assistenza del mediatore quale terzo neutrale – si legge nel documento – , si è chiuso con un accordo e non è andato in tribunale. La mediazione facoltativa, invece (quella che in pratica è stata reintrodotta con la sentenza della Consulta – Ndr), non ha ottenuto gli stessi risultati, poiché pochissimi vi hanno fatto ricorso e così sarà anche per il futuro”. Il comitato chiede dunque al Guardasigilli di proporre “al Parlamento, tempestivamente, un provvedimento teso al ripristino della condizione di procedibilità per le materie previste dall’articolo 5 del decreto legislativo che ha introdotto la mediazione”. In caso contrario “moltissimi organismi di mediazione saranno costretti a preparare delle azioni giudiziarie contro lo Stato Italiano per ottenere il risarcimento di tutti i danni sofferti e futuri, per effetto di una legge viziata ab origine da un eccesso di delega, che vedrà quali attori processuali ogni singolo mediatore, ente di mediazione, formatore ed enti di formazione”. Il comitato, infine, si dice pronto a “una serie di azioni che interesseranno anche la Corte europea dei diritti dell’uomo e le Autorità europee, volte ad ottenere una condanna dello Stato Italiano per violazione dei solenni principi espressi dal Consiglio d’Europa e dall’Unione europea”. Appare comunque difficile che la richiesta del comitato possa trovare accoglienza, considerato che ormai la legislatura, dopo le dimissioni del premier Mario Monti, appare praticamente conclusa. Questa presa di posizione appare piuttosto come una sorta di “messa in mora” per il futuro legislatore e il prossimo esecutivo.

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