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Perchè la Mediazione Familiare?

Perchè la Mediazione Familiare? - Mondo Mediazione

 

La mediazione familiare è espressione di una nuova giustizia (la giustizia del quotidiano), di un nuovo diritto (il diritto mite), di un nuovo codice (il codice emotivo), di una nuova cultura che si auspica diventi una nuova civiltà.

 

 

 

 

 

Articolo tratto da Mediare in Famiglia sito curato dalla Dott.sa Mariangela Fusillo

 

 

Lunedì 25 Maggio 2015

 

Perchè la mediazione familiare?

 da Diritto.it

 

Negli anni ’60-’80, in occidente, la famiglia ha conosciuto una “rivoluzione silenziosa” (fenomeno che persiste ancora oggi), che ha portato molti a paventarne la morte.

In realtà sarebbe più corretto parlare di morte di una specifica forma di famiglia o di “crisi” (intesa in senso etimologico, dal greco krìsis ‘separazione, scelta, giudizio’) della famiglia ovvero di una famiglia che si mette in discussione o anche di famiglia “autopoietica”, che si autoinventa, si autocrea. Alla luce di ciò oggi sembra più opportuno riferirsi alle famiglie al plurale, così come si parla di affidamenti, dei contratti o delle proprietà.

In questo processo di palingenesi della famiglia sorge la mediazione familiare.

La mediazione familiare, sia che la si intenda come competenza sia che la si intenda come professione, è espressione di una nuova giustizia (la giustizia del quotidiano), di un nuovo diritto (il diritto mite), di un nuovo codice (il codice emotivo), di una nuova cultura che si auspica diventi una nuova civiltà.

In realtà non si tratta di una nuova civiltà, ma della vera civiltà umana basata sulla mediazione, in quanto il conflitto fa parte della natura umana. “Pare addirittura, secondo alcune recenti ipotesi biologiche, che già durante la gravidanza si svolga il prototipo di tutti i conflitti futuri. Il feto non sta passivamente nella pancia della madre, ma si dà da fare per estrarre da lei tutte le sostanze nutritive di cui ha bisogno; la madre, dal canto suo, pur accondiscendendo a tali richieste, cerca di non cedervi completamente per conservarsi sana e riuscire così ad accudire efficacemente alla prole. Insomma, tra noi e il mondo esterno si stabilisce fin dall’inizio una sorta di tiro alla fune; solo se la bandiera resterà al centro se ne avvantaggeranno entrambi i contendenti” (così la prof.ssa Ada Fonzi).

Anche il diritto partecipa di questo processo di conflitto e mediazione, infatti il termine latino ius deriva dal verbo iungo, congiungere, unire insieme.

E’ bene che il diritto recuperi questa sua essenza non limitandosi ad essere mera composizione di opposti interessi, per lo più economici. Occorre che si faccia permeare da altri saperi, come la psicologia, per poter meglio agire oggi nella prima società che è la famiglia (rivitalizzando l’accezione del brocardo ubi societas ibi ius).

La crescita civile di una società è segnata dall’evoluzione del diritto che, pur rimanendo aderente al rigore formale che gli è proprio, si lascia attraversare e fecondare da nuovi saperi che allargano e approfondiscono la conoscenza dell’uomo.

 

articolo completo su http://www.diritto.it/docs/29850-perch-la-mediazione-familiare

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