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Pavia: resoconto del convegno sulla Mediazione Civile

Pavia: resoconto del convegno sulla Mediazione Civile - Mondo Mediazione


Mediazione Civile, un servizio che non decolla




Articolo tratto da La Provincia Pavese, visibile direttamente qui.



Mediazione obbligatoria un servizio che non decolla

Convegno ieri in Camera di commercio: fino a oggi solo 49 pratiche aperte «C’è ancora troppa diffidenza nel risolvere in questo modo le controversie»


Giovedì 15 Dicembre 2011
Stefania Prato



PAVIA - La mediazione civile e commerciale come cura ad una giustizia civile troppo lenta che costa al Paese almeno un punto percentuale di Pil. Non poco in periodo di crisi. Dallo scorso marzo la legge prevede l’obbligo di rivolgersi alla figura dei mediatori, un’innovazione che ha l’ambizione di modificare un sistema giudiziario al rallentatore.

L’obiettivo quindi è quello di velocizzare i tempi, smaltire gli arretrati e ridurre le spese. A nove mesi dall’entrata in vigore del decreto legge, la Camera di commercio, durante un incontro che si è svolto ieri in via Mentana, fa il punto in provincia di Pavia del proprio lavoro svolto in questo settore. Fino ad oggi, sono 46 le pratiche depositate presso l’organismo di mediazione attivato dall’ente camerale. Di queste 29 si sono concluse con un accordo di conciliazione tra le parti, mentre 17 sono ancora in fase di discussione.

«Vi è una certa resistenza da parte dei cittadini a ricorrere a questo strumento – fa sapere Giovanni Nicola Giudice, responsabile del servizio di conciliazione della camera arbitrale di Milano -. L’ostacolo è culturale e permane una diffidenza a rivolgersi ad un terzo che potrebbe costituire un valore aggiunto e aiutarci ad arrivare ad un accordo».

E raggiungere un accordo in Italia non è semplice, visto che un contenzioso civile ha la prospettiva di arrivare a sentenza di primo grado dopo quasi tre anni.

«A sentenza arriva solo il 50% delle liti – precisa Giudice -. L’arbitrato, che è un giudizio privato, garantisce di trovare un accordo nel 60% dei casi. Le parti, se esiste la volontà, hanno quasi sempre la possibilità di accordarsi e la mediazione è lo spazio entro cui si può trovare una soluzione».

A costi ridotti, ricorda Maria Lucrezia Pagano, funzionario del servizio di conciliazione della Camera di commercio di Pavia. Se il valore della lite non supera i 1000 euro, la spesa per ciascuna parte è di 65 euro e la tariffa sale a 240 euro, in caso di controversie dal valore compreso tra 5mila e 10mila euro, per raggiungere i mille euro nelle liti che arrivano ai 250mila euro.

«Queste tariffe subiscono ulteriori riduzioni – precisa Pagano – nel caso di mediazione obbligatoria». Su un centinaio di pratiche che arrivano all’organismo di mediazione, dicono dalla Camera di commercio, il 30% delle parti si presenta all’incontro e di questi il 52% trova un accordo. Del restante 70%, il 7% transa prima di arrivare alla mediazione, un dato, secondo Giudice, che dimostra l’efficacia dello strumento.

«Il mediatore aiuta a chiarire le idee alle parti – spiega Cesare Caserini che, oltre ad essere consulente del lavoro, è un mediatore – non dà ragione o torto, ma indica una soluzione che vada bene ad entrambi». Resta fondamentale il ruolo svolto dagli avvocati.

«Devono informare i loro clienti», sostiene Giudice, e Laura Sambartolomeo, avvocato e mediatore, durante il convegno camerale precisa: «La conciliazione è uno strumento alternativo alla controversia e i legali devono garantire le parti, ma anche mettere il mediatore nelle condizioni di capire meglio la situazione che si trova di fronte»

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