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Organismo di Mediazione Forense di Roma

Organismo di Mediazione Forense di Roma - Mondo Mediazione
L'Ordine delìgli Avvocati di Roma, pur contrario alla attuale normativa relativa alla Mediazione Civile e Commerciale, presenta il proprio Organismo di Mediazione Forense.



Articolo tratto da
Foro Europeo, visibile direttamente qui.



La mediazione in materia civile e commerciale a cura di Domenico Condello (articolo pubblicato su ForoRomano)


Con Decreto Legislativo n. 28 del 4 marzo 2010 è stato introdotta, nel nostro ordinamento, la mediazione in materia civile e commerciale, finalizzata ad assistere due o più soggetti: -sia nella ricerca di un accordo amichevole per la composizione di una controversia (c.d. mediazione facilitativa); -sia nella formulazione di una proposta per la risoluzione della controversia (c.d. mediazione valutativa).
Il procedimento di mediazione è regolato dal D.lgs 28/2010, dal D.M. 180/2010 e dal Regolamento previsto dell’Organismo scelto.

La mediazione è strumento del tutto diverso dal processo: - fa emergere i reali bisogni delle parti e si conclude non con una decisione, ma con un accordo frutto dell’autodeterminazione dei partecipanti; - tutte le parti della mediazione potranno risultare vincitrici (c.d. principio win to win); - le parti e i loro difensori non sono vincolati da formalismi processuali (non vi sono memorie, né comparse da redigere); - le parti potranno comunque raggiungere – anche con un solo incontro – un accordo in grado di soddisfare i loro bisogni ed interessi.

Le diverse tipologie previste: A - Mediazione obbligatoria; B - Mediazione Delegata/Consigliata; C - Mediazione volontaria/facoltativa; D - Mediazione su clausola contrattuale.

A - Mediazione obbligatoria (art. 5 c. 1 - D.Lgs 28/2010) - Dal 20 marzo 2011 il procedimento di mediazione è obbligatorio per le seguenti materie: diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, da responsabilità medica e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari. Dal 20 marzo 2012 l’obbligatorietà sarà estesa anche per il risarcimento del danno derivante dalla circolazione dei veicoli e dei natanti, la responsabilità civile automobilistica e per il condominio.
Non è obbligatorio attivare il procedimento di mediazione: “a) nei procedimenti per ingiunzione, inclusa l'opposizione, fino alla pronuncia sulle istanze di concessione e sospensione della provvisoria esecuzione; b) nei procedimenti per convalida di licenza o sfratto, fino al mutamento del rito di cui all'articolo 667 del codice di procedura civile; c) nei procedimenti possessori, fino alla pronuncia dei provvedimenti di cui all'articolo 703, terzo comma, del codice di procedura civile; d) nei procedimenti di opposizione o incidentali di cognizione relativi all'esecuzione forzata; e) nei procedimenti in camera di consiglio; f) nell'azione civile esercitata nel processo penale”. (art.5 c. 4 D.Lgs 28/2010)
Nella ipotesi di mancato avvio del procedimento, il Giudice (d’ufficio o su richiesta delle parti) alla prima udienza può verificare che le parti abbiano preventivamente tentato la mediazione e – in difetto - rinvierà la causa, assegnando loro un termine (15 giorni) per provvedervi. La parte interessata attiverà il procedimento davanti ad un organismo. La mancata attivazione determinerà l’improcedibilità della domanda. Se il procedimento è stato attivato e non si è ancora concluso, il giudice potrebbe anche disporre un altro rinvio.

B - Mediazione Delegata/Consigliata (art. 5 c. 2 - D.Lgs 28/2010) - Durante un procedimento vertente su materie disponibili, il Giudice può invitare le parti ad attivare il procedimento di mediazione fino alla precisazione delle conclusioni. Anche in sede di appello, il giudice può consigliare alle parti di tentare la mediazione, valutata la natura, lo stato della causa oltre che il loro comportamento fino alla precisazione delle conclusioni. Le parti possono aderire all’invio ed attivare il procedimento di mediazione davanti ad un Organismo.

C - Mediazione volontaria/facoltativa (art. 2 - D.Lgs 28/2010) - Sono le parti che decidono di usare lo strumento della mediazione per risolvere le liti concernenti questioni disponibili, anche se non è obbligatoria.

D - Mediazione su clausola contrattuale (art. 5, comma 5 - D.Lgs 28/2010) - La mediazione può essere infine obbligatoria, al di fuori della previsione normativa, in quanto contemplata in un contratto, nello statuto o nell’atto costitutivo dell’ente parte in causa. Il c. 5 dell’art 5 precisa: “Se il contratto, lo statuto ovvero l'atto costitutivo dell'ente prevedono una clausola di mediazione o conciliazione e il tentativo non risulta esperito, il giudice o l'arbitro, su eccezione di parte, proposta nella prima difesa, assegna alle parti il termine di quindici giorni per la presentazione della domanda di mediazione e fissa la successiva udienza dopo la scadenza del termine di cui all'articolo 6. Allo stesso modo il giudice o l'arbitro fissa la successiva udienza quando la mediazione o il tentativo di conciliazione sono iniziati, ma non conclusi. La domanda e' presentata davanti all'organismo indicato dalla clausola, se iscritto nel registro, ovvero, in mancanza, davanti ad un altro organismo iscritto, fermo il rispetto del criterio di cui all'articolo 4, comma 1. In ogni caso, le parti possono concordare, successivamente al contratto o allo statuto o all'atto costitutivo, l'individuazione di un diverso organismo iscritto”.


Effetti della domanda – Il procedimento di mediazione produce su prescrizione e decadenze gli effetti della domanda giudiziale. Ciò consente alle parti di ricercare una soluzione bonaria senza l’impellenza dei termini di legge. “Dal momento della comunicazione alle altre parti, la domanda di mediazione produce sulla prescrizione gli effetti della domanda giudiziale. Dalla stessa data, la domanda di mediazione impedisce altresì la decadenza per una sola volta, ma se il tentativo fallisce la domanda giudiziale deve essere proposta entro il medesimo termine di decadenza, decorrente dal deposito del verbale di cui all'articolo 11 presso la segreteria dell'organismo.” (art. 5 c. 6)

Durata del procedimento - Il procedimento di mediazione ha una durata non superiore a quattro mesi, che decorrono dalla data di deposito della domanda di mediazione ovvero dalla scadenza determinata dal giudice per il deposito della. Il termine può essere prorogato con l’accordo delle parti e non è soggetto a sospensione feriale. (art. 6 - D.Lgs 28/2010)

La competenza territoriale dell’Organismo - Il procedimento di mediazione si deve svolgere presso un Organismo pubblico o privato accreditato presso il Ministero della Giustizia. Le parti possono scegliere liberamente l’Organismo. E’ necessario precisare soltanto che, in caso di insuccesso del procedimento, nel successivo processo il giudice potrà verificare che la scelta dell’organismo non sia stata irragionevole, ad esempio per mancanza di qualsiasi collegamento tra la sede dell’organismo ed i fatti della lite o la residenza o il domicilio delle controparti. La controparte può inoltre eccepire detto comportamento come giustificato motivo a non partecipare. In caso di più domande relative alla stessa controversia, il procedimento di mediazione si svolge davanti all’organismo presso il quale è stata presentata la prima domanda. Per determinare il tempo di presentazione della domanda si ha riguardo al momento in cui la controparte abbia ricevuto la relativa comunicazione.

I costi della mediazione - Il regime delle indennità è regolamentato dall’art. 17 c. 4 e 5 del D.Lgs 28/2010 e dall’art. 16 del D.M. 180/2010. L’indennità massima, dovuta agli Organismi, è determinata dalla tabella A, allegata al D.M. 180/2010.
Sono previste le spese di avvio e le indennità. Le spese di avvio ammontano a € 40,00, da versare al momento della presentazione della domanda di avvio del procedimento di mediazione dalla parte istante e al momento dell’adesione dalla parte chiamata. Le indennità, previste negli importi massimi nella citata tabella A, subiscono riduzioni o aumenti con riferimento alle disposizioni di cui all’articolo 16 e sono dovute dalle parti che partecipano al procedimento. Il pagamento dell’indennità grava solidalmente tra le parti. Più parti, che si pongono quali unico centro di interessi vengono considerate come unità ai fini del pagamento delle indennità. Gli importi devono essere corrisposti in misura non inferiore alla metà, prima dell’incontro fissato davanti al mediatore. L’articolo art. 16 c. 5 prevede, inoltre, la possibilità di applicazione delle indennità in misura minima. Il minimo deve essere determinato con riferimento al massimo fissato per lo scaglione precedente a quello effettivamente applicabile. Le spese di mediazione comprendono l’onorario del mediatore per l’intero procedimento di mediazione ed indipendentemente dal numero di incontri svolti.

Regime tributario, esenzioni e credito d’imposta - Nel procedimento di mediazione non sono dovuti il contributo unificato, nè bolli e pagamenti di diritti di copia o diritti di qualsiasi specie e natura (art. 7 c. 2). Il verbale di accordo è esente dall’imposta di registro entro € 50.000,00. L’imposta è dovuta per la parte eccedente (art. 7 c. 3). Se le parti raggiungono l’accordo, viene riconosciuto un credito d’imposta per un massimo di € 500,00; in caso di mancato accordo il credito d’imposta è pari ad un massimo di € 250,00. (Art. 7 - D.Lgs 28/2010). Il verbale di accordo diventa titolo esecutivo dopo l’omologazione da parte del Presidente del Tribunale. Se l’accordo viene adempiuto, non essendo più necessaria l’omologa, il verbale rimane una scrittura contrattuale tra le parti ed in quanto tale, non essendo un atto giudiziario, non è assoggettato all’imposta di registro. Questo sistema, determinando un grande risparmio fiscale e altri benefici (esenzione contributo unificato e credito d’imposta), potrebbe portare ad incentivare la parte a mandare le controversie in mediazione volontaria.

L’Organismo di mediazione forense di Roma dell’Ordine degli Avvocati - Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma dopo aver ribadito la contrarietà alla normativa di attuazione della mediazione obbligatoria ed alla mancata previsione dell’assistenza tecnica ha ritenuto comunque opportuno costituire nel Luglio 2010 una struttura per gestire direttamente questo nuovo istituto.
Le motivazioni di detta scelta sono state diverse: gestire la Mediazione con avvocati mediatori per avere professionisti altamente qualificati, imparziali e soggetti alle rigorose norme deontologiche forensi; utilizzare la possibilità prevista dall’art. 18 del D.Lgs 28/2010 di avere una struttura all’interno degli uffici giudiziari; frenare la spinta alla privatizzazione della giustizia in favore di Organismi privati; mettere a disposizione degli utenti un ufficio informativo per consentire un avvio semplice e veloce del procedimento; riappropriarsi dei servizi di Conciliazione attivati negli ultimi anni dalle Camere di Commercio.
L’Organismo di Mediazione Forense di Roma dell’Ordine degli Avvocati è stato accreditato dal Ministero in data 1 Ottobre 2010 ed iscritto al n. 127 del Registro degli Organismi. Il 21 Marzo 2011, data di inizio della obbligatorietà del procedimento per alcune materie, l’Organismo ha attivato la segreteria operativa nella aula 103 II piano del Tribunale Civile di Roma, Viale Giulio Cesare 54/B. ai sensi dell’art. 18 del D.Lgs 28/2011.
L’Organismo di mediazione forense di Roma è stato costituito: 1.per creare una struttura di diretta emanazione da un ente pubblico non economico (Consiglio dell’Ordine degli Avvocati), senza finalità di lucro e con tutte le garanzie che sono previste; 2.per consentire agli utenti della giustizia di poter continuare a rivolgersi agli Avvocati, anche se la normativa non prevede l’assistenza tecnica obbligatoria. L’Organismo di mediazione forense di Roma dell’Ordine degli Avvocati ha stabilito, con il proprio regolamento, che “Nella ipotesi in cui la parte istante e/o la parte chiamata o altra parte sia assistita in tutto il procedimento di Mediazione da un Avvocato iscritto all’Albo o da un Praticante abilitato iscritto al registro si applicano i minimi previsti nelle allegate tabelle” (art. 12 …. 8. Regolamento); 3.per ridurre al minimo i costi di accesso alla giustizia: a.Sono dovute le spese di avvio pari a € 40,00 dalla parte istante e dalla parte chiamata che partecipa; b.Prima della data fissata per l’incontro deve essere corrisposto un importo non inferiore alla metà dell’indennità prevista; c.Per le cause di valore indeterminato si applica lo scaglione da 25.000 a 50.000. Si applica lo scaglione da 50.000 a 250.000 per le cause di particolare importanza, complessità e difficoltà con riferimento alla questione trattata; d - il sistema delle indennità previsto dal Regolamento dell’Organismo permette particolari agevolazioni per gli utenti che avviano il procedimento, onde consentire loro di farsi assistere anche in questa fase dagli avvocati; e - Il regolamento prevede che nella ipotesi in cui “l'incontro non abbia avuto luogo perché la parte invitata non ha tempestivamente espresso la propria adesione ovvero ha comunicato espressamente di non voler aderire e l’istante ha dichiarato di non volervi comunque procedere, ….. si applicano indennità ridotte e forfettizzate; 4.per mettere a disposizione mediatori altamente qualificati, imparziali e soggetti al Codice deontologico forense. I mediatori facenti parte dell’elenco dell’Organismo di mediazione forense di Roma sono tutti avvocati iscritti all’albo formati, con un corso di 50 ore, dall’Ente di formazione dei Mediatori Forensi di Roma dell’Ordine degli avvocati accreditato al n. 147 presso il Ministero della Giustizia.
(altre informazioni e tabelle indennità sul sito web www.mediazioneforenseroma.it)
 

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