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Organismi di mediazione, regole a parte per gli avvocati.

Organismi di mediazione, regole a parte per gli avvocati. - Mondo Mediazione
Tratto da Eutekne.info il quotidiano del Commercialista, l'articolo tratta della delibera emessa dall'OUA in data 13 Aprile.
Articolo tratto da Eutekne.info il quotidiano del commercialista del giorno 18 Aprile 2011 e consultabile direttamente qui


L’OUA continua la protesta e, in una delibera, fornisce alcuni principi per i regolamenti degli organismi dei Consigli degli Ordini


Roberta VITALE
Lunedì 18 aprile 2011

È di pochi giorni fa la circolare con la quale il Ministero della Giustizia ha fornito alcuni chiarimenti sull’applicazione della mediazione obbligatoria, in vigore dal 21 marzo 2011 in alcune materie del contenzioso civile.
In particolare, il Ministero della Giustizia, con la circolare 4 aprile 2011, ha precisato che non è corretto l’inserimento, nel regolamento di procedura dell’organismo di mediazione, di una disposizione che consente alla segreteria di rilasciare una dichiarazione di conclusione del procedimento per mancata adesione della parte invitata, qualora quest’ultima non si sia presentata all’incontro già fissato (non avendo comunicato tempestivamente la propria adesione o avendo comunicato di non volere aderire) e l’istante abbia dichiarato di non volere dare corso alla mediazione.
Tale previsione, infatti, non è conforme alla disciplina normativa in oggetto nei casi di operatività della mediazione obbligatoria (art. 5, comma 1 del DLgs. 28/2010).
La mediazione obbligatoria – ha precisato il Ministero della Giustizia – va esperita anche in caso di omessa adesione della parte invitata e la mancata comparizione della parte istante davanti al mediatore impedisce di ritenere correttamente iniziato e proseguito il procedimento di mediazione.
L’applicazione di un’eventuale tale previsione nel regolamento di procedura è consentita solo per i casi di mediazione facoltativa.
Si segnala che la circolare contiene indicazioni anche sui requisiti dei mediatori.
Sulla mediazione, d’altro canto, non ha tardato a farsi sentire l’OUA.
È, infatti, del 13 aprile 2011, la delibera emessa dall’assemblea dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura Italiana, con la quale si ribadisce l’atteggiamento contrario dell’Avvocatura alla mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali di cui al DLgs. 28/2010 e successivo DM 180/2010.
Nello specifico, l’OUA “invita” gli organismi di mediazione istituiti dai Consigli degli Ordini degli avvocati di adottare regolamenti aderenti, in particolare, ai seguenti principi:
- facoltà delle parti (compreso il proponente) a non aderire al procedimento senza con ciò essere obbligate al pagamento di costi ulteriori rispetto a quello iniziale di 40 euro;
- divieto per il mediatore di formulare la proposta senza l’espresso consenso congiunto delle parti;
- rilascio da parte della segreteria dell’organismo del certificato di conclusione della procedura anche nel caso in cui una sola delle parti non voglia aderire alla procedura.

Nella delibera, un altro punto viene affrontato dall’OUA: l’ordinanza del TAR Lazio 12 aprile 2011 n. 3202 , con la quale sono state rimesse alla Corte Costituzionale le questioni di legittimità costituzionale degli artt. 5, comma 1 e 16, comma 1 del DLgs. 28/2010, in relazione agli artt. 24 e 77 della Costituzione.
L’OUA “invita” il Governo a sospendere “in via d’urgenza”, fino alla pronuncia della Corte Costituzionale, l’efficacia del DLgs. 28/2010 in relazione alla mediazione obbligatoria. Ciò – si legge nella delibera – “al fine di evitare la paralisi della giustizia civile e i notevoli costi a danno dei cittadini”.
In merito all’ordinanza del TAR citata, il Ministero della Giustizia ha precisato, nella nota del 13 aprile 2011, che il giudice amministrativo non ha sospeso il regolamento attuativo sulla mediazione civile impugnato (DM 180/2010). Pertanto, il regolamento, “al pari della corrispondente disciplina legislativa”, resta vigente e operante.

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