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Obbligatorietà Mediazione non per sempre

Obbligatorietà Mediazione non per sempre - Mondo Mediazione
L'obbligatorietà è un provvedimento necessario per diffondere la pratica della Mediazione e la conoscenza dell'Istituto

Articolo tratto da
Diritto 24 de Il Sole 24 Ore visibile interamente cliccando qui.





Alfano: l'obbligatorietà nella mediazione rimane, ma non per sempre.



25 Maggio 2011
Francesco machina Grifeo


“L’obbligo c’è, ci sarà, rimane”. Così il ministro Angelino Alfano ha rassicurato la platea dell'Auditorium di Roma, gremito per il convegno “Mediazione: fra efficienza e competitività”, organizzato dal dicastero della Giustizia. Una conferma molto attesa dal popolo dei mediatori dopo l’apertura, la scorsa settimana, di un tavolo di trattativa fra il Cnf e alcuni ordini forensi con via Arenula per intervenire sulla riforma.
Il Ministro ha anche annunciato che martedì prossimo presenterà in Consiglio dei ministri un decreto con il quale la procedura civile torna ai “classici riti, e verrà superata la giungla che abbiamo conosciuto fino ad oggi”.
Prima di Alfano avevano preso la parola il presidente del Cnf, Guido Alpa, molto contestato, il capo dell’Ufficio legislativo del ministero Augusta Iannini, accolta da un caldo applauso e il presidente dell’Anm Luca Palamara, più volte sollecitato a prendere una posizione chiara.

La giornata
L’obbligatorietà non sarà per sempre. È un provvedimento necessario per far digerire lo strumento ma poi i mediatori dovranno camminare con le loro gambe. Per far ciò è fondamentale la sfida della qualità perché i cittadini dovranno scegliere da soli di ricorrere ai centri Adr. Questo in sintesi il messaggio del Ministro a un platea in cerca di forti rassicurazioni. Molti, infatti, gli organismi sorti all’ombra della legge che ora si trovano spiazzati dal muro contro muro dell’avvocatura e che provano a correre ai ripari costituendosi in associazioni e chiedendo di partecipare al tavolo fra ordini e ministero. Molte le lettere preparate e consegnate a mano al Ministro da parte dei nuovi professionisti della conciliazione per chiedergli di non mollare sulla obbligatorietà.

Una platea calda che ha apertamente contestato il presidente del Cnf, Guido Alpa, quando ha richiamato la necessità di una preparazione tecnica per svolgere la professione del mediatore. “Non sai di cosa parli”, è stato l’urlo che più volte si è levato dalla platea interrompendolo. Forti rumoreggiamenti anche durante l’intervento del presidente dell’Anm Luca Palamara, considerato troppo tiepido.
Applaudita, invece, Augusta Iannini, capo dell’ufficio legislativo del ministero, la vera “madrina” della riforma, come ricordato anche dal Ministro nel suo intervento. Secondo la Iannini con la mediazione non vi è nessun cedimento sul piano dei diritti, “semplicemente vince la logica del "mi conviene" su quella del "ho ragione", sulla base di una libera scelta del cittadino”. “Perché - ha proseguito - intanto la ragione qualcuno te la deve riconoscere, e poi comporta dei tempi lunghi e dei costi alti”.

L’intervento di Alfano
Con un intervento di 20 minuti, il ministro Alfano ha ribadito la strategia complessiva del Governo sulla giustizia civile. Un progetto che si muove su due fronti, da un parte mirando a contenere il numero di nuove cause, circa 4,8 milioni, che vedono la luce ogni anno, dall’altra accelerando e dunque incrementano le decisioni, oggi sono 4,6 mln l’anno. Solo così si potrà colmare e ridurre il gap di circa 200 mila cause che si accumulano di anno in anno.

E dunque rivolto al popolo dei mediatori “Ogni riforma oltre ad un profilo operativo, ha anche sempre un forte aspetto culturale: se la mediazione funzionerà vorrà dire che è passato il messaggio che è possibile raggiungere un accordo per fare la pace anche senza indossare i guantoni e salire sul ring di un'aula giudiziaria”. “Dovete guardare alla mediazione come un passaggio di un progetto organico - ha spiegato il Ministro - che mira ha smaltire il carico della giustizia civile”.

..........

Smaltimento arretrato e semplificazione dei riti
“Nel consiglio dei ministri di martedì prossimo verrà presentato il decreto attuativo della delega sulla semplificazione dei riti. .......”.

E tornando sulla mediazione: “La qualità del servizio è il punto su cui si valuterà la riuscita della riforma. Gli organismi saranno guardati con occhi non distratti né benevoli: saremo attentissimi al rispetto delle regole. Gli imbrogli tanto si scoprono sempre, e chi li fa lo fa a danno di se stesso e di tutti gli altri, perché quando vengono scoperti vengono poi rimessi in discussione gli istituti".



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