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Nuovo rinvio alla Corte UE

Nuovo rinvio alla Corte UE - Mondo Mediazione


Nonostante la recente legittimazione da parte del Parlamento Europeo e l'Ordinanza del Tribunale di Lamezia



Articolo tratto da Diritto24, visibile direttamente qui.


Nuovo rinvio della mediazione alla Corte Ue di un giudice di pace


Martedì 27 Settembre 2011
di Patrizia Maciocchi e una nota di Marina Castellaneta



Ci sarà un giudice a Lussemburgo! O almeno ci sperano gli avvocati contrari alla mediazione che guardano con particolare simpatia alle toghe che, colte dal dubbio chiamano in soccorso la Corte di giustizia dell'Unione europea invitandola a esprimersi sulla conformità del Dlgs 28/2010 con la direttiva 2008/52/Ce sulla mediazione civile e commerciale. Dopo la richiesta di chiarimenti del Tribunale di Palermo che invocava i lumi della Corte Ue in particolare: sull'obbligo o meno per il mediatore di possedere competenze giuridiche e specifiche sulla materia del contendere, sulla necessità, per gli organismi di mediazione, di possedere una competenza territoriale e, infine sulla possibilità per le parti, fallito il tentativo di accordo spontaneo, di porre fine al procedimento di mediazione. In attesa che sulle norme si pronunci anche la Corte Costituzionale adita dal Tar, a sollevare una questione pregiudiziale ci ha pensato anche il giudice di pace di Mercato San Severino che ha affidato a un'ordinanza di rinvio i nodi da sciogliere. Due soprattutto le perplessità del giudice di pace sulla conformità della norma interna con la direttiva: la possibile violazione del diritto a un ricorso giurisdizionale, previsto dalla Convenzione europea dei diritti dell'Uomo e il ritardo sostanziale che l'esperimento obbligatorio comporta nel proporre l'azione in giudizio.


Dubbi sulla penalizzazione di chi non partecipa alla procedura

di Marina Castellaneta
Approda a Lussemburgo un nuovo rinvio pregiudiziale d’interpretazione sulla mediazione. Il giudice di pace di Mercato San Severino, con ordinanza del 21 settembre, ha sospeso il procedimento riguardante una controversia in materia di assicurazione stradale e ha chiesto alla Corte di giustizia dell’Unione europea di fornire alcuni chiarimenti interpretativi sulla direttiva 2008/52/Ce del 21 maggio 2008 relativa a taluni aspetti della mediazione in materia civile e commerciale (in Italia è stata recepita con Dlgs del 4 marzo 2010 n. 28). Al giudice di pace si era rivolta una donna che aveva subito danni alla sua automobile e aveva avviato un’azione contro la compagnia di assicurazione. Il ricorso preliminare e obbligatorio alla mediazione, però, non ha convinto la donna che ha chiesto al giudice di pace di procedere a un rinvio pregiudiziale alla Corte Ue.

Diversi i motivi che hanno spinto il giudice a passare la questione agli eurocolleghi. In particolare, il giudice esprime dubbi sulla circostanza che la disciplina italiana sulla mediazione obbligatoria garantisca il diritto alla tutela giurisdizionale effettiva garantito anche dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, divenuta vincolante con il Trattato di Lisbona (la Corte Ue, invece, non può pronunciarsi sulle disposizioni della Convenzione europea dei diritti dell’uomo che però hanno rilievo per l’interpretazione della Carta). Non solo. Le sanzioni di carattere processuale messe in campo dal Dlgs 28/2010 per la parte che si rifiuta di partecipare alla mediazione e la possibilità per il giudice adito di desumere nel successivo giudizio argomenti di prova a carico della parte che non ha partecipato senza giustificato motivo alla procedura di mediazione obbligatoria non sembrano in linea con la direttiva Ue. Da verificare poi se la formulazione di una proposta di conciliazione senza accordo delle parti da parte del mediatore possa essere compatibile con il carattere volontario della disciplina.


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