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Monopolio

Monopolio - Mondo Mediazione
Impressioni del Dottor Manuel Salvi in merito alle proposte di modifica alla Mediazione




Monopolio


Riflettendo sull’esito degli accordi intercorsi fra il Ministro Alfano e l’avvocatura, emerge immediatamente una forte sensazione di trionfo per l’ordine degli avvocati mentre il resto degli attori del sistema giustizia ne esce decisamente sconfortato.
Le potenzialità dello strumento mediativo viene totalmente sacrificata di fronte ai mal di pancia degli avvocati.
L’Avvocatura finalmente ha tolto ogni velo alla discussione in corso e levata la maschera scopre le carte in tavola. La mera discussione quindi è semplicemente economica e gli avvocati temono che la torta dei profitti possa essere spartita fra più attori.

Parlando in termini meramente economicisti, ma di questo si tratta, siamo in una situazione di monopolio. Una classe professionale teme che la propria posizione predominante possa venir meno e tale privilegio sgretolarsi di fronte all’ingresso di altri competitor nel mercato della giustizia civile italiana.
Non importa al monopolista se la clientela è mal gestita, mal servita o altro ancora. Al monopolista interessa solo il prorpio utile. Così qualsiasi monopolista si è opposto aspramente in passato quando tali privilegi venivano messi in discussione. L’interesse dell’utente finale solitamente è inversamente proporzionale all’interesse del monopolista. Il cliente solitamente ha solo vantaggi da un mercato liquido e concorrenziale.

La domanda che dobbiamo porci è: Vogliamo davvero risolvere il nodo della giustizia civile italiana?

L’assistenza necessaria degli avvocati nei procedimenti di conciliazione obbligatoria è un ossimoro di fatto. La mediazione è informale e conciliativa. L’avvocato è formale e stopperà ogni canale comunicativo preoccupato già di imbastire nel miglior dei modi la futura causa legale, che senza ombra di dubbio suggerirà al proprio cliente. La mediazione dovrebbe essere un tentativo di far aprire i canali comunicativi fra le persone prima che divengano parti coinvolte in un processo legale. La presenza dei legali diverrà ostacolo se non addirittura impedimento, poichè probabilmente sarà l’avvocato a parlare facendo le veci della parte. Potrà esservi così comunicazione conciliativa?

L’introduzione di limiti per valore alla conciliazione obbligatoria o, in alternativa, la fissazione di tariffe graduate, renderà la professione del mediatore poco allettante per qualsiasi professionista, divenendo barriera all’ingresso nel mercato della giustizia civile di nuovi competitor e quindi impedimento verso un sitema liquido e concorrenziale.

Gli esiti di questi incontri sgonfieranno l’entusiamo di tutte quelle persone che in questo ultimo anno hanno dedicato energia e tempo a prepararsi per divenire buoni mediatori e sarà ostacolo per chiunque in futuro decidesse di cimentarsi in questo nuovo campo, impedendo al nuovo istituto di organizzarsi e decollare. Si sancisce con questi accordi la lenta agonia della mediazione italiana.
 

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