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Mediazione "Specializzarsi è meglio"

Mediazione "Specializzarsi è meglio" - Mondo Mediazione

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Sono esplosi corsi di preparazione un po' dappertutto.

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Articolo tratto da La Repubblica, visibile direttamente qui.

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Mediazione civile, un boom “Ma specializzarsi è meglio”.

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Lunedì 1 Ottobre 2012

di Adriano Bonafede

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ISCRIVENDOSI NEL REGISTRO MOLTI PROFESSIONISTI HANNO PUNTATO A INTEGRARE I GUADAGNI COSÌ SONO ESPLOSI UN PO’ DOVUNQUE I CORSI DI PREPARAZIONE ALLA PROFESSIONE TUTTI I PALETTI POSTI DALLA RIFORMA

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Roma Piatto ricco, mi ci ficco. La riforma della “mediazione” ha attratto — in un frangente economico così lungamente negativo e con poche prospettive di miglioramento nel breve termine — gli appetiti di molte persone, professionisti e non. Iscrivendosi nel registro dei mediatori, molti soggetti hanno ben pensato di poter guadagnare qualcosa o di perlomeno di aggiungere ai propri guadagni anche un extra più o meno grande. Così sono esplosi un po’ dovunque i corsi di preparazione alla professione. Anzi, si può dire che per ora a esplodere — più che la mediazione vera e propria, ancora agli inizi — siano stati proprio i corsi di formazione organizzati dai vari ordini professionali ma anche da società specializzate. La riforma della mediazione civile del 2011 si è proposta come obiettivo principale quello di ridurre il flusso in ingresso di nuove cause nel sistema giudiziario, offrendo al cittadino uno strumento più semplice e veloce con tempi e costi certi. Questa riforma si è affiancata a quella del processo civile e al programma di digitalizzazione della giustizia con cui s’intende intervenire nella fase di lavorazione delle cause. La mediazione è definita come l’attività professionale svolta da un terzo imparziale e finalizzata ad assistere due o più soggetti sia nella ricerca di un accordo amichevole per la composizione di una controversia, sia nella formulazione di una proposta per la risoluzione della stessa. Il mediatore
è la persona, o le persone fisiche che, individualmente o collegialmente, svolgono la mediazione rimanendo prive, in ogni caso, del potere di rendere giudizi o decisioni vincolanti per i destinatari del servizio medesimo. Il mediatore è in sostanza un professionista con requisiti di terzietà. L’organismo dove il mediatore presta la sua opera è vigilato dal ministero della Giustizia. I mediatori, che devono essere in numero non inferiore a cinque per ciascun organismo, devono possedere un titolo di studio non inferiore al diploma di laurea triennale, oppure, in alternativa, devono essere iscritti a un ordine o collegio professionale. Inoltre, devono avere una specifica formazione ed un aggiornamento almeno biennale presso gli enti di formazione. Servono anche alcuni requisiti di onorabilità (non aver riportato condanne definitive per delitti non colposi o a pena detentiva non sospesa, non essere interdetti dai pubblici uffici, non essere stati sottoposti a misure di prevenzione o di sicurezza, non aver riportato sanzioni disciplinari diverse dall’avvertimento). Prima dell’approvazione della legge, gli avvocati avevano a lungo combattuto una battaglia perché la funzione di mediatore fosse svolta solo dai professionisti laureati in legge. Questa richiesta, però non passò, perché non è in effetti necessario, ai fini di una soluzione pratica, conoscere le leggi. Il mediatore, infatti, si limita a proporre una soluzione monetaria alla controversia. Se questa soluzione non viene accettata da entrambe le parti, decade e si puo’ decidere di rivolgersi al giudice ordinario, dove comincerà il vero e proprio processo civile. Gli ordini professionali possono costituire — e infatti hanno costituito — propri organismi di mediazione nelle materie di loro competenza, previa autorizzazione del Ministero della giustizia. Gli ordini forensi, in più, possono costituire organismi di mediazione in ogni materia. I consigli degli ordini degli avvocati possono istituire organismi presso ciascun tribunale avvalendosi di proprio personale e utilizzando i locali loro messi a disposizione dal presidente del tribunale. Gli organismi degli ordini professionali e delle camere di commercio sono iscritti nel registro del Ministero della giustizia a semplice domanda. Nella materia finanziaria e bancaria, il procedimento di mediazione può essere esperito presso gli organismi di mediazione, davanti alla Camera di conciliazione della Consob. Anche il ricorso all’arbitro bancario e finanziario costituito dalla Banca d’Italia produce analoghi effetti giuridici (assolve la condizione di procedibilità per poter poi rivolgersi al giudice). Numerosi gli avvocati che seguono corsi per la mediazione civile

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