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Mediazione: rimedio a ritardi giudiziari. Ricorso all'UE per revisione

Mediazione: rimedio a ritardi giudiziari. Ricorso all'UE per revisione - Mondo Mediazione

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Mediazione rimedio ai ritardi giudiziari – La Commissione Ue potrebbe chiedere la revisione delle norme – Mediazione in Italia, ricorso all’Ue contro certi aspetti normativi

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Articolo tratto da Iussit, visibile direttamente qui.

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Mediazione rimedio a ritardi giudiziari. Ricorso all’Ue per revisione

di Pierangelo Bonanno

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Mercoledì 8 Gennaio 2014

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- Mediazione rimedio ai ritardi giudiziari
- La Commissione Ue potrebbe chiedere la revisione delle norme
- Mediazione in Italia, ricorso all’Ue contro certi aspetti normativi
(Fonte : QdS.it – Sabato 28 Dicembre 2013, pag.3 – Testi di: Pierangelo Bonanno)
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Relazione Cnel del 10/12/13: 1.366 giorni per eseguire una sentenza del Tribunale di Palermo contro 547 giorni della media Ue
MEDIAZIONE RIMEDIO AI RITARDI GIUDIZIARI
Secondo il Cnel la conciliazione possibile argine all’arretrato e strumento di crescita economica

Il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro ha presentato, lo scorso 10 dicembre, la relazione annuale al Parlamento e al Governo sui livelli e la qualità dei servizi erogati dalle pubbliche amministrazioni centrali e locali alle imprese e ai cittadini. La Relazione 2013, che il CNEL redige ai sensi dell’art.9 della legge n.15 del 2009, giunta alla quarta annualità, ha intrapreso un percorso volto a costruire, nell’ambito delle informazioni statistiche ufficiali, in collaborazione con l’Istat, un sistema informativo sulle performance finali dell’attività delle amministrazioni pubbliche. Il Cnel ha riportato nella propria relazione i dati presentati dalla banca mondiale che nel suo rapporto Doing Business 2013 colloca l’Italia al 160° posto nel ranking della sezione “en forcing contracts” con una durata media di una controversia commerciale fino al completamento delle procedure di recupero del credito di .1210 giorni ed un costo pari al 29,9% del valore della controversia. A ciò si aggiunga il dato dall’ammontare delle condanne riportate dallo stato italiano, sia in sede interna che in ambito europeo, per la violazione del termine di ragionevole durata del processo prevista dalla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. La Banca Mondiale realizza i propri indicatori internazionali mettendo a confronto i sistemi produttivi, finanziari, economici, pertanto l’analisi si basa su dati non istituzionali, non forniti quindi dai tribunali o dal ministero della Giustizia, bensì da una rete di osservatori sul campo chiamati a fornire dati empirici su tempi, costi e livello di burocrazia delle dispute commerciali. Doing Business in Italia 2013 è un rapporto subnazionale realizzato dalla Banca Mondiale che ha analizzato le regolamentazioni d’impresa relative a quattro indicatori in 13 città italiane: Bari, Bologna, Cagliari, Campobasso, Catanzaro, L’Aquila, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Potenza, Roma e Torino. I dati utilizzati nell’analisi dei tribunali italiani sono comparabili con quelli raccolti dalla Banca mondiale in 185 Paesi del mondo. (Omissis )
Particolare attenzione viene dedicata dal Cnel alla mediazione civile e commerciale, tanto da riporre nell’istituto importanti aspettative: non solo ipotizzando nella conciliazione un possibile argine al dirompente arretrato giudiziario ma anche come fattore di crescita economica tale da facilitare gli investimenti esteri. La mediazione in Italia è ritornata obbligatoria con la legge n. 98 del 2013. Nei fatti prima di ricorrere al giudizio di un tribunale occorrerà rivolgersi ad un organismo di mediazione accreditato presso il ministero della Giustizia. La mediazione torna obbligatoria per 4 anni, cioè fino al 2017, in materia di: condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e sanitaria e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari. In questi casi, la parte che intende agire in giudizio deve tentare la mediazione, con l’assistenza di un avvocato. Nel dettaglio il procedimento di mediazione prevede che dopo avere presentato la domanda presso un organismo di mediazione (Omissis).
– Per leggere il testo integrale dell’Articolo cliccare qui >> QdS Mediazione 28.dic.13 pag.3
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Entro 12 mesi la risposta alle istanze dell’Associazione europea mediatori certificati
LA COMMISSIONE UE POTREBBE CHIEDERE LA REVISIONE DELLE NORME
A partire dalla gratuità della prestazione del mediatore al primo incontro
Per un approfondimento sul tema il QdS ha incontrato Massimiliano Zarri , avvocato e responsabile per gli Affari Europei dell’Associazione Europea Mediatori Certificati.
A suo avviso quali sono le ragioni che hanno spinto il legislatore a prevedere la gratuità della prestazione professionale offerta dal mediatore nel corso dell’incontro preliminare ?
“Per quanto attiene alla gratuità della prestazione offerta dal mediatore nel corso dell’incontro preliminare, l’unica supposizione attendibile è che il legislatore abbia immaginato in questo modo di favorire l’affermazione e lo sviluppo dell’Istituto della Mediazione. La pratica conferma che il risultato ottenuto è esattamente l’opposto poiché, assolta la presenza formale delle Parti, per di più assistite obbligatoriamente dai loro avvocati, l’obbligatorietà in realtà viene privata di una funzione reale con l’ulteriore peggioramento di un inutile sforzo di tipo ‘commerciale’ da parte dei mediatori di fronte a Parti che vogliano proseguire nella lite, sforzo ‘commerciale’ francamente un po’ umiliante per il ruolo e la figura del mediatore stesso, come peraltro appare chiaro anche alla lettura della ‘Circolare 27 novembre 2013 – Entrata in vigore dell’art. 84 del d.l. 69/2013 come convertito dalla l. 98/2013 recante disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia, che modifica il d.lgs. 28/2010. Primi chiarimenti’. È un peccato, inoltre, che non si sia colto il rilievo dell’introduzione dell’Istituto della Mediazione Civile e Commerciale nella sua essenza, Istituto che prima ancora di essere di natura giuridica rileva per natura di pacificazione sociale e vantaggio economico, e rientra nei provvedimenti di riforma in grado di rilanciare l’economia senza costi a carico dello Stato”.
In che tempi la denuncia da Voi presentata verrà presa in esame e che conseguenze potrà produrre ?
“In relazione ai tempi di risposta alle istanze da noi presentate, sia alla Commissione Petizioni del Parlamento Europeo, che al Segretariato Generale della Commissione, non è facile stimarne il periodo, i termini ordinariamente sono stabiliti entro i 12 mesi. Le conseguenze possibili vanno (Omissis)”.
–Per leggere il testo integrale dell’Articolo cliccare qui >> QdS Mediazione 28.dic.13 pag.3 
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MEDIAZIONE IN ITALIA, RICORSO ALL’UE CONTRO CERTI ASPETTI NORMATIVI

Nelle scorse settimane, la Commissione europea ha avviato il necessario iter per valutare il fondamento della richiesta di infrazione del diritto comunitario del modello di mediazione italiana presentato dall’Associazione Europea Mediatori Certificati. Nel ricorso si evidenzia il contrasto del decreto legge 21 giugno 2013 n. 69 con diverse e numerose norme europee e con quanto il Consiglio dell’Unione europea ha deliberato con una raccomandazione sul programma nazionale di riforma 2013 dell’Italia, e rispetto al parere del Consiglio sul programma di stabilità dell’Italia, richiedendo altresì che l’UE disponga necessari interventi correttivi da attuarsi con le necessarie puntualizzazioni alla legislazione italiana. Nella denuncia di infrazione si contestano (Omissis)
– Per leggere il testo integrale dell’Articolo cliccare qui >> QdS Mediazione 28.dic.13 pag.3

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