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Mediazione: Privacy e Organismi

Mediazione: Privacy e Organismi - Mondo Mediazione


Organismi di Mediazione esonerati dal trattamento di dati genetici



Articolo tratto da
Eutekne, visibile direttamente qui.



Privacy: organismi di mediazione esonerati dall’obbligo di notificazione

L’esonero riguarda il trattamento dei dati genetici



Roberta VITALE
Venerdì 15 luglio 2011



Il Garante della privacy, con la deliberazione n. 259 dello scorso 24 giugno 2011 (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 13 luglio 2011 n. 161), ha sottratto all’obbligo di notificazione il trattamento di dati genetici – rientranti nei casi previsti dall’art. 37 comma 1 lett. a) del DLgs. 196/2003 (c.d. “Codice della privacy”) – effettuato dagli Organismi di mediazione di cui al DLgs. 28/2010.

In merito, si segnala, infatti, che il Codice della privacy indica specificamente i trattamenti dei dati personali da notificare al Garante – fra cui appunto il trattamento dei dati genetici – e demanda al medesimo il compito di individuare, tra tali trattamenti, quelli sottratti all’obbligo di notificazione. Ciò purché i trattamenti non siano suscettibili di recare pregiudizio ai diritti e alle libertà dell’interessato, viste le modalità di trattamento stesso e la natura dei dati personali.

Ritornando alla deliberazione in oggetto, il Garante specifica che, ai fini dell’esonero, il trattamento deve essere effettuato dagli Organismi di mediazione nell’esercizio e con le modalità proprie dell’attività di mediazione.
Nelle considerazioni del Garante, vi è il fatto che gli Organismi di mediazione vengono a conoscenza di dati genetici solo in modo saltuario. L’attività di trattamento di tali dati non assume, infatti, carattere di “costanza e prevalenza” rispetto a quella avente ad oggetto ogni altro tipo di dato personale.

Il trattamento va effettuato con le modalità dell’attività di mediazione

Per completezza si fa presente che, contestualmente a tale provvedimento, il Garante della privacy ha rinnovato l’autorizzazione generale al trattamento dei dati genetici con la deliberazione n. 258 del 24 giugno 2011 (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 159 dell’11 luglio 2011).
Ai fini della presente autorizzazione, per “dato genetico” si intende il risultato di test genetici o ogni altra informazione che, indipendentemente dalla tipologia, identifica le caratteristiche genotipiche di un individuo trasmissibili nell’ambito di un gruppo di persone legate da vincoli di parentela.

L’autorizzazione – efficace fino al 31 dicembre 2012 – rilasciata fra gli altri agli esercenti le professioni sanitarie, agli organismi sanitari, ai laboratori di genetica medica, è stata estesa anche agli Organismi di mediazione, sia pubblici che privati.
Il procedimento di mediazione, invero, può comportare il trattamento dei dati genetici relativi alle parti della mediazione o ad altri soggetti eventualmente coinvolti nel procedimento stesso. Si fa riferimento, ad esempio, ai procedimenti inerenti il risarcimento del danno derivante da responsabilità medica.

Nelle condizioni poste dal Garante, il trattamento deve essere limitato alle operazioni e ai dati strettamente indispensabili per l’espletamento delle attività inerenti all’esercizio della mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali, nel rispetto, per gli organismi privati, delle prescrizioni dell’autorizzazione generale al trattamento dei dati sensibili nell’attività di mediazione dello scorso 21 aprile 2011 e, per gli organismi pubblici, del provvedimento sempre dello scorso 21 aprile 2011, che individua i tipi di dati e di operazioni eseguibili in relazione alla finalità di rilevante interesse pubblico.
 

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