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Mediazione Obbligatoria: un po' di chiarezza

Mediazione Obbligatoria: un po' di chiarezza - Mondo Mediazione

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Varie le iniziative sul tema dell'obbligatorietà della Mediazione

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Articolo tratto da Altalex, visibile direttamente qui.

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Mediazione obbligatoria e iniziative varie: un po' di chiarezza

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Venerdì 16 Novembre 2012

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Come noto, il 24 ottobre scorso la Corte Costituzionale, con un comunicato stampa assai scarno, ha preannunciato la dichiarazione di incostituzionalità del D.Lgs. 28/10, per eccesso di delega, nella parte in cui prevede il tentativo obbligatorio di mediazione.

In seguito al comunicato, si sono poi verificate delle importanti iniziative. Alcuni deputati, in seguito alle proposte del c.d. Forum Nazionale dei Mediatori (che, sia detto senza polemica alcuna, non rappresenta lo schieramento degli Organismi) hanno presentato degli emendamenti, in verità assai articolati e al decreto stabilità, alla Camera dei Deputati, che sono però stati dichiarati immediatamente improponibili. Anche qui senza polemica, dobbiamo ricordare che alcuni esponenti dei più “antichi” Organismi avevano sconsigliato il Forum dal fare questo, ma è chiaro che ciascuno fa quello che ritiene. Poi però deve assumersene le relative responsabilità.

Sono stati poi presentati altri emendamenti, questa volta al Senato, in decima Commissione (Industria, commercio, turismo), nell’ambito del decreto c.d. “crescita” o “sviluppo”. Anche in questa sede, alcuni di essi, alquanto complessi e recanti estensioni della normativa sulla mediazione di vario genere (a firma dei senatori Cagnin, Garavaglia, Castiglione e Bruno), sono stati dichiarati inammissibili o improponibili, come si dice in gergo tecnico.

Prima di questi, però, erano stati depositati al Senato, sempre in X Commissione, altri quattro emendamenti, tutti proposti dal sen. Stefano De Lillo, il quale da tempo ha preso a cuore la questione della mediazione e della sua sorte. Infatti, prima del “comunicato stampa”, il sen. De Lillo aveva presentato un DDL sull’interpretazione autentica dell’art. 5 del D.Lgs. 28/10, teso a chiarire che la norma si applicava anche ai Giudici di Pace, visto che alcuni di essi erano di parere contrario, e due interrogazioni parlamentari sulla mancanza dei controlli del Ministero, tesi a garantire la qualità degli organismi. Anche se solo due degli emendamenti portano la sua firma (il 16.0.2 e il 37.0.26, firmati ora anche dal sen. Cosimo Latronico), poiché altri Senatori (D’Alia e Musso) si erano offerti di porre la loro sigla, come detto sono identici e sono stati proposti da De Lillo. Gli emendamenti sottoscritti espressamente dal sen. De Lillo portano anche la firma del sen. Enzo Ghigo, capogruppo del PDL in X Commissione ed ex Presidente della Regione Piemonte.

Orbene, sia telefonicamente che durante una riunione con numerosi rappresentanti di quelli che, oggettivamente, sono tra i maggiori organismi, il rappresentante del Forum aveva (legittimamente, peraltro) dichiarato pubblicamente che avrebbe sostenuto i “suoi” emendamenti, in quanto non condivideva, degli emendamenti De Lillo, soprattutto la limitazione temporanea dell’obbligatorietà, ma nemmeno l’inserimento del comma B).

Infatti, tutti gli emendamenti De Lillo / Ghigo, prevedono la cessazione della condizione di procedibilità alla data del 31 dicembre 2017 e introdurrebbero, al comma b, un’ulteriore novità, e precisamente: “All’articolo 11, comma 1, dopo le parole “Quando l’accordo non è raggiunto, il mediatore” e prima delle parole “può formulare una proposta di conciliazione.”, sono inserite le seguenti: “, se le parti partecipano al procedimento di mediazione e sono assistite da un avvocato,”. In sostanza, la proposta di conciliazione produrrebbe gli effetti previsti dalla legge solo se le parti sono presenti (niente più proposta contumaciale, in pratica) e solo se le stesse sono assistite da un avvocato.

Nel frattempo, abbiamo assistito ad alcuni eventi, come quello della manifestazione del Forum del 12 novembre in cui (sempre senza polemica), si era promesso di radunare migliaia di persone ma invece non ha raccolto i numeri sperati, ed in cui la conferenza stampa si è trasformata in una bagarre (con microfoni strappati dalle mani di chi stava parlando) e con un comizio della rappresentante del Forum; ma soprattutto abbiamo assistito al tentativo del Forum, di presentare come frutto delle sue iniziative sia gli emendamenti De Lillo / Ghigo, dopo averli espressamente rifiutati, sia di avere compiuto con le sue sole forze il miracolo, cioè di aver fatto riammettere come ammissibili gli emendamenti dichiarati inammissibili.

Ebbene, sempre senza voler polemizzare, ma solo per chiarire la realtà dei fatti, questo semplicemente non corrisponde alla realtà, come è quanto meno azzardato fare pubbliche sull’appoggio del Ministero quando questo non si è ancora espresso.

In sostanza: cambiare idea è lecito, e se il Forum ha deciso di appoggiare oggi l’emendamento De Lillo / Ghigo, chi lo ha ideato e proposto non può che esserne lieto e sarebbe lieto di collaborare per l’intento comune. Però, forse, è arrivato il momento (per tutti) di riflettere e di non cercare troppo le luci della ribalta.

Ribadiamo, infatti, che il Movimento ADR e della Mediazione Italiana, non è per lo scontro, bensì per l’apertura di un dialogo costruttivo con l’Avvocatura Italiana, in quanto “uomini di pace” come felicemente definiti da una recentissima sentenza del Tar Lazio. In ogni caso, secondo noi, l'obbligatorietà va difesa, per il funzionamento dell'istituto, ma gran parte del mondo della mediazione è contrario alle barricate, come lo è a nostra opinione la grande maggioranza degli avvocati, ove il cittadino è l'unica vittima.

(Altalex, 16 novembre 2012. Articolo di Paolo Fortunato Cuzzola e Pietro Elia)

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