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Mediazione: le regole del Ministero su controlli, spese e ispezioni.

Mediazione: le regole del Ministero su controlli, spese e ispezioni. - Mondo Mediazione


Ulteriore analisi della Circolare Interpretative emanata dal Ministero di Giustizia il 20 Dicembre scorso




Articolo tratto da Diritto24, visibile direttamente qui.




Mediaconciliazione: Via Arenula detta le regole su controlli, spese e ispezioni


Mercoledì 21 Dicembre 2011
Nicola Soldati



Il ministero della Giustizia ha emanato in data 20 dicembre 2011 la circolare interpretativa del Dm 145/2011 allo scopo di dare specifica indicazione su alcuni profili problematici inerenti alla corretta interpretazione ed applicazione del Dm 180/2010, così come corretto dal sopra citato Dm 145/2011.

La circolare pone la sua attenzione su alcuni specifici aspetti della regolamentazione precedentemente emanata dal ministero della Giustizia: in particolare, oggetto di intervento sono state l’attività di vigilanza, il tirocinio assistito, i criteri di assegnazione degli affari di mediazione, la chiusura del procedimento e le indennità del servizio.

Controlli più estesi
In sintesi, utilizzando le stesse parole del Ministero, in merito all’attività di vigilanza è stato esplicitato che il Ministero stesso esercita il potere di vigilanza e di controllo, sia in fase preventiva (verificando la correttezza della domanda di iscrizione e la sussistenza dei requisiti richiesti), che successiva (verificando il continuo rispetto degli organismi di mediazione e dei mediatori agli obblighi cui sono tenuti secondo le previsioni normative primarie, secondarie nonché le direttive di questa amministrazione).

Tirocinio assistito per gli iscritti
Con riferimento al tirocinio assistito, punto assai spinoso del decreto, è stato precisato che l’obbligo del tirocinio assistito riguarda evidentemente solo i mediatori già iscritti; la partecipazione al tirocinio assistito comporta la solo presenza del tirocinante senza compimento da parte sua di ulteriore attività che riguardi l’esecuzione di attività proprie del mediatore titolare del procedimento. Altresì, ai fini del tirocinio, è ritenuta valida anche la sola presenza ad una singola fase del procedimento di mediazione, ovvero, allo stato e tenuto conto del limitato numero di mediazioni concluse con la partecipazione della controparte, anche la sola presenza alla fase di redazione, da parte del mediatore titolare, del verbale negativo per mancata partecipazione della parte chiamata in mediazione. Il tirocinio assistito deve essere rinnovato ogni due anni. Nessuna limitazione viene posta agli organismi per la determinazione del numero dei mediatori tirocinanti che possono essere presenti alle singole procedure, organismi a cui è lasciata ampia discrezione nel determinare a quale procedure dare accesso ai mediatori tirocinanti.

Competenza professionale decisiva per l’assegnazione
In relazione ai criteri di assegnazione delle mediazione, i regolamenti dei singoli organismi potranno indicare i criteri di designazione; tra i criteri oggettivi e predeterminati assume particolare rilievo la competenza professionale del mediatore, vale a dire acquisiscono particolare valore le specifiche conoscenze acquisite in relazione al percorso universitario svolto e, soprattutto, all’attività professionale esercitata.

Mancata partecipazione alla procedura
Altro chiarimento fornito è quello relativo alla chiusura dei procedimenti di mediazione obbligatoria nei quali la parte chiamata in mediazione non aderisce. Al riguardo, il Ministero ritiene essenziale che l’invitante si presenti davanti al mediatore, non potendo, diversamente, chiedere il rilascio dell’attestazione di conclusione del procedimento di mediazione. In questo caso, il mediatore dovrà attestare la mancata comparizione della controparte e la segreteria dell’organismo potrà rilasciare l’attestato di conclusione del procedimento di mediazione.

Cresce il capitolo indennità
Da ultimo, per quanto attiene alle indennità, fornendo un’interpretazione apertamente in contrasto con il dettato normativo, afferma che le spese di avvio del procedimento e le spese di mediazione costituiscono due voci di spesa autonome che, unitamente considerate, formano l’indennità complessiva, le quali, al verificarsi dei diversi momenti che connotano l’espletamento del servizio di mediazione, devono essere corrisposte. Ne consegue che oltre all’importo di € 40,00 dovuto per l’avvio del procedimento, dovranno essere corrisposte, in aggiunta, dalle parti anche le ulteriori spese di mediazione secondo i criteri indicati nell’articolo16, commi 3 e seguenti del Dm 180/2010, come modificati dall’articolo 5 del Dm 145/2011. Altresì, il Ministero, oltre alla suddetta indennità complessiva, afferma debbano essere corrisposte all’organismo di mediazione le spese vive, purché documentate dall’organismo di mediazione. Infine, in caso di sussistenza delle condizioni per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato, ai sensi dell’articolo 76 del Tu di cui al Dpr 30 maggio 2002 n. 115, tutti gli organismi, sia essi pubblici o privati, sono tenuti a svolgere il servizio di mediazione, senza potere pretendere alcun compenso, né nei confronti della parte, né nei confronti dell’erario o, in generale, dell’amministrazione.

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