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Mediazione: le opportunità

Mediazione: le opportunità - Mondo Mediazione

Una efficace sintesi dei vantaggi offerti dalla Mediazione




Articolo tratto da
Il Denaro, visibile direttamente qui.



Mediazione, le opportunità e i risvolti sul mondo del lavoro



Mercoledì 6 Luglio 2011
Ciro Chichierchia*


La mediazione civile e commerciale è stata introdotta dal d.lgs 28/2010 e regolamentata dal DM 180/2010.
L’iter di studio e legislativo inizia nell’aprile 2002 con la pubblicazione del “Libro Verde“ da parte della Commissione delle Comunità Europee e prosegue con la direttiva 2008/52/CE che si pone l’obiettivo di facilitare l’accesso alla risoluzione alternativa delle controversie transfrontaliere in materie civile e commerciale.
In Italia la direttiva viene recepita con la L. 69/2009 che all’art. 60 delega il Governo ad adottare uno o più decreti legislativi in materia di mediazione e conciliazione in ambito civile e commerciale dettandone i principi direttivi.
La scelta del governo italiano, come chiaramente traspare anche dalla relazione del Ministro della giustizia, è stata quella di dotare il sistema giudiziario italiano di uno strumento “deflattivo”.
La mediazione, così come legislativamente disciplinata, rappresenta un ibrido rispetto al concetto di mediazione diffuso nel mondo anglosassone.
E’ chiaro il differente approccio che il nostro legislatore ha voluto dare al concetto di mediazione, non tentativo “volontario” tra le diverse parti di una controversia “assistite” da un mediatore, bensì, un’attività svolta da un terzo che, sebbene imparziale e neutrale, ha un ruolo attivo nella ricerca di un accordo e non è un semplice assistente alla mediazione.
Alla luce della normativa vigente sono stati previsti sostanzialmente tre tipi di mediazione : volontaria, obbligatoria (ex contratto art. 5 c. 5 e ex lege art. 5 c. 1 in vigore dal 20 marzo 2011) e delegata ex art. 5 c. 2.
Benché osteggiata dalla categoria degli avvocati, la mediazione può essere un’importante occasione di sviluppo economico; è un utile strumento per iniziare una nuova fase di dialogo riattivando la comunicazione tra le parti; può servire a ribaltare il potenziale distruttivo del conflitto e rimettere in moto nuove occasioni di lavoro. Il più delle volte le parti interrompono la comunicazione tra loro chiudendosi sempre più nei loro convincimenti senza minimamente analizzare le reali possibilità di vittoria in caso di giudizio e senza tenere conto delle motivazioni dell’altra parte. Nel processo si guarda alle pretese motivando i propri diritti e si è sottoposti a un giudizio imposto da un terzo che è chiamato a dirimere questioni giuridiche senza tener conto dei reali bisogni delle parti. E’ una gestione della controversia che guarda al passato senza tenere conto delle opportunità che potrebbero svilupparsi tra le parti a seguito di un accordo condiviso. Nella mediazione non vi è nessun giudizio imposto dall’alto. Il mediatore può formulare una proposta transattiva sempre sottoposta all’approvazione delle parti, le quali restano artefici del loro accordo che sarà, una volta raggiunto, condiviso e terrà conto degli effettivi bisogni e interessi di tutte le parti in lite.

*Odcec di Napoli
mediatore professionista



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