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Mediazione: la giustizia del cittadino

Mediazione: la giustizia del cittadino - Mondo Mediazione

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Riconsegnata ai cittadini l’opportunità di affermare i loro diritti con percorsi veloci e poco costosi, senza escludere la possibilità di andare in giudizio

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Articolo tratto da Rassegna.it, visibile direttamente qui.

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Mediazione civile obbligatoria: la giustizia del cittadino

di Mauro Soldini*

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Venerdì 13 Dicembre 2013

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Con il ripristino della mediazione civile obbligatoria viene riconsegnata ai cittadini l’opportunità di affermare i loro diritti con percorsi veloci e poco costosi, senza escludere la possibilità di andare in giudizio DI MAURO SOLDINI

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La scelta del governo Letta di ripristinare nel nostro Paese la mediazione civile obbligatoria, introdotta con legge nel 2010, apportando le modifiche necessarie per corrispondere alla sentenza della Corte Costituzionale, è certamente apprezzabile. Per la Cgil, impegnata nell’affermazione e nella tutela, oltre che dei diritti sul lavoro, anche dei diritti di cittadinanza, constatare che il provvedimento va ad annoverarsi tra i primi atti a cui questo governo ha dato vita, conferma che la mediazione corrisponde a un bisogno di giustizia civile molto sentito tra la gente, oltre che necessario per il nostro ordinamento giudiziario, ma anche per il sistema economico. 

Aule dei tribunali ingolfate in modo insopportabile,tempi biblici per sapere se si è nella ragione o nel torto, contenziosi defatiganti, incertezza sui possibili sbocchi e sui passi da fare per aver riconosciuto un diritto, spese che corrono: sono tutti elementi che collocavano il nostro Paese fuori dal tempo e fuori dai modelli europei più evoluti. È stata la stessa Unione Europea a emanare nel 2008 la direttiva sulla mediazione; e la legge del 2010 altro non è se non il recepimento di quella direttiva. 

L’avvio della nuova normativa non è stato facile.
L’obbligatorietà della mediazione civile prima di andare in giudizio, effettuata da parte di appositi organismi di mediazione e limitatamente ad alcuni tipi di contenzioso, appariva la strada maestra per corrispondere alle esigenze della macchina della giustizia e dei cittadini. Ma questa scelta è stata subito oggetto di scontro da quella parte dell’avvocatura che intravedeva in questo strumento la riduzione del ruolo dei legali civilisti, in favore dei mediatori civili. Parecchie sono state le contestazioni, sfociate in due ricorsi al Tar del Lazio, sino a sollevare il problema della costituzionalità della legge. 


L’Alta Corte, interpellata nel dicembre 2012, ha dichiarato incostituzionale la legge per eccesso di delega, ritenendo non ammissibile il carattere obbligatorio del tentativo di mediazione, né l’esclusione degli avvocati a praticarla. Si è così bloccato un percorso che aveva visto costituire oltre ottocento organismi di mediazione con personale appositamente assunto e quindi poi licenziato e avviare numerosi procedimenti, alcuni andati a buon fine. Per i cittadini che nel frattempo sono ricorsi alla mediazione facoltativa, rimasta intatta nell’intervento della Corte, è venuta meno, tra l’altro, la possibilità di usufruire della riduzione delle tariffe, prevista dalla legge solo nei casi di contenzioso con l’obbligatorietà della mediazione.

 

 Le novità introdotte dal decreto del fare del governoLetta sono ben descritte in questa pagina. Ciò che preme sottolineare è che è stato quanto mai importante aver ripreso in mano la questione e rilanciato il tema della giustizia civile. Giova sempre ricordare alcuni dati. Nel gennaio 2012 l’allora ministro Severino aveva fornito dati inquietanti: al 30 giugno 2011, in Italia, erano ben 9 milioni i processi da smaltire, di cui 5,5 milioni nel campo civile, dove i tempi medi di definizione possono raggiungere anche sette anni. I dati ufficiali sulla mediazione del ministero forniti al 31 marzo 2012 dicevano che per le materie obbligatorie, in un anno di attività, 91.690 erano i casi di controversie nei quali si era tentata la mediazione, aprendo una procedura. 

Tra questi, 59.293 si erano conclusi arrivando a una
definizione, in senso positivo o negativo, mentre gli altri erano ancora pendenti. Nelle mediazioni concluse la controparte si era presentata solo nel 35 per cento delle procedure avviate dalla parte istante. Dove ciò è avvenuto, in quasi metà (48 per cento) delle procedure, l’accordo tra le parti in lite è stato raggiunto. Diecimila erano state le intese conclusesi positivamente in cui le parti hanno trovato una soluzione alla controversia senza passare per via giudiziale. Tra il 21 e il 31 marzo 2012, cioè dall’entrata in vigore di materie che riguardano le liti su condomini e assicurazioni, solo in dieci giorni di rilevazione dati c’era stata una crescita pari al 286 per cento per condomini e del 644 per cento per risarcimento danni auto. 


Con il ripristino della mediazione civile obbligatoria
viene riconsegnata ai cittadini l’opportunità di vedere affermare i loro diritti potendo usufruire di percorsi veloci e poco costosi, senza escludere la possibilità di andare in giudizio, se non si trova una soluzione concordata convincente. Purtroppo, anche recentemente, si sono palesati diversi casi di organismi di mediazione partiti già con il piede sbagliato, non rispettosi delle regole e, perciò, non garanti dei diritti delle persone; per il Sistema dei servizi e delle tutele, per la Federconsumatori e per il Sunia, uniti nell’impegno a promuovere e a sostenere questo disegno di riforma del sistema giudiziario, in favore del diritto alla giustizia del cittadino, è fondamentale garantire la qualità della procedura di mediazione.


In primo luogo è importante la qualità dei mediatori,definita dall’esperienza maturata sui temi che dovranno affrontare; dalla professionalità maturata per la risoluzione dei conflitti; dal possesso di spiccate capacità di negoziazione; dall’aggiornamento e dalla pratica del tirocinio assistito; la moderazione economica; inoltre la presenza capillare nei territori; i servizi di preconsulenza sulla mediazione e sulle agevolazioni fiscali collegate; il gratuito patrocinio; l’omologa e tutto quanto possa essere elemento di ulteriore tutela del cittadino. 

Poiché il diritto alla giustizia si colloca tra i diritti costituzionali fondamentali, nella rete delle tutele individuali del Sistema Cgil è stata avviata l’operatività di alcuni organismi di mediazione – che agiranno sotto l’egida “Mediaequa” – autorizzati dal ministero della Giustizia, dotati di mediatori appositamente preparati e ispirati alla stessa logica che caratterizza tutto il sistema delle tutele Cgil, per non lasciare le persone, che guardano a noi con fiducia, ai rischi di speculazione già presenti anche in questo settore di nuova costituzione. Dopo la prima fase di lavoro, interrotta dalla sentenza della Corte Costituzionale, Mediaequa è ripartita per assistere i cittadini nella procedura di mediazione e conciliazione affinché le loro ragioni abbiano pieno riconoscimento in tempi reali e a costi contenuti.

*Coordinatore nazionale Sistema servizi Cgil

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