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Mediazione: Italia dal primo all'ultimo posto

Mediazione: Italia dal primo all'ultimo posto - Mondo Mediazione

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Comunicato dell'Anpar sulle ulteriori conseguenze della Sentenza della Consulta

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Articolo tratto da AgenziaParlamentare, visibile direttamente qui.

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MEDIAZIONE CIVILE: ANPAR, L'ITALIA E' PASSATA DAL PRIMO ALL'ULTIMO POSTO

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Giovedì 28 Marzo 2013

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Roma, 28 mar - Cominciano a fioccare le sanzioni da parte dell'Unione europea per la lentezza della giustizia italiana nei procedimenti civili. E' necessario eliminare urgentemente l'eccesso di delega 'consigliato' dalla sentenza della Consulta, che ha dichiarato anticostituzionale il solo comma 1 dell'art. 5 del D. Lsg 28/2010. Dalla sentenza della Corte Costituzionale sono aumentate a dismisura le controversie nazionali e transfrontaliere. Un esempio per tutti in vigenza della mediazione 'obbligatoria' i processi sono diminuiti sensibilmente di almeno il 13% . Un numero non consistente ma abbastanza per rasserenare i cittadini. In un vero spazio di giustizia nazionale, le persone non dovrebbero essere scoraggiate dall'esercitare i propri diritti, né dovrebbe essere loro impedito. Le misure adottate dal D. Lsg 28/2010 e i successivi decreti di attuazione hanno messo in atto una serie di misure studiate per aiutare cittadini, imprese ed enti pubblici e privati nei casi di controversie responsabili di rendere lentissimo e costoso il percorso giudiziario. Questi metodi alternativi di risoluzione delle controversie, quali la mediazione civile e commerciale, hanno giocato e pesano fortemente con un ruolo importantissimo nella composizione dei conflitti non solo nazionali ma anche per quelli di oltre confine. Sono necessarie regole valide non solo in Italia ma anche fra i paesi dell'U.E. Pensate a come si renderebbero migliore il clima imprenditoriale:

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sarebbe certamente più efficace l'esecuzione dei crediti commerciali (senza attendere oltre dieci anni per avere una sentenza dalla quale spesso non se ne ricava nulla);

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con la mediazione si semplificano l'esecuzioni degli accordi conclusi con buona soddisfazione per entrambe le parti (riducendo costi, tempi lunghi e burocrazia);

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introducendo regole 'obbligando' al versamento di almeno il 10% i 'debitori temerari' garantiti da cauzione da parte del creditore che avviano la procedura di mediazione (attualmente in Italia ed in Europa oltre il 60% dei crediti non viene recuperato);

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modernizzando le procedure di insolvenze tra creditore e debitore attraverso la mediazione e l'arbitrato significa non andare più in tribunale, diversamente, cittadini ed imprese non riuscirebbero a continuare l'attività. Cosa che sta succedendo, che è sotto gli occhi di tutti ma che tutti fanno finta di non vedere e non sentire. Occorre urgentemente eliminare l'eccesso di delega rilevato.

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L'Italia, e non solo, è stata invitata dall'UE a potenziare ulteriormente l'efficienza dei sistemi extragiudiziali e realizzare le riforme necessarie in questo settore nell'ambito dei programmi per la ripresa economica. Solo così si contribuisce alla politica della 'giustizia per la crescita'. E' attraverso i sistemi alternativi alla giustizia ordinaria che può avvenire una ripresa economica, L'Italia quale primo Stato membro ha scelto di incentivare finanziariamente: cittadini, imprese, enti pubblici e privati, per la partecipazione alla mediazione introducendo per alcune materie requisiti obbligatori di mediazione, al fine di contribuire ad una composizione delle controversie più efficaci e di ridurre il carico di lavoro dei tribunali. Ora di tutto si parla tranne che di questo. Per questo motivo invitiamo i cittadini a potenziare con la loro firma la petizione, che ne ha già raccolto migliaia che saranno presentata al futuro Parlamento. Il modello da firmare per la petizione è sul sito www.anpar.it.

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Lo si legge in un comunicato di ANPAR.

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