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Mediazione, gli Enti Locali ci credono?

Mediazione, gli Enti Locali ci credono? - Mondo Mediazione

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Sono molte le pubbliche amministrazioni, piccole e grandi, impegnate sul fronte della diffusione della cultura della Mediazione

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Articolo tratto da Autonomie Regione Emilia, visibile direttamente qui.

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Mediazione, gli enti locali ci credono?

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Giovedì 29 Marzo 2012

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Lo spunto per questa riflessione nasce dall’attivazione di un nuovo servizio informativo - per adesso ancora a titolo sperimentale - presso lo sportello polifunzionale di Perugia, Città di Castello e Umbertide. In pratica le associazioni che collaborano con i comuni mettono a disposizione, in alcune fasce orarie prestabilite, mediatori qualificati in grado di informare gratuitamente i cittadini sulle prerogative di questo istituto.

Del resto, da un nuovo rapporto presentato nei giorni scorsi a Roma (“I Cittadini e la Conciliazione”, rapporto sulla conflittualità nella capitale realizzato dall’Osservatorio sui conflitti e sulla conciliazione) risulta che oltre il 60% degli intervistati che sono parte di un conflitto, non sono ancora a conoscenza dell’esistenza di una legge sulla mediazione obbligatoria.

In Emilia-Romagna una delle esperienze più significative resta quella di Casalecchio di Reno che  fin dal 1999 ha attivato un Centro di Mediazione Sociale con lo scopo di aiutare i cittadini a risolvere le controversie (es. questioni condominiali, rapporti di vicinato, ecc.) senza ricorrere all’autorità giudiziaria. Al servizio possono accedere sia cittadini italiani che stranieri che risiedono o dimorano stabilmente nei comuni di Casalecchio di Reno e di Zola Predosa, oltre che enti, associazioni o comitati che hanno sede presso i due comuni.

Ma sono molte le pubbliche amministrazioni, piccole e grandi, impegnate sul fronte della diffusione della cultura della mediazione. Del resto, secondo i dati forniti dal Ministero della Giustizia “l’Italia è il quarto Paese più litigioso d’Europa, dopo Russia, Belgio e Lituania”.

La mediazione è infatti un formidabile mezzo per risparmiare denaro e tempo, evitando in tale modo le lungaggini e i costi della giustizia italiana. L’eccessiva durata dei processi  infatti provoca un grave deficit di tutela dei diritti patrimoniali, in quanto nel nostro Paese la durata media dei processi civili è di circa tre anni. Questo record negativo ha comportato che l’Italia fosse collocata al 157° posto su 183 nazioni, nella graduatoria annuale sui costi e tempi della giustizia, stilata dalla Banca Mondiale. L'Italia possiede infatti il primato europeo per i tempi più lunghi delle cause civili ed i costi più elevati.

Di questi giorni è la notizia dell’entrata in vigore della mediazione obbligatoria anche in materia di condominio ed RC auto e il Ministero della Giustizia prevede un aumento esponenziale del ricorso alla mediazione. Al di la dell’obbligatorietà dell’istituto, dal rapporto sullo stato dei conflitti nella capitale risulta però “che i cittadini si dichiarano disponibili ad utilizzare strumenti alternativi al ricorso alla giustizia ordinaria, in particolare su temi che riguardano la casa e i trasporti, ma sempre a condizione che ci sia l'intervento di soggetti qualificati”.

Se si è convinti che un maggior ricorso alla mediazione porterebbe vantaggi notevoli nella vita dei cittadini e che si ripercuoterebbe positivamente sul funzionamento delle istituzioni… non resta che  augurarsi che tali buone pratiche possano venire replicate.

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