Home » Mediazione Familiare » Osservatorio » Mediazione familiare: confliggere senza sconfiggere

Mediazione familiare: confliggere senza sconfiggere

.

"...Lo scontro come volontà di confronto con l'Altro e non desiderio di negazione dell'Altro..."

.

Massimo Silvano Galli, pedagogista e Teresa Laviola, Avvocato

.

Estratto dell'articolo tratto da "Diritto 24", visibile nella sua interezza qui

.

Giovedì 19 Giugno 2014

.

.....
Lo scontro come volontà di confronto con l'Altro e non desiderio di negazione dell'Altro: è questo, invece, che fa della mediazione un processo di educazione al conflitto culturalmente avanzato e inusitato.
Istinti e cultura sembrano, infatti, aver storicamente prodotto due distinte mitologie attorno al tema del conflitto: la tentazione (quando non la volontà) di sopraffare l'Altro e la dirimpettaia rimozione o negazione del conflitto che si crogiola nell'astrattismo della pace. Mediare significa, invece, spostarsi in una zona terza, dove coltivare la consapevolezza dell'improduttiva e sterile concezione del conflitto come sopraffazione, ma anche di una pace che non può essere vissuta come magico oggetto antitetico al conflitto, pena la sua identica insensatezza.
Certo, mentre ci viene semplice comprendere la negatività del conflitto inteso come sopraffazione dell'Altro e udiamo, più o meno in ogni dove, proclami di diniego che condannano tale approccio; decisamente meno diffuso e popolare è l'appello al pericolo della pace quale tentativo di negazione o risoluzione dei conflitti.

 Tuttavia, tranne forse nelle fiabe, il male puro e tutte le sue più minute derivazioni, il lupo, per capirci, non si presenta mai come tale, ma sempre travestito da agnello, persino agli occhi degli stessi sopraffattori.

.....

È necessario, cioè, assumere il conflitto come elemento generativo, creativo, come risorsa; accettando la difficoltà del decentrarsi, del vivere e nutrire la divergenza, affinché ogni rapporto possa alimentarsi non solo nella simpatia, nell'affinità, ma anche nella discordanza e nella diversità.
Un'azione che non si può ridurre alla troppo semplice e invocata tolleranza, poiché questa spesso suggerisce forme di passiva accettazione, né, al contempo, può abbracciare l'intolleranza che si alimenta di un conflitto distruttivo. Potremmo allora parlare di "in-tolleranza", che bene, ci pare, restituisce la necessità di stare in un processo evolutivo, in un divenire che alimenta l'idea di un percorso di comprensione e accettazione dell'Altro senza perdere la capacità di esprimere se stessi, liberando le proprie dimensioni più vere e profonde, che solo le sane relazioni conflittuali possono portare alla luce.
"Imparare a configgere senza mai arrivare a sconfiggere", questo potrebbe dunque essere un possibile slogan della mediazione.

.....

. 

Link per l'articolo completo

.

Contatti

Contatti - Mondo Mediazione

Chi siamo

Chi siamo - Mondo Mediazione

News

News - Mondo Mediazione

Newsletter

Newsletter - Mondo Mediazione