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Mediazione e privacy: in Gazzetta i provvedimenti del Garante

Mediazione e privacy: in Gazzetta i provvedimenti del Garante - Mondo Mediazione
Terzo articolo sul tema della Privacy, relativo all'autorizzazione al trattamento dei dati sensibili.

 Articolo tratto da
Eutekne il quotidiano del commercialista del 5 Maggio 2011e consultabile direttamente cliccando qui



Mediazione e privacy: in Gazzetta i provvedimenti del Garante

Rilasciata l’autorizzazione al trattamento dei dati sensibili



Roberta VITALE
Giovedì 05 maggio 2011



Gli interventi sulla mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali di cui al DLgs. 28/2010 non si fermano.

È di ieri, infatti, 3 maggio 2011, la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 101, di due deliberazioni del 21 aprile 2011, con le quali il Garante della privacy ha rilasciato l’autorizzazione al trattamento dei dati sensibili e dei dati a carattere giudiziario effettuato nell’ambito della mediazione civile.
Per entrambe le autorizzazioni così rilasciate, il Garante della privacy ne ha limitato l’efficacia temporale al 30 giugno 2012, salvo eventuali successive modifiche.

Inoltre, si segnala che il Garante, con il provvedimento n. 160, sempre del 21 aprile 2011, ha predisposto, insieme al Ministero della Giustizia, un documento, in allegato, con il quale sono stati identificati i tipi di dati che possono essere trattati e di operazioni eseguibili. Gli enti pubblici che intendono costituire un organismo di mediazione possono adottare tale allegato senza richiedere al Garante un parere specifico per poter trattare dati sensibili e giudiziari nell’ambito dello svolgimento dell’attività di mediazione.

La deliberazione n. 161/2011 riguarda il trattamento dei dati sensibili.

In generale, si ricorda che ai sensi dell’art. 4, comma 1 lett. d), del DLgs. 30 giugno 2003 n. 196 – recante il “Codice in materia di protezione dei dati personali” (c.d. “Codice della privacy”) – per dati personali “sensibili” si intendono i dati personali idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale, l’origine razziale ed etnica, le convinzioni religiose, filosofiche o di altro genere, le opinioni politiche, l’adesione a partiti, sindacati, associazioni o organizzazioni a carattere religioso, filosofico, politico o sindacale.

Entrando nel merito della deliberazione, l’autorizzazione a trattare, anche senza richiesta, i dati sensibili viene rilasciata dal Garante della privacy specificamente agli organismi di mediazione privati.
Pertanto, per il trattamento di tali dati, gli organismi suddetti non devono presentare specifica richiesta di autorizzazione al Garante, purché il trattamento da effettuare sia conforme alle prescrizioni seguenti.

Il trattamento è limitato all’espletamento delle attività connesse al procedimento di mediazione e, in particolare, per assistere le parti:
  • nella ricerca di un accordo amichevole per la composizione della controversia;
  • nella formulazione di una proposta per la risoluzione della stessa, qualora l’accordo non sia raggiunto.
Un’attenzione maggiore è rivolta ai dati idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale: per tali dati, il diritto da far valere o difendere deve essere di rango pari a quello dell’interessato, o consistente in un diritto della personalità o in un altro diritto o libertà fondamentale e inviolabile.

Il trattamento può avere ad oggetto solo i dati relativi ai soggetti coinvolti nella controversia, mentre i dati riguardanti i terzi possono essere trattati solo se risulta strettamente indispensabile per l’attività di mediazione.

Inoltre, trattamento solo per dati e operazioni “indispensabili, pertinenti e non eccedenti” rispetto:
  • alla specifica controversia oggetto di mediazione;
  • ad attività che non possano essere svolte mediante il trattamento di dati anonimi o di dati personali di natura diversa.
Infine, comunicazione dei dati sensibili alle parti nel procedimento di mediazione solo se indispensabile, e comunque nei limiti dell’espletamento dello specifico incarico di mediazione conferito e nel rispetto della normativa sulla mediazione.
La diffusione dei dati sensibili, invece, è vietata.

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