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Mediazione: correttivi solo dopo periodo di applicazione

Mediazione: correttivi solo dopo periodo di applicazione - Mondo Mediazione

Richiesta al Ministro Alfano dell'Associazione Sistema Conciliazione, cui aderisce anche il CNDCEC

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Mediazione: i correttivi alla riforma solo dopo un periodo di applicazione

Lo richiede, in una lettera al Ministro Alfano, l’associazione Sistema Conciliazione, a cui aderisce anche il CNDCEC


Redazione
Sabato 18 giugno 2011


La riforma della mediazione non va stravolta. Anche se la normativa in tema è destinata a ricevere correttivi, dovrebbero essere individuati dopo un periodo congruo di applicazione della norma, con l’intento di aumentare l’efficienza dello strumento, più che tutelare le istanze di questa o di quella categoria professionale.

Dopo la lettera inviata al Ministro della Giustizia Alfano da molte professioni, Camere di Commercio e mondo imprenditoriale, ora tocca a Sistema Conciliazione, l’associazione tra gli enti promotori di attività di soluzioni alternative delle controversie, cui aderiscono ADR notariato, i Consigli nazionali dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, degli ingegneri e dei geometri, Conciliatore bancario finanziario, Unioncamere e Consiglio nazionale forense (quest’ultimo, però, non ha partecipato all’iniziativa).

Una seconda lettera, per manifestare preoccupazione riguardo al fatto che alla normativa sulla mediazione possano essere apportate modifiche sostanziali, che produrrebbero “un notevole ridimensionamento della sua portata deflattiva”. Modifiche che, secondo l’associazione, riguarderebbero proprio gli aspetti della riforma che più avevano indotto la maggior parte delle categorie economiche a sostenerne l’introduzione.

In particolare, Sistema Conciliazione ribadisce che l’aver introdotto la condizione di procedibilità individuando come parametro gli ambiti di applicazione della norma, invece che il valore della lite, sia stata una decisione strategica per il conseguimento di un riduzione strutturale del contenzioso, poiché è solo grazie ad essa che è possibile far conoscere in modo accelerato ai cittadini e agli operatori economici la validità della mediazione come strumento di efficienza reale nella gestione della controversia, senza sminuirla agli occhi della collettività ad alternativa interessante solo nelle liti “bagatellari””.
Sempre in relazione alle logiche stragiudiziali, infine, l’associazione scrive che “appare più che coerente la scelta di lasciare alle parti la libertà di decidere se essere assistiti o meno da un consulente. Una diversa previsione, oltre a gravare di costi uno strumento nato con i criteri di economicità, può risultare controproducente perché può indurre chi si avvicina alla mediazione a considerare questo percorso come una forma di giudizio e creare delle barriere o delle riserve di utilizzo”. Senza contare che, come dimostrato dalla esperienza sul territorio, sono le parti stesse “a scegliere volontariamente di farsi assistere dalle professionalità che ritengono più idonee, come avviene anche nelle procedure arbitrali”.

Proposta la creazione di un osservatorio interprofessionale

Se la richiesta ad Alfano è di individuare i correttivi solo dopo un periodo congruo di applicazione della norma, l’auspicio dell’associazione è di creare un osservatorio interprofessionale che – si legge nella lettera – recepisca le differenti esperienze e competenze e verifichi sul campo le reali difficoltà operative che l’introduzione del DLgs. 28/2010 e del DM 180/2010 potranno generare, al fine di offrire spunti concreti per una modifica della norma coerente con la sua ratio.


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