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Mediazione Civile: laboratorio continuo tra luci ed ombre

Mediazione Civile: laboratorio continuo tra luci ed ombre - Mondo Mediazione


Considerazioni sulla Mediazione Civile del Prof. Luca Possieri



Articolo tratto dal Blog di Luca Possieri, già pubblicato su academia.edu e visibile direttamente qui.





La mediazione civile: laboratorio continuo tra luci ed ombre


Giovedì 24 Novembre 2011
Prof. Luca Possieri
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Da marzo 2011 è ormai obbligatoria, cioè condizione di procedibilità in giudizio, la mediazione civile per le materie previste nel art.5 D.Lgs. 28/2010. I primi mesi di operatività cominciano a produrre i primi indicatori numerici che possono darci la cifra del tasso di sviluppo e diffusione dell’istituto in questione sul territorio, in un contesto, quello della giustizia civile, i cui dati allarmanti continuano a preoccupare e a rappresentare un forte freno anche allo sviluppo e alla crescita economica. Sono risultate addirittura 5.602.616 le cause pendenti al 30 Giugno 2010, in un Paese, l’Italia, che, con 4.768 contenziosi ogni 100.000 abitanti, è 4° in Europa per tasso di litigiosità e tristemente connotato per i tempi biblici dei suoi procedimenti in sede civile. Sotto questo aspetto i vantaggi della mediazione saranno per il sistema giustizia indubitabili, con circa 300 mila controversie che andranno in mediazione obbligatoria nei primi 12 mesi, per diventare poi circa 700 mila con l’introduzione del condominio e del risarcimento danni da circolazione di veicoli e natanti, per un totale di quasi un milione all’anno, se continuerà anche l’attuale trend di mediazioni volontarie. In coordinato con la riduzione della tempistica, la procedura in oggetto dura infatti come sappiamo solo 4 mesi, i vantaggi per il sistema della giustizia civile sarebbero veramente notevoli, anche se, come sottolineato dal Parlamento europeo, non può e non deve essere solo questo lo spirito con il quale un Paese introduce e sviluppa uno strumento come la mediazione, indubbio volano di crescita economica e civile, capace di liberare risorse per lo sviluppo della collettività. . Il 2011 sarà ricordato probabilmente come l’anno “sperimentale” della disciplina in oggetto, con l’entrata in vigore della obbligatorietà del procedimento su alcune materie ( per le quali l’esperimento del tentativo di mediazione è condizione di procedibilità in giudizio) e con l’adozione di ulteriori aggiustamenti normativi ad un settore che, probabilmente, continuerà la sua vorticosa evoluzione, man mano che diventerà strumento ordinario di composizione delle controversie. Un cammino ancora lungo, però, se si considerano le forti opposizioni che i provvedimenti in questione hanno sollevato presso alcuni operatori del settore, tra cui, in primis, una parte dell’avvocatura. Vale la pena ricordare che il Tar del Lazio, , chiamato a pronunciarsi sul Decreto Ministeriale n. 180/2010, dichiara, con Ordinanza del 12 aprile 2011, n. 3202, non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale su alcune parti del D.Lgs. n. 28/2010 ed invia il testo alla
Corte Costituzionale. I dubbi di legittimità costituzionale fanno fondamentalmente riferimento a due punti: l’eccesso di delega in riferimento alla legge n. 69/2009 (art. 72 Cost.) ed il principio di accesso alla giustizia (art. 24 Cost.). In attesa del pronunciamento della Suprema Corte, ed in presenza di altri più o meno fondati dubbi sollevati in altre sedi giudiziarie, il governo emana il D.M. 145/2011, attraverso il quale sembra ravvisarsi l’intento di rimediare ad alcuni degli aspetti più critici al vaglio della Consulta. Tra le più importanti novità si segnalano la correzione dei criteri di determinazione delle indennità relative agli affari di mediazione ed il delinearsi della figura del mediatore sempre più improntata alla professionalità e specializzazione. 
Nel frattempo il Parlamento europeo, con Risoluzione del 13 settembre 2011 ( 2011/2026 – INI-), traccia una prima analisi sull’attuazione della direttiva sulla mediazione negli Stati membri, evidenziando come i diversi Paesi abbiano recepito la suddetta direttiva e come l’abbiano differentemente adattata ai propri sistemi giudiziari. In tale Risoluzione si fa anche esplicito riferimento alla normativa italiana, con una nota di merito in relazione alla tempistica di recepimento delle indicazioni dell’Unione, evidenziando la scelta del nostro legislatore di normare in maniera abbastanza capillare l’istituto in questione, non sanzionando, ma anzi riconoscendo validità, anche alla scelta della obbligatorietà per determinate materie. Unica nota indicativa rivolta al nostro Paese è quella, condivisibilissima, di non considerare la mediazione civile unicamente come strumento per deflazionare i carichi straripanti dei nostri tribunali civili, ma come anche uno strumento di grande civiltà giuridica, oltre che sociale, che, nella riduzione dei tempi e dei costi di soluzione delle controversie, può e deve liberare risorse indispensabili all’economia e alla collettività nel suo insieme. Allo stesso modo la Risoluzione del parlamento europeo del 25 ottobre 2011 ( 2011/2117 – INI) traccia un excursus sui metodi ADR in generale e sui conflitti relativi alle questioni dei consumatori in particolare, relativi agli Stati membri, facendo il punto della situazione e dando importanti indicazioni per lo sviluppo ed il consolidamento futuro dell’insieme dei metodi di risoluzione stragiudiziale delle controversie.


l'articolo è disponibile in formato PDF nella sezione Dispense della Biblioteca di MondoMediazione

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LUCA POSSIERI. Docente discipline giuridico – economiche. Formatore accreditato presso il Ministero della Giustizia per i corsi di Formazione per mediatori. Mediatore civile associato AMCI Associazione Mediatori e Conciliatori Italiani. Già docente dell’Università di Perugia, materia di Organizzazione Aziendale laurea specialistica in Comunicazione Sociale e Pubblicitaria, è stato docente anche per le materie di Politica Economica, Tecnica Industriale e Commerciale, Economia e Gestione delle Imprese presso L’università per Stranieri di Perugia. Formatore in diversi corsi di formazione professionali comunitari per le materie di Economia Politica, Tecnica Industriale e Marketing, è stato docente di Organizzazione Aziendale anche nei corsi di professionalizzazione Terza Area presso Istituti Superiori. Già Coordinatore Didattico dei tutor online dell’Università eCampus, insegna al master universitario in Alternative Dispute Resolution presso l’università eCampus e svolge attività di consulente aziendale.
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