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Mediazione Civile e commerciale, le sette fatiche di Ercole

Mediazione Civile e commerciale, le sette fatiche di Ercole - Mondo Mediazione


Un nuovo articolo dello stimatissimo Avvocato Michele Bottazzi, Presidente della Bottazzi Mediazioni



Articolo tratto da Affaritaliani, visibile direttamente qui.


Medizione civile e commerciale, le sette fatiche di Ercole


Venerdì 28 Ottobre 2011
Avv. Michele Bottazzi




Obsequium amicos, veritas odium parit!


Il mio ultimo scritto sulla Mediazione Civile e Commerciale ha diviso nettamente le due fazioni contrapposte scindendo i "Guelfi" dai "Ghibellini", facendo affiorare tutti i "relitti" sommersi ed i rospi ingoiati per tanto, troppo tempo; una lama evaginata e conficcata volutamente nel punto più doloroso dell'avversario che, nel caso specifico, non trattasi di toro ma di bue.

Parlando di "equipaggi", mi levo il cappello innanzi a coloro che hanno lottato e, tutt'ora, certano per esprimere il proprio parere, soffiando a pieni polmoni per sospingere il veliero che noi Presidenti di Organismi abbiamo acquistato con immensi sacrifici e dirigiamo faticosamente tra le spire dei venti, la collera dei flutti e i mostri marini dalle lunghe teste glabre e la calotta cranica erubescente, con l'aiuto di operosi, indispensabili e capaci marinai (Mediatori) che s'imbarcano per solcare questo Mare che s'apre oltre le colonne d'Ercole (Giustizia Ordinaria) promettendo ricchezze effimere e vanagloria.

Un plauso alle "sirene" come il Dott. Parola (Mondo Mediazione) ed il Dott. Perrino che usano il loro canto come sottofondo al nostro temerario viaggio, accompagnandoci con sonetti che ci infondono coraggio per affrontare il periglio e fanno comprendere a coloro che ne sono ignari l'importanza del nostro lavoro ed i vantaggi che lo stesso porterebbe loro.

Orbene, fatte le dovute considerazioni ed i meritati ringraziamenti, passiamo ad un nuovo nodo che impedisce lo scorrere liquido e vellutato del nostro comune "pettine mediatorio".

Art. 9 e art. 10 DECRETO LEGISLATIVO 4 marzo 2010, n. 28 (Dovere di riservatezza - Inutilizzabilità e segreto professionale); penso sia ben chiaro a tutti il significato ed il contenuto di codeste norme, perciò non rallenterò il discorso e l'attenzione del lettore riportando inutili "retoriche".

Alla luce delle modifiche apportate dal Decreto 6 Luglio 2011, andiamo ad analizzare il IV comma dell'articolo 8: "L'Organismo iscritto è obbligato a consentire, gratuitamente e disciplinandolo nel proprio regolamento, il tirocinio assistito di cui all'articolo 4, comma 3, lettera b".

Facendo due conti e tirando le dovute somme, anche per chi sia poco avvezzo all'uso della matematica, arriviamo ad avere: 1) Parte Istante (che, come ben sappiamo, può essere anche plurima) - 2) Parte Convenuta (anch'essa plurima, al sottoscritto è capitata una Mediazione in cui erano 6) - 3) Mediatore - 4) Rappresentante della Parte (calcoliamone uno per l'istante ed uno per il convenuto) - 5) Consulente Tecnico - 6) Tirocinante = da un minimo poco credibile di 6 ad un più concreto 8/9; numero interessante se volessimo organizzare una partitella di calcetto ma, a parte il posto fisico per farli accomodare dignitosamente tutti, appare lapalissiano il fatto che tra tante persone, orecchie e bocche, la riservatezza ed il segreto professionale diverrebbero un effimero vaniloquio, irreale come il tentativo di intrappolare l'alito di uno sbadiglio o la consistenza di un bacio.
L'incoerenza tra le norme è cristallina ma, date le innumerevoli fucine (Società) atte a sfornare, a ritmo incessante di catena di montaggio, nuovi Mediatori e la tendenza del Nostro Paese a rendere giusto ciò che non si è in grado di punire, le maestranze hanno ben pensato, dopo averci dimezzato le tariffe e via dicendo, di crearci altri ostacoli tecnico-burocratici e infilarci in saccoccia questo tubero bollente che, loro stessi, hanno arrostito.

Rivedete anche l'art. 1 del DECRETO LEGISLATIVO 4 marzo 2010, n. 28 e poi leggete questo: "b) il possesso, da parte dei mediatori, di una specifica formazione e di uno specifico aggiornamento almeno biennale, acquisiti presso gli enti di formazione in base all'articolo 18, nonché la partecipazione, da parte dei mediatori, nel biennio di aggiornamento e in forma di tirocinio assistito, ad almeno venti casi di mediazione svolti presso organismi iscritti", sempre tratto dal Decreto 6 Luglio 2011.

Concludo esortando tutti coloro che, come me, credono nella materia e sudano per essa, a tenere aperti gli occhi e ben deterse le orecchie perché circolano voci, da prima brusii solitari e poi chiacchiericcio corale, su escamotage atti ad aggirare l'istituto della Mediazione; non solo la violazione dell'obbligo di informativa ma bypass veri e propri per risolvere autonomamente il problema della Procedibilità ex. art. 5.


Impunitas semper a deteriora invitat!

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