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Mediazione Civile e Commerciale ignorata

Mediazione Civile e Commerciale ignorata - Mondo Mediazione


Lo stimatissimo Avvocato Bottazzi sottolinea giustamente l'indifferenza generalizzata nei confronti della Mediazione



Articolo tratto da Affaritaliani, visibile direttamente qui.



Mediazione Civile e Commerciale, ignoranza allo stato brado



Lunedì 3 Ottobre 2011
di Avv. Michele Bottazzi, Presidente della Bottazzi Mediazioni



Sarebbe mio diletto e giolito parlare della Mediazione esaltandone l’essenza e l’efficacia innovativa, culturale e sociale, in questo tempo di nefasta certezza ed assoluto sconforto ma null’altro posso fare che una sussurrata apologia atta a proteggere un fanciullo di poco più di un anno (Marzo 2010) che tutti ignorano ed altri disprezzano geneticamente.

Come la storia insegna a chi ha l’umiltà di leggerla o ascoltarla e l’intelletto per recepirla e comprenderla, nulla fa più danni della nescienza; grave piaga dell’umanità fin dal bagliore della più remota Civiltà, diviene ferita esiziale col passare dei Secoli e l’affermarsi dello sviluppo della ragione e del progresso evolutivo dell’essere umano, prescindendo dalla Patria natia o dal lignaggio di appartenenza.

Sarà perché sull’apogeo della conoscenza soffia un asolo freddo e persistente o perché, notoriamente, i declivi non sono il massimo dei comfort ma, dalla notte dei tempi, dopo ogni salita vi è sempre una discesa; l’ascesa intrapresa dal nostro Paese, null’altro che lo specchio fedele della maggioranza dei propri indigeni, ha preso il sentiero più scosceso e punta inesorabilmente alla regressione dell’intera specie bipede Ausonia.

Culti Umanisti sospingono, con la loro insanabile dicotomia tra supponenza e sapienza, l’istituto della Mediazione verso il baratro buio e profondo del menefreghismo, sgabuzzino umido, malsano e afroroso in cui vengono riposte tutte le “cose” che non portano loro alcun vantaggio, occultandole dalla vista e dalla conoscenza del Cittadino che potrebbe servirsene, così da relegarle all’oblio del tempo e alla dimenticanza che lo stesso porta seco.

Chiediamoci perché a distanza di un anno e mezzo dal “parto” non si parli più di codesta “creatura” (qualche sporadico e furtivo passaggio in tv agli inizi della scorsa tarda Primavera 2010), perché nessun nobile conduttore invita qualsivoglia di noi (Presidenti di Organismi di Mediazione) a trattare della cosa invece di spremere sempre il solito ciarpame dai consueti “figuranti”, perché per ogni fruitore del servizio mediatorio c’è sempre (o quasi, per fortuna) qualche idiota che sbeffeggia l’istituto o convince l’assistito a desistere tralasciando tutte le conseguenze del diniego in previsione di uno scontato Giudizio postumo (spesso sono gravati dalla stessa malattia autoimmune: ignorantia maior!), perché dei 2.500.000 circa di cause che necessitavano della Mediazione pochissime giungono in Mediazione (la maggior parte, per esperienza diretta delle diverse e plurime sedi sul territorio, è di nuova costituzione), perché si sono cambiate le regole dopo che le squadre (Organismi) sono scesi sul terreno di gioco ed ha avuto inizio la disputa (riduzione drastica delle tariffe di ⅓ e ½ e un valore simbolico e ridicolo in caso di non comparizione), perché nessuno vigila sulla regolare informazione obbligatoria che ogni legale deve fornire al proprio cliente, perché, dato che l’essenza della Mediazione è l’assoluta mancanza di formalità, massima chiarezza di espressione e libertà di dialogo, si vuole introdurre un terzo inutile figuro atto solamente ad ostacolare ed infastidire il “libero arbitrio” tra le parti, perché a coloro (la maggior parte d’essi) che hanno inserito di ogni tra i raggi della “ruota” della Mediazione sono state concesse “stanze”, all’uopo destinate, appartenenti alla comunità e, per ultimo ma non meno importante, perché, dopo un po’ di Mesi dall’apertura, non (accade nelle mie sedi e in quelle di coloro con cui sono in costante contatto, ubicate in punti disparati dello Stivale) non è giunto nessuno imboccato da uno di questi “famosi” terzi.

E’ ora di finirla con la retorica, dobbiamo farci sentire ed informare il Popolo della nostra presenza ed efficienza, facendogli capire che la richiesta dell’istante ed i contatti promossi dal nostro Organismo non sono la richiesta di un nostalgico compagno di scuola e noi non il comitato organizzatore del ballo di fine anno ma un istituto serio e riconosciuto a livello Statale, facente parte di una cultura (proprio la mancanza di questa, come avemmo a dire all’ inizio, è una delle concause del lentissimo instaurarsi del nostro credo) Globale.

Come sempre, non essendoci tutela, siamo alla mercé dei “barbari”; costituiamo una potente “arma” priva delle munizioni che attende gli approvvigionamenti per poter mietere l’enormità di cause pendenti (E’PER QUESTO CHE SONO NATI GLI ORGANISMI DI MEDIAZIONE!) che assillano ed opprimono il nostro Paese, deriso e schernito da tutti, compresi coloro che stiamo continuando ad aiutare.

UBI MAIOR, MINOR CESSAT!

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