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Mediazione Civile e Commerciale àncora di salvataggio

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Giustizia, Severino: per sistema migliore, rinunciare ai privilegi




Articolo tratto da Anpar, visibile direttamente qui.



La Mediazione Civile e Commerciale àncora di salvataggio per i giovani e di riduzione del PIL del Paese.



Martedì 17 Gennaio 2012


(ASCA) - Roma, 17 gen - La rinuncia a ''qualche privilegio'' puo' portare ad un ''sistema giudiziario migliore e piu' giusto''. Lo afferma il ministro Guardasigilli, Paola Severino, concludendo in aula alla Camera la Relazione sull'amministrazione della giustizia nell'anno 2011.

Il ministro sottoliea l'azione del governo nel settore, chiarendo che il complesso degli interventi attuati pero' ''non e' ancora riuscito a determinare una svolta positiva e strutturale nel sistema giudiziario italiano''. Ma, aggiunge, ''non mancano ne' i segnali posistivi ne' le potenzialita' che consentono di prevedere un miglioramento concreto''.

Il sistema italiano, spiega la Severino, ha certamente un ''deficit di efficienza'' che pero' ''nessuno di noi puo' permettersi di considerare ineluttabile'' in un momento come quello attuale dove, aggiunge il ministro, ''ogni settore della vita pubblica e e' tenuto a garantire il proprio contributo operativo al miglioramento delle condizioni economiche del Paese''. Anche perche', ''l'andamento economico del paese - dice - e' fortemente influenzato dall'andamento economico della giustizia'', civile in particolare. Secondo i dati della Banca d'Italia ''l'inefficienza della giustizia civile italiana puo' essere misurata in termini economici come pari all'1% del pil'', ricorda il ministro sottolineando come ''all'ulteriore dilatazione dei tempi di definizione dei giudizi presso le Corti d'Appello'' si aggiunge ''l'entita' ormai stratosferica e sempre crescente degli indennizzi liquidati''. Una somma passata dai 5 milioni di euro del 2003 agli 84 del 2011. Una ''emorragia inarrestabile'', la definisce il Guardasigilli, ''autoriproduttiva di ulteriori ritardi''.

Di fronte alla necessita' quindi di ''applicare un modello virtuoso'' al sistema giudiziario italiano ''tutti i protagonisti'', esorta la Severino, ''debbono accettare un altro modello di servizio giudiziario''. Un modello ''piu' snello, piu' rapido, meno costoso e meno intasato - sostiene - non soltanto e' possibile ma e' oggi assolutamente necessario e non piu' rinviabile. Ciascuno di noi - continua la Severino - sara' magari chiamato a rinunciare a qualche privilegio o a qualche abitudine consolidata e rassicurante, ma cosi' facendo consegneremo al Paese, cioe' a tutti noi, un sistema giudiziario migliore e piu' giusto''.
 
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