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Mediazione: avvocati sempre contro....

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L'OUA ha impugnato la Circolare del Ministero della Giustizia, mentre per il consigliere del CNDCEC Ruscetta, è imortante avere mediatori preparati

articolo tratto da
Eutekne, il quotidiano del commercialista e consultabile direttamente qui




Mediazione: avvocati sempre «contro», commercialisti al lavoro sulla formazione

L’OUA ha impugnato la circolare del Ministero della Giustizia, mentre per il consigliere del CNDCEC Ruscetta è importante avere mediatori preparati

Roberta VITALE
Martedì 03 maggio 2011



È di ieri il comunicato stampa dell’OUA (Organismo Unitario dell’Avvocatura Italiana) con il quale si rende nota l’impugnazione davanti al TAR da parte dell’OUA stesso, insieme a diversi Ordini, Associazioni forensi e singoli avvocati, della recente circolare del Ministero della Giustizia del 4 aprile scorso.

Si segnala che, con la circolare in oggetto, il Ministero della Giustizia ha fornito alcuni chiarimenti in merito alla corretta applicazione delle previsioni contenute nel DLgs. 28/2010 e nel DM 180/. Nella circolare sono stati esaminati due profili:

- il regolamento di procedura (la conclusione del procedimento di mediazione);
- i requisiti del mediatore.

In particolare – viene spiegato dall’OUA nei motivi aggiunti – la circolare prevede che, per ritenersi esperita la condizione di procedibilità, il verbale di esito negativo della mediazione debba essere redatto esclusivamente dal mediatore e non dalla segreteria dell’organismo di mediazione.
Inoltre, con riferimento ai requisiti dei mediatori, viene previsto che gli stessi abbiano acquisito requisiti aggiuntivi, quali il conseguimento di percorsi formativi fra 10 e 50 ore, e ottenuto la qualifica di conciliatore di diritto.

Secondo l’OUA, la “atipica” circolare di chiarimenti in realtà introduce previsioni precettive e incide sulla disciplina della procedura di mediazione e dei requisiti dei mediatori. Per tale ragione, la circolare, “partecipando dei medesimi vizi del DM 18 ottobre 2010 n. 180, è assolutamente illegittima e non può esimersi dalla sua impugnazione”.

Fra i motivi di diritto sollevati avanti al TAR per l’annullamento della circolare in oggetto, l’OUA sostiene gli stessi profili di illegittimità costituzionale già censurati con il precedente ricorso, violazione della legge-delega, (sul quale il TAR si è pronunciato con l’ordinanza n.3202/2011). Infatti, la circolare pone l’esperimento del procedimento di mediazione quale condizione di procedibilità dell’azione giudiziaria. Inoltre, l’OUA rileva la mancanza nella circolare della previsione di requisiti idonei a delineare una specifica competenza dei mediatori in ordine alla funzione attribuita dallo stesso legislatore.

Duro il commento del Presidente dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura, Maurizio De Tilla, così come riportato nel comunicato stampa:

È un assurdo, il Ministero della Giustizia si fa beffa del diritto e con una circolare prevede la mediazione unilaterale. Come si può avviare una mediaconciliazione con una sola delle parti: il conciliatore che procede da solo senza la presenza di entrambe le parti è un assurdo giuridico che contrasta con il buonsenso e la legge". E ancora: “Il Ministero della Giustizia si deve rendere conto che va subito eliminata la obbligatorietà della mediaconciliazione che è stata esclusa in Europa da tutti i Paesi”.

Diversa, da sempre, la posizione dei commercialisti, che invece credono nella riforma della mediazione. “Ha funzionato in altri Paesi, europei e non – ribadisce Felice Ruscetta, consigliere del CNDCEC con delega alle funzioni giudiziarie e presidente della Fondazione ADR Commercialisti –: perché non dovrebbe funzionare nel nostro Paese? Ogni tentativo, in questo momento, è utile, mentre è sbagliato non fare nulla. Solo tra un anno potremo dire se la mediazione, così come concepita, può funzionare o meno”.

E all’OUA, che parla di mancanza, nella circolare del Ministero della Giustizia, di requisiti idonei per delineare una competenza specifica dei mediatori, Ruscetta risponde che “i requisiti di professionalità sono migliorati molto” e che, già da tempo “per la nostra categoria non poteva essere accettabile, come requisito, l’anzianità d’iscrizione all’Albo da 15 anni”. Anche perché “la formazione è una cosa seria: il corso di 50 ore previsto non è sufficiente, ma diciamo che dà la patente per guidare il mezzo; sono però poi necessari corsi di approfondimento e non a caso siamo al lavoro per una formazione continua”.

Ragionare in un’ottica costruttiva, in questa fase, implica infatti che si lavori per far funzionare al meglio la mediazione: “Pensiamo che quella dei mediatori sia una funzione estremamente delicata – prosegue il consigliere del CNDCEC – perché a seconda della disputa servirà un professionista con determinate competenze, soprattutto nella fase facilitatoria”.

La Corte Costituzionale deve comunque ancora pronunciarsi sulla questione di legittimità costituzionale di alcuni articoli del DLgs. n. 28/2010, dopo la trasmissione degli atti dal parte del TAR del Lazio: “Resto fiducioso – conclude Ruscetta – e continueremo a darci da fare affinché i commercialisti siano preparati al meglio”, annunciando che “oggi (ieri, ndr) è stato deciso l’accreditamento nel Registro degli Organismi di mediazione del Ministero della Fondazione ADR Commercialisti e di 3 Ordini locali”.

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