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Mediazione: attesa per il decreto correttivo

Mediazione: attesa per il decreto correttivo - Mondo Mediazione

Un commento sul decreto correttivo del quale si attende a breve la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale



Articolo tratto da
La lente sul fisco, visibile direttamente qui.




Mediazione civile: presto in GU un decreto correttivo


Venerdì 8 Luglio 2011
Redazione



Tra pochi giorni verrà pubblicato in GU il nuovo decreto emanato dal Ministero della Giustizia, il quale prevede alcuni “correttivi” alla disciplina riguardante la mediazione civile obbligatoria in vista dei problemi riscontrati nei primi mesi di applicazione. Le criticità su cui il ministero ha deciso di dettare subito nuove istruzioni investono – di nuovo - il tema della professionalità di mediatori e formatori. Secondo quanto previsto dal decreto, infatti, verrà introdotto, oltre agli obblighi formativi già previsti dalla disciplina attualmente in vigore, l'obbligo di un tirocinio "assistito", con la partecipazione del mediatore ad almeno 20 atti di conciliazione. Ovviamente il decreto darà la possibilità sia per i conciliatori che per i formatori già operativi di adempiere alle nuove disposizioni in materia di formazione, prorogando di 6 mesi il termine previsto per confermare l’abilitazione.

Sono previste, inoltre, le seguenti novità:
► la scelta delle singole liti da affidare ad ogni conciliatore avverrà in maniera tale da garantire la preparazione del conciliatore alla specifica tipologia di lite;
► in caso di conciliazione in contumacia è ribadito il dovere del conciliatore di arrivar comunque al verbale di conciliazione;
► in caso di contumacia verranno previste tariffe minimali.

Ciò detto ricordiamo che il Ministero della Giustizia, recentemente, era già intervenuto in materia di formazione di mediatori e conciliatori stabilendo requisiti più rigorosi e che garantissero, nel complesso, l’adeguatezza al ruolo dei mediatori e la professionalità dei formatori. La circolare ministeriale del 13.06.2011, infatti ha precisato quanto segue.

Requisiti dei mediatori:
per diventare mediatori è necessario possedere un titolo di studio non inferiore alla laurea triennale, oppure essere iscritti a un ordine o collegio professionale, pertanto restano esclusi dall’esercizio dell’attività di mediazione i soggetti che risultano iscritti presso albi o elenchi di diversa natura come, ad esempio, i tributaristi e gli iscritti in associazioni non ordinistiche che non sono in possesso di laurea.

Requisiti dei formatori:
secondo quanto chiarito dal Ministero della Giustizia per i formatori, invece, viene specificato che ai sensi dell’art. 18, comma 3 lett. a) del d.m. 180/2010, i formatori devono attestare, in alternativa:
► di aver pubblicato almeno tre contributi scientifici in materia di mediazione, conciliazione o risoluzione alternativa delle controversie (formatori teorici);
► di aver operato, in qualità di mediatore, presso organismi di mediazione o conciliazione in almeno tre procedure (formatori pratici);

In entrambi i casi, devono attestare di avere svolto attività di docenza in corsi o seminari in materia di mediazione, conciliazione o risoluzione alternativa delle controversie presso ordini professionali, enti pubblici o loro organi, università pubbliche o private, nazionali o straniere.

Con riferimento al requisito previsto per i formatori teorici, il Ministero precisa che il contributo deve avere carattere scientifico, nel senso che deve avere la sua rilevanza in quanto costituisce motivo di approfondimento, sotto il profilo tecnico – giuridico, della materia in esame, in particolare delle diverse questioni che la effettiva utilizzazione della figura può comportare nonché della piena comprensione della stessa dagli operatori del diritto. In secondo luogo, l’oggetto della pubblicazione deve riguardare specificamente la materia della mediazione, conciliazione o risoluzione alternativa delle controversie. Lo stesso, dunque, implica un necessario momento di approfondimento personale, da parte del docente del corso teorico, della figura della mediazione e degli altri strumenti di risoluzione alternativa delle controversie quali strumenti di definizione della controversia nello specifico ambito civilistico, dal punto di vista processuale che sostanziale, delle tecniche di mediazione da utilizzare, della disciplina normativa e regolamentare.

Con riferimento al requisito previsto per i formatori pratici, non può assumere rilievo qualunque attività compiuta in sede di procedimento di mediazione, ma solo quella svolta in qualità di mediatore cioè quale terzo imparziale al fine di assistere due o più soggetti nella ricerca di un accordo amichevole per la composizione della controversia, nella formulazione di una proposta per la risoluzione della controversia, rimanendo, comunque, privo del potere di rendere giudizi o decisioni vincolanti per i destinatari del servizio.



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