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Mediazione attacco ai dati

Mediazione attacco ai dati - Mondo Mediazione
L'OUA non gradisce le informazioni del Ministero sui primi risultati ufficali della Mediazione Civile

Articolo tratto da Diritto24 e consultabile direttamente cliccando qui.





OUA all'attacco: la mediazione è un fallimento


26 Maggio 2011
Francesco Machina Grifeo


“La mediazione è un bluff”. Così il presidente Maurizio de Tilla, con un comunicato diramato oggi, ha commentato i dati del ministero della Giustizia esposti da Angelino Alfano al Convegno “Mediazione: fra efficienza e competitivita”, tenutosi ieri a Roma. Anche il Cnf alza la guardia e torna a battere sulla abolizione della obbligatorietà, dopo la conferma dell’istituto - “Nessun passo indietro” - da parte del ministro nella giornata di ieri, chiedendo di sospendere l’esecutività della legge in attesa della decisione della Corte costituzionale. E, il presidente Alpa va al contrattacco annunciando già per la giornata di domani nuove soluzioni per “sviluppare l’efficienza del sistema” quali la “negoziazione anticipata” e il coinvolgimento degli avvocati nello smaltimento dell’arretrato. Intanto, Alfano incassa il placet della Marcegaglia, durante l'assemblea di Confindustria, per la mediazione come mezzo di snellimento dell'economia

Oua: Tanto rumore per nulla
“Possiamo fare un piccolo calcolo – ha proseguito il presidente dell’Oua - e renderci conto del bluff del ministro Alfano: meno di 6mila procedimenti mensili (in realtà in un mese e mezzo, dal 21 marzo al 30 aprile) se questa cifra la moltiplichiamo per un anno arriviamo a 72 mila casi di cui solo il 10-15% approderà a conciliazione. Il resto confluirà nelle cause da promuovere davanti ai giudici. E secondo il ministero in dodici mesi la conciliazione avrebbe dovuto smaltire circa 500mila controversie”. “Non solo – prosegue de Tilla - sono 1.336 i casi definiti e di questi solo 304 (pari al 23,6%) si è concluso con il raggiungimento di un accordo. Incredibile, un completo fallimento. Non a caso la mediaconciliazione obbligatoria in salsa italiana non esiste in nessun paese europeo”.
Un ritratto a tinte fosche, dunque, che sempre secondo l’Organizzazione unitaria dell’avvocatura va letto in combinazione con le “spese ingenti che dovranno sostenere gli Ordini degli Avvocati per insediare le Camere di conciliazione (fino a 200-300 mila euro) che non potranno essere in alcun modo compensati con gli introiti della mediaconciliazione ridotta al lumicino senza alcuna prospettiva”. Tutto ciò, prosegue il comunicato, è causa di “seria preoccupazione”. Insomma, è “un azzardo, quello del Ministro, che non tiene conto dei diritti dei cittadini ad un libero accesso alla giustizia senza costi preliminari e pericolose procedure coercitive”, e ciò anche alla luce della “probabile pronuncia di incostituzionalità da parte della Consulta e censura da parte della Corte europea”.

Il Cnf torna a battere sulla obbligatorietà
“Contrari alla obbligatorietà, sì alla difesa tecnica ed ad altri miglioramenti del testo di legge in modo che l’efficienza della giustizia coincida con la piena difesa dei diritti. E in attesa della decisione della Corte costituzionale, sospendere l’esecutività della legge.” E questa la posizione sulla mediazione ribadita dal presidente del Consiglio nazionale forense Guido Alpa.

Alpa, però, ha anche espresso apprezzamento per l’apertura fatta da Alfano alle “necessarie modifiche all'istituto della mediazione”, tra le quali figurano gli interventi volti a “risolvere le criticità emerse in ordine all'individuazione di un criterio di distribuzione territoriale degli affari da mediare, ai profili di indipendenza e imparzialità del mediatore e degli organismi di mediazione, oltre all'introduzione dell'assistenza tecnica necessaria degli avvocati nei procedimenti di mediazione, con la possibilità - per quanto riguarda tale assistenza - di accedere al patrocinio a spese dello Stato da parte dei non abbienti. Nel prosieguo del dialogo sarà prioritario, con il contributo determinante degli avvocati, affrontare il problema della riduzione dell'arretrato civile”.

“Il Consiglio già venerdì prossimo studierà altri sistemi per sviluppare l’efficienza del sistema come la negoziazione partecipata, nella quale le parti potranno trovare un accordo davanti all’avvocato che potrà diventare titolo esecutivo, e la partecipazione degli avvocati per affrontare l’arretrato. Il rilancio dell’efficienza del sistema richiede una serie di rimedi come lo stanziamento di risorse adeguate, la semplificazione dei riti e anche nella formulazione dei testi, il completamento dell’organico dei magistrati e del personale amministrativo, il miglioramento dell’organizzazione nei tribunali, lo sviluppo del processo telematico ”, ha fatto presente Alpa. “Certo che l’efficienza della giustizia è un motore economico ma nell’individuare le soluzioni più adatte non bisogna trascurare né l’accesso alla giustizia né la difesa dei diritti. Non riteniamo che l’obbligatorietà risponde a principi costituzionali e crediamo che i mediatori debbano garantire una adeguata preparazione giuridica”.

A Confindustria piace la mediazione di Alfano
“Sono stato molto compiaciuto per la parte che mi riguarda, infatti nell'elenco delle sette cose positive - le ho contate - riconosciute al governo, campeggia la mediazione civile come elemento di snellimento e quindi di rilancio dell'economia italiana, presupposto per la competitività del sistema Italia”. È il commento del ministro della Giustizia Angelino Alfano sulla relazione della presidente della Confindustria Emma Marcegaglia. “Ho individuato le luci, ci sono state anche critiche - ha aggiunto il Guardasigilli all'uscita - ma nel riconoscimento complessivo degli sforzi compiuti in una congiuntura di bassa crescita che si lega a fattori di latitudine internazionale”.
 

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