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Manca la cultura della Mediazione

Manca la cultura della Mediazione - Mondo Mediazione

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Con la figura del mediatore civile si supera la pratica del contenzioso a tutti i costi; se n'è discusso in un convegno ad Adelfia (BA)

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Articolo tratto da Go-Bari.it, visibile direttamente qui.

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Manca la cultura della "mediazione"

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Venerdì 29 Giugno 2012

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Adelfia - Favorire la cultura della mediazione anche in chi dimostra scetticismo. Di questo e di altri aspetti della mediazione si è discusso ieri nella sala consiliare del Comune di Adelfia nel corso del convegno “La cultura della mediazione” alla quale hanno partecipato alcuni esperti tra cui Vito Savino, Presidente del Tribunale di Bari, Giovanni Stefanì, consigliere dell’Ordine degli avvocati di Bari in sostituzione del Presidente Emanuele Virgintino e Spiridione Leone, mediatore civile dell’Associazione “Inaccordo” e funzionario del Tribunale di Bari.
La figura del mediatore, introdotta circa due anni fa e obbligatoria dal marzo 2011, nasce con l’obiettivo di rendere più celere ed economica la risoluzione dei conflitti su argomenti come le separazioni, le successioni ereditarie, le locazioni, ma anche la diffamazione a mezzo stampa. Nonostante l’obbligatorietà, questa figura professionale è ancora vista con diffidenza da altre categorie professionali. Leone, infatti, ha messo in evidenza che il contesto attuale è connotato da una spiccata diffidenza verso la mediazione, che ha definito come il “nuovo che avanza”, e che l’associazione “Inaccordo” è impegnata a manifestare forte sensibilità ed apertura nei confronti dell’istituto della mediazione, sostenendone con convinzione il progressivo radicamento nel tessuto sociale e nella cultura giuridica dei propri iscritti. “Le recenti proposte di revisione delle discipline ordinistiche e deontologiche della professione di avvocato - ha proseguito Leone- l'inasprirsi delle condizioni concorrenziali e le caratteristiche dell'attuale contesto economico, certo non aiutano a rimuovere preconcetti non sempre corretti. Tuttavia – ha proseguito Leone- alla nobile professione forense si chiede di mettere al centro di ogni interesse il problema del proprio assistito pubblicizzando il tentativo di conciliazione come istituto teso alla soddisfazione degli interessi dei contendenti, quindi avente un’alta funzione sociale”.
La prima grande sfida della mediazione è quella di convincere le parti sostanziali e i propri consulenti della bontà della conciliazione. “Bisogna intervenire nelle famiglie, nelle scuole e nelle università per lo sviluppo e la condivisione ai valori quali la fraternità, la solidarietà ed il perdono. La formazione a tali valori non può essere delegata al legislatore né imposta con legge. Un soggetto educato a tali principi sarà più incline a tentare una soluzione amichevole di una controversia giudiziaria”. Dello stesso parere di Leone, il Presidente del Tribunale di Bari, Vito Savino secondo il quale la mediazione è il futuro. Altro aspetto positivo di questo istituto consiste nel risparmio dei costi di giustizia e riduzione delle tariffe assicurative.
Leone ha concluso l’intervento, racchiudendo in una citazione di Platone, il ruolo della mediazione civile: “Non è possibile che due cose sole non si compongano bene senza una terza: bisogna che in mezzo vi sia un legame che le congiunga entrambe. E il più bello dei legami è quello che faccia, per quanto è possibile, una cosa sola di sé e delle cose legate”.

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