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Lettera aperta al Ministro dall'Associazione Mediatori Professionisti Italiani

Lettera aperta al Ministro dall'Associazione Mediatori Professionisti Italiani - Mondo Mediazione


L'Associazione Mediatori Professionisti Italiani ha scritto, lo scorso 2 Agosto, una lettera aperta al Ministro Nitto Palma



Lettera scaricata dal sito dell'Associazione, visibile direttamente cliccando qui.


Martedì 2 Agosto 2011


Associazione Mediatori Professionisti Italiani
Il Presidente

 
Signor Ministro,
ci rivolgiamo a Lei, consapevoli della Sua sensibilità e della Sua esperienza in materia di Giustizia.  E’ alla Sua autorevole firma il Regolamento recante modifiche al D.M. 180/2010 che, se apportate, potrebbero andare a serio detrimento dell’istituto della Mediazione, così come concepito dal nostro Legislatore, mettendo in serio pericolo la dignità del Mediatore, in quanto categoria professionale.
Tutti noi Mediatori, che, secondo le stime, contiamo ad oggi più di 50.000 professionisti, abbiamo creduto ed investito, sia economicamente che emotivamente, in questo nuovo strumento di risoluzione delle controversie. La Mediazione, oltre a rappresentare un’opportunità di lavoro per tanti professionisti, sia giovani che di esperienza, rappresenta soprattutto un’opportunità di crescita per il nostro Paese. Crescita in termini culturali, crescita in termini di miglioramento del clima sociale, crescita in termini di maggiori risorse liberate a seguito di un’umanizzazione della lite.
Tali modifiche avrebbero la conseguenza di fermare, forse definitivamente, l’affermazione di questo prezioso strumento di risoluzione delle controversie e decretarne nei fatti la sua scomparsa.
Le prospettate riduzioni anche drastiche delle tariffe ai sensi del nuovo art. 5 comma 1 lettera a,b,c e d (40-50 euro in caso di assenza dell’altra parte), la derogabilità degli importi minimi previsti dal nuovo art. 5 comma 1 lettera f, possono rappresentare una seria minaccia per la sopravvivenza della Mediazione. Ogni punto è sostanziale, ivi compresa la qualificazione e competenza professionale del Mediatore e richiede un serio confronto ed un necessario approfondimento con tutte le parti interessate, prima tra tutti quella dei Mediatori.
Quanto ai Mediatori, sono molti i punti deboli nel dettato normativo di questa professione, non riconosciuta con propria dignità, e disegnata in maniera quasi marginale rispetto a tutto il costrutto legislativo. Primo tra tutti la mancanza di un registro, albo o ordine dei Mediatori. Ma non è questa la sede per rappresentare queste pur sostanziali osservazioni e ci auguriamo che ci sia in seguito la concreta opportunità di costituire un tavolo di lavoro. Quello che ci preme oggi è capire il perché delle modifiche che si vogliono apportare al D.M. 180/2010 e cercare di contrastarle proprio perché lesive dell’Istituto della Mediazione.
Il vero successo della Mediazione si avrà con un’offerta di alta qualità da parte dei Mediatori. Per permettere questo, i Mediatori dovranno poter investire su se stessi per formarsi costantemente all’”arte” della Mediazione e dovranno essere messi in condizione di esercitare la propria attività con serenità, competenza e professionalità senza misure o correttivi che ostacolino l’avvio, lo sviluppo e l’affermazione della Mediazione stessa.
In conclusione, di fatto, la Mediazione sta cercando di prendere avvio tra tante difficoltà, incomprensioni, scarsa conoscenza dello strumento da parte dei cittadini e confusione dello stesso con procedure di natura legale. Oggi, grazie all’impegno e all’abnegazione di chi ci ha creduto, e vorrebbe continuare a crederci, sta cercando di sopravvivere. Tra tanti, troppi, stenti ed incertezze.
La Mediazione ha invece il diritto di vivere e avere il successo che merita. Ne va del bene del sistema Giustizia, del Sistema Paese, ne va del bene di tutti i cittadini.
Per questo, Signor Ministro, quale Associazione rappresentativa della categoria dei mediatori professionisti, Le chiediamo di rinviare la firma del decreto modificativo del D.M. 180/2010 e di convocare con tutte le parti interessate un incontro dedicato all’approfondimento delle problematiche sopra illustrate.
La ringraziamo per l’attenzione che vorrà prestare alla nostra richiesta, certi che non mancherà di ascoltare la nostra voce e le ragioni di chi si è messo in gioco per intraprendere questa nuova sfida lanciata dal Ministero della Giustizia e dall’attuale Governo, sicuri di non dover intraprendere le diverse azioni legali anche presso le autorità sovranazionali.


Roma, 2 agosto 2011
 
dott. Caterina Rinaldi

 



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