Home » News ADR » Pubblicazioni » Le fasi della Mediazione

Le fasi della Mediazione

Le fasi della Mediazione - Mondo Mediazione


Articolo  scritto dalla nostra nuova associata, Dottoressa Roberta Superchi



Domenica 31 Luglio 2011
Dott.sa Roberta Superchi





LE FASI DELLA MEDIAZIONE



Nel corso degli ultimi anni la procedura di mediazione si è sviluppata in maniera considerevole per diversi motivi. In primo luogo si è capita l’importanza delle parti come soggetti attivi per la risoluzione dei conflitti in atto. Al contempo la situazione della giustizia ordinaria che vede tempi lunghi, costi elevati ed esito incerto dei processi civili ha portato il legislatore a scegliere vie di risoluzione dei conflitti più celeri, concrete ed efficaci.
La mediazione è lo strumento di risoluzione dei conflitti nascenti tra due o più parti che consiste in una negoziazione alla presenza di un terzo imparziale, non giudicante, chiamato mediatore.
Al fine di svolgere una mediazione efficace è opportuno distinguere quattro fasi:
  1. Introduttiva,
  2. Esplorativa,
  3. Negoziale,
  4. Conclusiva.
La fase introduttiva, consiste nella preparazione dell’incontro di mediazione sia da parte della segreteria dell’organismo (che si occupa delle pratiche burocratiche inerenti la domanda di mediazione e la fissazione dell’incontro), sia da parte del mediatore scelto, il quale inizia ad informarsi sui fatti oggetto della controversia attraverso la lettura della domanda di mediazione presentata dalla parte istante.
Alla data dell’incontro, il mediatore si presenta alle parti, spiegando il suo ruolo e la sua posizione, cercando di instaurare un rapporto positivo e di fiducia. Successivamente, spiega lo scopo della mediazione e come intende gestire l’incontro e quali regole rispettare per agevolare la comunicazione. E’ importante chiarire alle parti che il mediatore può fare degli incontri privati in modo da agevolare per ogni singola persona l’esposizione dei motivi del conflitto e capire meglio le loro posizioni.

La fase successiva è quella esplorativa, nella quale il mediatore deve capire i punti di vista delle parti e le vere ragioni del conflitto tra di esse. Deve quindi riuscire a far emergere i reali motivi del conflitto e i bisogni delle parti. Per fare questo deve essere un esperto conoscitore delle dinamiche e tecniche di gestione del conflitto. L’importante è riuscire a capire i segni manifesti in cui si mostra un conflitto per poi iniziare a gestirlo attraverso competenze relazionali, capacità di ascolto, capacità di entrare in empatia, capacità di porre domande, competenze di comunicazione efficace, capacità di gestione dello stress e capacità di essere ego less ovvero di essere in grado di spostare la nostra visione verso quella del nostro interlocutore “me→you”.

La fase negoziale, consiste nella realizzazione di incontri sia singoli che congiunti per il raggiungimento di un accordo che soddisfi entrambe le parti.
In questa fase il mediatore può lasciare alle parti la gestione della negoziazione oppure intervenire attivamente nella realizzazione dell’accordo. E’ preferibile che le parti raggiungano loro sponte un accordo che rappresenti la “miglior alternativa ad un accordo negoziato”, in quanto ciò significa che il mediatore è riuscito ad entrare in empatia con loro e a creare quel “ponte” di comunicazione che all’inizio del conflitto non esisteva. La miglior soluzione, quindi, è quella che le parti sentono come propria e non imposta o indotta da un terzo.

L’ultima fase è quella conclusiva, nella quale si possono presentare più possibilità:
  • raggiungimento dell’accordo,
  • mancato accordo
  • proposta formulata dal mediatore.
Nella prima ipotesi, le parti si mettono d’accordo secondo le modalità da loro ritenute migliori. Il mediatore può intervenire per accertarsi che i termini della transazione siano stati valutati e capiti da entrambe le parti; non deve verificare che l’accordo sia “giusto” secondo la sua visione perché l’importante è la soddisfazione delle persone che sono le vere protagoniste dell’incontro.
L’accordo raggiunto dalle parti costituisce un contratto che ha forza vincolante tra le parti. E’ perciò opportuno redigerlo per iscritto con l’assistenza del mediatore che provvederà a rileggerlo ai soggetti interessati prima della firma.

In caso invece di mancato accordo, il mediatore non deve vivere un senso di fallimento in quanto la sua azione di mediazione è comunque stata utile per le parti che hanno avuto la possibilità di conoscere altri aspetti della controversia prima non valutati.

In seguito al mancato accordo, il mediatore può effettuare una proposta di conciliazione. Le parti sono libere di aderire o non aderire a tale proposta, ma, in questo ultimo caso, il mediatore deve informare la parte che rifiuta che potrà avere conseguenze in un futuro giudizio, come stabilito dalla normativa D.Lgv. 28/2010.


Fasi_Mediazione Fasi_Mediazione [334 Kb]

Contatti

Contatti - Mondo Mediazione

Chi siamo

Chi siamo - Mondo Mediazione

News

News - Mondo Mediazione

Newsletter

Newsletter - Mondo Mediazione