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La Spezia: apre lo Sportello informativo sulla Mediazione

La Spezia: apre lo Sportello informativo sulla Mediazione - Mondo Mediazione

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Iniziativa dell'Organismo "Soluzioni Alternative" e della Cooperativa Sociale Lindbergh

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Articcolo tratto da CittàdellaSpezia, visibile direttamente qui.

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Mediazione civile, apre lo sportello di 'Soluzioni Alternative' e cooperativa sociale Lindbergh

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Giovedì 24 Gennaio 2013

Redazione

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La Spezia - Da lunedì 28 gennaio apre alla Spezia il primo sportello informativo sulla mediazione civile (dalle 16,30 – 18,30 tutti i lunedì e giovedì in Via Agretti 10, a fianco del parco della Maggiolina). 
“Soluzioni alternative” - l’ organismo di mediazione, conciliazione, ed arbitrato accreditato dal Ministero di Giustizia che ha deciso di caratterizzarsi attraverso la presenza della “doppia componente”, quella tecnica degli operatori del diritto e quella di mediazione pura svolta da professionisti esperti nella gestione del conflitto garantiti dalla cooperativa sociale Lindbergh - infatti aprirà un “Punto mediazione” per una corretta informazione dei cittadini.
Finalmente il cittadino potrà capire cosa sia mediazione civile e commerciale. E sì, perché sulla mediazione dal 2010 si è detto di tutto e di più, facendo perdere, come accade ormai sempre più di sovente nel nostro Paese, il punto da dove eravamo partiti: l’Italia è membro dell’Unione Europea; una direttiva europea (2008/52/CE) obbliga gli stati membri ad adottare la mediazione quale ulteriore strumento di tutela del cittadini dell’Unione per risolvere le controversie in aggiunta a quelli già previsti, in primis, il ricorso al giudice. L’Unione Europea ha lasciato ogni stato membro libero di adottare la mediazione secondo gli strumenti legislativi che ritieni più opportuni in base al proprio ordinamento giuridico. 
Il 24 ottobre 2012 la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del ricorso alla mediazione obbligatoria per un motivo molto semplice. L’Italia aveva scelto di adottare la mediazione attraverso lo strumento della legge delega (del governo) e del consecutivo decreto legislativo, di fatto, poi “operativo”. Nel momento del passaggio da quanto stabilito nella legge delega al contenuto del decreto legislativo, il legislatore italiano ha “ecceduto” dalla delega e ha previsto che per alcune materie di diritto ci fosse l’obbligo di tentare la mediazione prima di adire il giudice. E’ su questo punto che la Corte Costituzionale ha alzato il cartellino rosso: la delega non prevedeva l’obbligo di tentare la conciliazione prima di entrare nelle aule giudiziarie. Punto. Così, dopo una presa di posizione del genere e i festeggiamenti di chi credeva - o per ignoranza, o per mancanza di informazione, o per convenienza- che la mediazione fosse stata spazzata via dall’Italia, ci appare doveroso e quanto mai necessario, in un momento di crisi e di spaesamento, informare il cittadino in maniera corretta.
Riteniamo infatti giusto che chi voglia seguire un percorso di mediazione per tentare di risolvere un conflitto con la controparte (sia solo una o più) lo faccia, al pari di chi intende varcare subito le soglie del tribunale e rivolgersi al giudice; la scelta preventiva della mediazione volontaria non è mai stata esclusa in Italia, e tanto meno, oggi. Per questo vogliamo informare meglio i cittadini, soprattutto riguardo l’economicità della mediazione in termini di costi (facendo anche una comparazione pratica con gli altri strumenti di accesso alla giustizia) e di tempo. 
Il punto informativo è stato realizzato grazie al contributo della cooperativa Lindbergh, del presidente Ciro Picariello, della mediatrice Roberta Di Martino e degli avvocati\mediatori dell’organismo “Soluzioni Alternative”.

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