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La sospensione del giudizio

La sospensione del giudizio - Mondo Mediazione


Neutralità e terziarietà del Mediatore, di M. Salvi




Mercoledì 16 Novembre
Dottor Manuel Salvi




LA SOSPENSIONE DEL GIUDIZIO



Per un mediatore la neutralità e terziarietà è elemento fondamentale per poter svolgere una conciliazione ottimale. Tale attitudine è estranea alla naturalità di ognuno di noi. L’uomo è per sua indole giudicante e la possibilità di farsi trascinare da una delle parti è reale e concreta.

Luhmann sottolinea: “Non possiamo osservare il mondo facendo finta di non starci sopra noi stessi, coinvolti dalle nostre preferenze, compresa quella di dare spiegazioni ad ogni cosa”.

Inconsciamente, il nostro cervello, a livello d’ipotalamo, valuta istintivamente ogni situazione, emettendo due distinte informazioni attraverso l’amigdala. La prima e più celere genera un’immediata reazione corporea a livello inconscio, mentre la seconda viene inviata alla parte raziocinante del cervello, che elabora con tempi meno rapidi l’informazione.
La percezione della realtà non è quindi un fenomeno unicamente percettivo, poiché quando l’informazione arriva al cervello, questa è già in fase interpretativa a livello inconscio.
Prima minaccia alla nostra terziarietà.

Inoltre essendo la nostra cultura di riferimento, quella occidentale, di tipo avversariale, la nostra forma mentis è programmata per essere decidente. La nostra percezione quindi, sia in chiave culturale che evolutiva, è sempre selettiva e solitamente orientata a individuare quegli elementi della realtà che ci preoccupano.
Come se ciò non fosse già drammatico per la neutralità del mediatore, altro processo inconscio è il confronto fra realtà ed immaginifico. L’uomo diviene progettuale, forza la realtà, cercando di migliorarla e assecondarla a propri scopi ed obiettivi. Nasce quindi un conflitto fra l’io ed il reale, poichè si entra in disaccordo fra ciò che avviene e ciò che si vorrebbe avvenga.
Seconda minaccia alla nostra terziarietà.

Ed ancora, siamo esseri condizionati. Tutte le idee che si ha di noi stessi, e di altri, sono frutto di condizionamenti. Essendo la nostra capacità mnemonica imperfetta, la ottimizziamo per associazione di idee. Credenze, concetti e pregiudizi servono alla mente per non dover ogni volta ricordare tutte le informazioni ma per passare direttamente alla sintesi, che in quanto tale è imperfetta: servono ad economizzare le energie mentali.
Terza minaccia alla nostra terziarietà.

Ogni mediatore dovrà prendere consapevolezza di questi meccanismi inconsci, sia dal punto di vista personale, neutralizzandoli, sia dal punto di vista delle parti, prestandovi particolare attenzione.

Jiddu Krishnamurti, filosofo indiano, consiglia: “Osservare quel che accade in modo distaccato, sospendendo la tendenza a dare un’immediata valutazione a tutto ciò che percepiamo, compresi i nostri stessi pensieri, è la forma più evoluta d’intelligenza”.

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