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La Mediazione in Italia: una riflessione

La Mediazione in Italia: una riflessione - Mondo Mediazione

 Prendendo spunto dalla relazione del Ministro Severino alla Camera, una riflessione sulla Mediazione in Italia, di A. Abergo




Giovedì 26 Gennaio 2012
Dott.sa Alessandra Abergo






LA MEDIAZIONE IN ITALIA



E’ del 17 Gennaio 2012 la prima relazione sulla Mediazione da parte del nuovo Ministro Severino alla Camera.
La Severino si è riferita ai dati relativi al primo semestre dell’anno passato, anno in cui è entrata in vigore l’obbligatorietà del tentativo di mediazione per la maggior parte delle materie di cui all’articolo 5 del decreto legislativo 4 Marzo 2010, con differimento di un anno per i soli casi di responsabilità da circolazione di veicoli e condominio.
E’ subito stata illustrata ai nostri Onorevoli la crescita dell’utilizzazione dell’istituto della Mediazione, sottolineando altresì il fatto che, in caso di comparizione delle parti, l’istituto conferma le sue grandi potenzialità deflative facendo registrare un buon 60% di casi suggellati con accordo finale.

Dato positivo questo, oltre che in riferimento ai nostri Tribunali ormai “intasati”, anche per i cittadini italiani, i quali hanno a disposizione uno strumento di risoluzione delle controversie sicuramente efficace, rapido ed economico, anche se nell’80% dei casi analizzati si è registrata una comparizione delle parti non singolarmente, ma patrocinate da un legale di fiducia.
Pertanto, da una parte, il Consiglio Nazionale Forense dovrebbe essere sollevato dai suoi timori circa possibili lesioni degli utenti italiani nel loro diritto di difesa in caso di partecipazione a sedute di Mediazione; dall’altra, a mio avviso, significa che l’italiano in generale non ha ancora maturato la necessaria fiducia nell’istituto per potersi affidare allo stesso senza l’ausilio di Professionisti del diritto.
In effetti, è allarmante l’altissima percentuale di mancata comparizione delle parti davanti al Mediatore, collegata altresì allo scarso ricorso allo strumento da parte dei nostri Giudici ( la cosiddetta “Mediazione Delegata” ).

In questo clima di generale sfiducia, a partire dai Professionisti per arrivare, di conseguenza, agli utilizzatori finali, mi sembra opportuno dare uno sguardo negli altri Paesi, per analizzare gli effetti che la Mediazione ha sul sistema Giustizia.

Per quanto riguarda l’Europa possiamo citare la Spagna, Paese in cui sono stati istituiti diversi Organismi di Mediazione di diritto pubblico, deputati a risolvere determinati tipi di controversie ( ad esempio in materia di pubblicità o diritti di proprietà intellettuale ), e la Francia dove la mediazione è presente capillarmente sul territorio mediante la figura del Giudice Conciliatore.

Ma è nei Paesi di tradizione anglosassone ( Inghilterra e America ) che la Mediazione e le ADR in generale trovano il mercato più florido. Si parla in questi casi di tassi di raggiungimento dell’accordo intorno all’80 – 90 % , percentuale che cresce ulteriormente analizzando i dati relativi all’adempimento degli obblighi contrattualmente previsti, proprio perché gli stessi sono il frutto di una negoziazione “partecipata” e “plasmata” dalle stesse parti.

Pertanto ritengo che solo il tempo e i risultati positivamente registrati potranno contribuire alla diffusione della cosiddetta “Cultura della Mediazione” che, come stiamo osservando, nel nostro Paese fatica a mettere le radici; ma la stessa potrebbe essere un punto di partenza per un miglioramento della qualità della vita degli italiani sotto diversi punti di vista.
Prima di tutto come “modus vivendi”, nel senso di minor tasso di litigiosità dei nostri cittadini.
In secondo luogo, come mezzo per rendere davvero accessibile a tutti la Giustizia, principio che, occorre ricordare, è consacrato come un vero e proprio diritto dei cittadini anche nella previsione dell’Unione Europea all’articolo 6 del CEDU.

E soprattutto, visto l’enorme momento di crisi economica che stiamo attraversando, la diffusione della Mediazione potrebbe contribuire a risollevare la difficile sorte della nostra economia, per due ordini di motivi: il primo perché la crisi della Giustizia impatta negativamente sulle scelte di investimento delle imprese estere, sicuramente non attratte dal nostro mercato; il secondo perché le imprese italiane falliscono paradossalmente in attivo, in quanto la Giustizia italiana non è in grado di assicurare loro il recupero dei crediti certi.

Per tutto questo insieme di motivi spero che i Professionisti del diritto in primis, e, di conseguenza, anche i potenziali utenti, si rendano conto delle grandi opportunità offerte dalla Mediazione e contribuiscano alla sua diffusione, sulla scia anche di quanto già effettuato dal nostro nuovo Governo che con il decreto legge 212 del 22 Dicembre 2011 ne ha previsto il rafforzamento dell’uso.



Alessandra Abergo
Mediatore iscritta all'AMCI
Accreditata presso Prontiaconciliare SrL
Associata di MondoMediazione

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