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La Mediazione e il Maxiemendamento al DDL Stabilità 2

La Mediazione e il Maxiemendamento al DDL Stabilità 2 - Mondo Mediazione


Importanti modifiche dell'ultimo momento, niente anticipo della Mediazione per condominio e RC



Comunicato stampa del CNF, visibile direttamente qui.




MAXI-EMENDAMENTO, CNF: ACCOLTE ALCUNE IMPORTANTI OBIEZIONI DEL CNF MA IL PARLAMENTO DEVE FARE DI PIÙ

10/11/2011 - Il Consiglio nazionale forense conferma la serrata critica al testo definitivo presentato ieri dal governo al ddl stabilità: “Mortifica il diritto dei cittadini alla giustizia”

Roma. “Se questo è il massimo che il Governo poteva fare, per l’Avvocatura non è ancora sufficiente”. 
Così il Cnf commenta il testo del maxi-emendamento al ddl stabilità che ieri il governo ha depositato in commissione bilancio al senato. 
Il Cnf rileva che vi è stato qualche opportuno ripensamento dell’ultima ora su norme contro le quali il Consiglio è insorto con immediatezza. 
In particolare, il governo ha espunto dal testo definitivo l’anticipo dell’entrata in vigore della mediazione anche per le materia finora escluse (condominio e risarcimento danni da circolazione autoveicoli); e non ha inserito quella disposizione, contraria a ogni principio di civiltà giuridica, della motivazione lunga “a pagamento”. 
Tuttavia se questo è il massimo che il Governo poteva fare, rileva il Cnf, per i cittadini non può essere ancora sufficiente. Sono mantenute infatti altre gravi previsioni che ostacolano l’accesso alla giustizia da parte dei cittadini, trasformandolo in un percorso minato. Come, infatti, non considerare alla stregua di mine anti civiltà le norme che dispongono l’aumento del contributo unificato per i processi di appello e Cassazione o che introducono la multa fino a 10.000 euro in caso di rigetto della istanza di sospensione dell’esecutività della sentenza di primo grado?
In materia di ordini professionali, il governo ha peggiorato ulteriormente la previsione in materia di società tra professionisti: sono infatti confermati i soci di capitale che possono anche essere di maggioranza. Il libero professionista perderà così autonomia e indipendenza dalla forza del grande capitale, e il cittadino non avrà più tutela nei confronti dei detentori di tale capitale. Così un altro passo teso ad assecondare i poteri economici forti verrebbe compiuto. 
Il Cnf non può che confermare la propria serrata critica al testo del maxi emendamento, che mortifica le professioni nel poco decoroso tentativo di scaricare sulle stesse le straordinarie e gravissime responsabilità della politica, della grande impresa, cresciuta ad assistenzialismo pubblico, della finanza senza regole. E invece i professionisti italiani sono forse le prime vittime di tutto quanto sopra come lavoratori che subiscono tutti i danni della crisi economica in corso, ma che non pesano sullo Stato dal punto di vista previdenziale, che creano occupazione presso i propri studi professionali, che gestiscono attraverso gli Ordini attività di interesse pubblico a proprie spese, che mai hanno avuto protezioni di welfare. 
Il testo definitivo del maxi emendamento ha accolto qualcuna delle critiche del Cnf, ma è troppo poco. 
Spetta ora al Parlamento tutto operare uno scatto di dignità che porti a ripensare quelle norme ancora presenti contrarie ad ogni principio di civiltà giuridica e dimostrare di essere autonomo da quei poteri forti che vogliono piegare alla ricerca del profitto la tutela dei diritti inviolabili dei cittadini e devono per questo privare di dignità e decoro le libere professioni, prima di tutte quella di avvocato. 
 

Claudia Morelli 
Responsabile Comunicazione e rapporti con i Media 

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