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La Mediazione conviene

La Mediazione conviene - Mondo Mediazione


La Libera Associazione Periti ed Esperti Tributari (LAPET) diffonde la cultura conciliativa




Articolo tratto da Professionisti.it, visibile direttamente qui.




La mediazione conviene

La Lapet in prima fila per favorire la cultura della conciliazione delle liti.


Venerdì 21 Gennaio 2012
Lucia Basile



Alimentare la cultura della mediazione, anche contro chi si ostina a evitare l'uso del nuovo strumento, pare continuare ad essere la scelta del governo che ha anche stabilito che non essere presenti alla seduta di mediazione può costare molto in termini di accollo di spese processuali nel successivo giudizio in tribunale. La norma infatti prevede, per la parte che non si presenta in camera di conciliazione, senza giustificato motivo, l'obbligo di pagare una sanzione, pari al contributo unificato. «Rendiamo plauso all'attività del governo che sta dimostrando di voler spingere sempre più verso il sistema alternativo di risoluzione delle controversie», spiega il presidente nazionale tributaristi Lapet Roberto Falcone. «La norma trova giustificazione, anche da parte della Commissione Ue, in quanto rappresenta un tentativo di decongestionamento della giustizia civile italiana».
Dal 21 marzo 2011, giorno in cui sono entrate in vigore le norme sulla media conciliazione obbligatoria, prima di rivolgersi al tribunale o al giudice di pace è prevista per le parti l'obbligatorietà, per alcune materie, di rivolgersi a un organismo preposto e autorizzato dal ministero della giustizia, grazie all'ausilio di esperti e mediatori professionisti, per dirimere una controversia in materia di diritti reali, divisione e successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e da diffamazione, contratti assicurativi, bancari e finanziari. L'obbligatorietà della mediazione in materia di condominio e di risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti, entrerà invece in vigore il prossimo primo marzo.

Occorre ricordare che il governo è intervenuto, con l'emendamento inserito nella manovra bis decreto legge n. 138/2011 convertito nella legge 148/2011, a ribadire l'obbligatorietà della parte opponente a comparire nella seduta di mediazione. Inoltre è previsto, nel caso della mediazione demandata, che sia il giudice stesso ad invitare le parti ad esperire un tentativo di mediazione anche per le altre materie non contemplate dalla disposizione legislativa.

Tuttavia, ora tutta la materia della conciliazione obbligatoria è sotto la spada di Damocle della Corte costituzionale che deve giudicarne la legittimità.

«Possiamo prevedere che tale giudizio non potrà certamente essere in contrasto con le disposizioni del Parlamento europeo che ha già avuto modo di confermare l'obbligatorietà della mediazione con la risoluzione del 13 settembre 2011 relativa all'attuazione della direttiva sulla mediazione tra gli stati membri e la sua adozione nei tribunali. Con la direttiva 2008/52/Ce del 21 maggio 2008, che in Italia è stata recepita con dlgs n. 28 del 4 marzo 2010, il Parlamento consente agli Stati di rendere obbligatorio il ricorso alla mediazione o di sottoporlo a incentivi o a sanzioni, sia prima che dopo l'inizio della procedura giudiziaria, ma questo solo se è garantito alle parti il pieno diritto di accesso al sistema giudiziario nazionale. In particolare per l'Italia, il Parlamento, ha ritenuto che, al pari di altri paesi in cui essa è obbligatoria, la mediazione possa contribuire a una soluzione rapida delle controversie riducendo i tempi eccessivamente lunghi della giustizia civile», ha spiegato Falcone, che ha aggiunto: «Tutto ciò ci spinge a continuare a sostenere i principi che hanno posto in essere la media conciliazione: dare un'accelerata alla lentezza della giustizia ordinaria e ridurne i costi. Con tale convinzione abbiamo infatti costituito Adr Medilapet, l'organismo di mediazione dell'associazione, aperto a tutti i mediatori formati all'interno della Lapet».

Proprio oggi 21 gennaio, si conclude l'ennesimo corso di qualificazione per mediatori civili organizzato dalla Lapet. Il corso ha preso il via il 13 gennaio scorso e ha visto per cinque giornate alternarsi a momenti di formazione teorica, esercitazioni pratiche. «L'associazione ha tra i suoi tributaristi, professionisti con tutti i requisiti previsti per essere mediatori. Sin da prima dell'avvio della legge sulla media conciliazione, la Lapet ha organizzato una serie di corsi per mediatori civili, certificati da un attestato di frequenza rilasciato al superamento di un apposito esame. Contribuire a migliorare l'efficienza del servizio della giustizia, nell'interesse collettivo, è l'obiettivo per il quale anche noi continueremo a dare il nostro contributo», ha concluso Falcone.

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