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La clausola di Mediazione

La clausola di Mediazione - Mondo Mediazione

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Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, ha rilasciato un documento di studio relativo all'utilizzo della Clausola di Mediazione

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Articolo tratto da CNDCEC, visibile direttamente qui.

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La clausola di mediazione a tutela dei commercialisti e degli organi di controllo societario

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Martedì 19 Giugno 2012

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Estratto dalla Premessa del documento rilasciato dal CNDCEC, allegato per il download in formato PDF in fondo alla pagina

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Tra le tante opportunità offerte dalla normativa prevista dal D.lgs. n. 28/2010, vi è quella di valutare la convenienza e gli effetti della clausola di mediazione nell’ambito contrattuale e societario.
In altre parole, si tratta di decidere se e come inserire in un contratto o in un atto di costituzione/statuto di un ente la clausola che prevede l’esperimento del tentativo di mediazione prima di ricorrere alle tradizionali vie di gestione del contenzioso (giustizia ordinaria o arbitrato).
L’esame va effettuato sia quando la mediazione, ai sensi dell’art.5, comma 1, del predetto provvedimento rappresenti condizione di procedibilità, sia quando la stessa risulti invece nella disponibilità delle parti.
Ad una sommaria lettura, potrebbe - nel primo caso - apparire superfluo introdurre una clausola di mediazione che vincoli le parti quando è già il legislatore che rende obbligatorio l’istituto. Tuttavia, considerando più attentamente la norma, ci si accorge che la clausola, inserita in un contratto, risponde ad esigenze rilevanti delle stesse.
Ed infatti, in tema di accesso alla mediazione, l’art. 4, comma 1, dispone che la domanda di mediazione vada depositata presso un ente iscritto nel Registro degli organismi di mediazione. In caso di più istanze relative alla medesima controversia, come precisa ulteriormente la norma, la mediazione si svolge davanti all’organismo presso il quale è stata presentata la prima domanda.
Ecco allora che, in mancanza di una specifica indicazione dell’ente presso il quale attivare la mediazione, la scelta viene compiuta dalla parte più solerte con effetti vincolanti nei confronti dell’altra.
La decisione di rivolgersi ad un Organismo in luogo di un altro non è tuttavia indifferente; scegliere l’ente davanti al quale si svolgerà la mediazione vuol dire infatti stabilire dove si andrà, dell’opera di quali mediatori si usufruirà e soprattutto a quale Regolamento si aderirà.
Se così è, individuare in via preventiva, tramite apposita clausola, l’Organismo deputato a esercitare la mediazione, può rivelarsi una scelta di piena tutela e garanzia per quanti sono comunque obbligati al tentativo di mediazione.
In merito alle controversie per le quali la normativa non prevede l’obbligatorietà di quest’ultimo, l'inserimento della clausola permette di raggiungere ulteriori obiettivi di interesse.
Oltre a indicare l’Organismo, le parti, infatti, possono liberamente e concordemente decidere a quali controversie derivanti dal contratto e dallo svolgimento dell’attività societaria estendere la mediazione.
Così si potrebbe contemplare l’utilizzo dello strumento conciliativo solo per specifiche tipologie di lite ovvero al verificarsi di vertenze causate dall’inadempimento di definite prestazioni contrattuali.
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Nel consigliare, dunque, l’utilizzo della clausola di mediazione, si evidenzia che molte possono essere le ragioni sottese a tale intervento. Così vanno ricordate quelle economiche e di tempestività collegate alla natura dello strumento conciliativo, il desidero di esperire altri mezzi alternativi prima di inasprire i toni del conflitto e, non ultima, l’esigenza di poter godere della massima riservatezza propria del procedimento di mediazione.

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