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L'Organismo di Mediazione

L'Organismo di Mediazione - Mondo Mediazione

 

 

 

Quarto contributo della Dottoressa Angela Chinnì; ci auguriamo che possano seguirne presto altri

 

 

 

 

 

 

Per gentile concessione dell'autrice, Dottoressa Angela Chinnì*, pubblichiamo una serie di articoli già apparsi sulle pagine di Nuovo Quotidiano di Piacenza, in una specifica rubrica dedicata alla Mediazione Civile e Commerciale

 

 

L'Organismo di Mediazione

di Angela Chinnì*

 

 

Nel precedente articolo abbiamo parlato della figura del mediatore di controversie civili e commerciali, ma non abbiamo fatto riferimento alla struttura attraverso il quale il mediatore opera.

L’attività che il mediatore svolge, così come strutturata dalla normativa, è una attività non del tutto autonoma. Il mediatore deve necessariamente essere iscritto presso uno o più (massimo cinque) organismi di mediazione.

 Gli organismi di mediazione sono enti pubblici o privati stabilmente destinati all'erogazione del servizio di mediazione. Per poter nascere ed erogare questo tipo di servizio, gli organismi devono avere particolari requisiti che devono essere verificati ed attestati dal Ministero di Giustizia.

Questa attestazione prende il nome di “accreditamento” e consente all’organismo di essere iscritto presso un elenco di enti autorizzati cui fare riferimento, tenuto proprio dal Ministero.

 A fondamento di questa scelta c'è la volontà del legislatore di assicurare una serie di garanzie minime di qualità, come la serietà è l'efficienza, a tutti coloro che intendano usufruire del procedimento.

Infatti, attraverso l'iscrizione nell'apposito registro si può assicurare una funzione di controllo pubblico; nella duplice accezione di selezionare gli organismi abilitati, sia nel momento in cui entrano a far parte dell'elenco, sia successivamente, qualora dovessero intervenire eventuali modifiche interne impedienti alla permanenza dell'elenco stesso.

 Questi enti devono dotarsi di un regolamento, che spieghi le peculiarità del servizio offerto, un codice etico e tabelle, strutturate sulla base del valore della controversia, dalle quali poter dedurre i costi del servizio di mediazione, tutto sempre nell’ottica della trasparenza e di una miglior qualità del servizio.

 Chiunque voglia instaurare un procedimento di mediazione dovrà, pertanto, rivolgersi ad un organismo accreditato e presentare una “istanza di mediazione”.

L’istanza non è altro che una “domanda” con la quale la parte interessata chiede all’organismo di instaurare il procedimento nei confronti dell’altra persona e, quindi, di “convocarla” per poter iniziare il tentativo di mediazione.

 La conciliazione ha inizio quando la parte, nei cui confronti la domanda è stata proposta, accetta di partecipare all'incontro di conciliazione. Se la parte chiamata in conciliazione accetta di prendere parte al tentativo, il responsabile dell’organismo di mediazione procederà alla nomina di un conciliatore individuandolo tra i professionisti iscritti nell'elenco tenuto dallo stesso ente, fissando altresì la data dell'incontro al quale parteciperanno le parti, con i loro avvocati ed il conciliatore incaricato di gestire la controversia.

Ma cosa accade in questo incontro?lo vedremo nel prossimo articolo

 

* La dottoressa Angela Chinnì si laurea in Giuriprudenza all'Università degli Studi di Milano, con una tesi su "L'Accordo di mediazione civile e commerciale". Nel 2010 acquisisce il titolo di Mediaztore Professionista presso il Collegio Lombardo Periti ed esperti Consulenti di Milano. Successivamente, dirige la sede secondaria di Piacenza per conto di Emediation (Organismo internazionale di mediazione e arbitrato). Cultrice della materia, organizzatrice e relatrice in diversi seminari e convegni.

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