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L'Avv. Tocci risponde al Presidente dell'AIGA

L'Avv. Tocci risponde al Presidente dell'AIGA - Mondo Mediazione

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In seguito all'articolo apparso sul Sole 24 Ore nella giornata di ieri

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Articolo tratto da LAltraPagina, visibile direttamente qui.

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Sentenza Mediazione: l’avv.Tocci scrive al presidente dell’Associazione Italiana Giovani Avvocati

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Giovedì 25 Ottobre 2012

By Admin di L'Altra Pagina

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Riceviamo e pubblichiamo la lettera del Prof. Avv. Mario Tocci rivolta al presidente dell’Associazione Italiana Giovani Avvocati, avv. Dario Greco.

 Leggo su “Guida al Diritto” di oggi l’entusiastico commento del presidente dell’Associazione Italiana Giovani Avvocati, il collega Dario Greco, secondo il quale con la decisione resa nelle scorse ore dalla Consulta riguardo alla normativa regolatrice dell’istituto della mediazione civile e commerciale si sarebbe posto fine allo scempio giuridico voluto dall’ex Guardasigilli Alfano.

L’avvocato Greco chiosa, poi, manifestando il proprio favor nei confronti della mediazione facoltativa.

Invero non mi è chiaro se il primo pronome personale plurale usato da Dario Greco sottenda un linguaggio informato all’accrescitivo maiestatis o esprima la formale posizione dell’Aiga.

Nel primo caso, nulla quaestio. Quel linguaggio non mi garba, difatti non mi è consueto; ma è questione di gusti e de gustibus non disputandum est.

Nel secondo caso, invece, inviterei il collega Greco a verificare, gia’ nell’imminente congresso nazionale associativo di Benevento, se il sentire della maggioranza degli aderenti all’Aiga a tanto corrisponda; un esito negativo della verifica non potrebbe che indurre, secondo me, l’avvocato Greco alle dimissioni (ravvisando io, nella consapevolezza della possibilita’ di errore, un deficit di rappresentatività degli associati e ben sapendo che tale deficit non incide tosto sulla formale e legittima rappresentanza, assolutamente e immutabilmente in capo al Presidente).

Presagisco l’obiezione possibile: non sono fatti miei.

E concordo, perché è vero.

Ma se a esprimere quanto teste’ riportato sia il quisque de populo munito di legittimatio ad allocutionem, indi superato il mero problema formale, l’invito riprende forza e vigore sicché, forse, va considerato.

Vorrei poi che l’avvocato Greco spiegasse perché la mediazione obbligatoria consista in uno scempio giuridico.

Non ricordo, infatti, che il collega Greco, iscritto alla sezione Aiga di Palermo fin dal 1995, si sia mai espresso in simili termini quanto ad istituti analoghi già contemplati nell’ordinamento giuridico italiano.

Attendo risposte. Arriveranno?

Avv. Mario Tocci, Ph. D.
Responsabile scientifico enti di formazione per mediatori civili e commerciali SPF Mediazione di Cosenza, MCM Consulting di Taormina, Ius&Mind di Roma

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