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L'Arbitro Bancario e Finanziario in Italia

L'Arbitro Bancario e Finanziario in Italia - Mondo Mediazione

In vista delle modifiche che verranno introdotte a breve nell'Istituto dell'Arbitro Bancario e Finanziario, pubblichiamo una sintesi del procedimento attuale, curata da M. Parola



Luned' 12 Settembre 2011
Dott. Marco F. Parola







1) Leggi nazionali di riferimento:
  • Testo Unico delle leggi in materia bancaria e finanziaria (TUB) D. Lgs. 385/93
  • La creazione dell’Arbitro Bancario e Finanziario è prevista dall’articolo 128-bis del TUB, articolo introdotto dalla Legge sul Risparmio (L.262/2005);
  • Delibera del Comitato Interministeriale per il Credito e il Risparmio (CICR) del 29 Luglio 2008;
  • Disposizioni di attuazione della Delibera CICR adottate dalla Banca d’Italia il 18 Giugno 2009, pubblicate in G.U. Serie Generale il 24 Giugno 2009;
  • D. Lgs. 28/2010 in vigore dal 21 Marzo 2011 e D.M. 180/2010 come successivamente modificato.


2) Sintesi della formazione e del funzionamento dell'Arbitro Bancario e Finanziario in Italia: *

La creazione dell'Arbitro Bancario Finanziario è prevista dall'articolo 128-bis del Testo unico bancario (TUB), introdotto dalla legge sul risparmio (legge n. 262/2005). Secondo questa norma, le banche e gli altri intermediari finanziari sono obbligati ad aderire a sistemi di risoluzione stragiudiziale delle controversie con la clientela.

Il Comitato Interministeriale per il Credito e il Risparmio (CICR) - che opera presso il Ministero dell'Economia e delle Finanze - con una Delibera del 29 luglio 2008, ha stabilito i criteri per lo svolgimento delle procedure di risoluzione delle controversie e ha affidato alla Banca d'Italia il compito di curarne l'organizzazione e il funzionamento.

La Banca d'Italia ha adottato il 18 giugno 2009 le disposizioni di attuazione della Delibera del CICR, che sono state pubblicate nella Gazzetta Ufficiale, Serie Generale, del 24 giugno 2009.

In base alla normativa sull'ABF, se ritiene che l'intermediario abbia avuto un comportamento scorretto o poco trasparente, il cliente deve rivolgersi in prima battuta all'Ufficio Reclami istituito presso l'intermediario stesso, che è tenuto a rispondere entro 30 giorni.
Se la risposta dell'intermediario non lo ha soddisfatto, il cliente può presentare ricorso all'Arbitro Bancario Finanziario, che deciderà sulla questione in pochi mesi.
L'Arbitro Bancario Finanziario decide per le controversie che riguardano operazioni e servizi bancari e finanziari di valore non superiore a 100 mila euro. Le sue decisioni non sono vincolanti come quelle del giudice, ma gli intermediari di solito le rispettano, anche perché la loro inadempienza è resa pubblica.
Se non rimane soddisfatto neanche delle decisioni dell'Arbitro, il cliente può comunque rivolgersi al giudice.
La Banca d'Italia fornisce i mezzi per il funzionamento dell'ABF.

L'Arbitro Bancario Finanziario è un organismo indipendente e imparziale, che garantisce tempi rapidi e costi minimi ed è composto da un Organo decidente e da una Segreteria tecnica.
L'Organo decidente è articolato sul territorio nazionale in tre Collegi: uno a Milano, uno a Roma e uno a Napoli.
In ciascun Collegio, l'Organo decidente è composto da cinque membri:
  • il Presidente e due membri sono scelti dalla Banca d'Italia;
  • un membro è designato dalle associazioni degli intermediari;
  • un membro è designato dalle associazioni che rappresentano i clienti (imprese e consumatori).

Il Presidente resta in carica per cinque anni e gli altri membri per tre anni; il mandato è rinnovabile una sola volta.
Tutti i componenti devono possedere requisiti di esperienza, professionalità, integrità e indipendenza.
La composizione di ciascun Collegio deve rispettare i criteri di imparzialità previsti dalla legge e deve assicurare che gli interessi dei diversi soggetti coinvolti siano rappresentati.


Ogni Collegio ha la propria Segreteria tecnica, che ha il compito di:
  • ricevere il ricorso;
  • attestare se il ricorso è incompleto o irregolare oppure se è stato presentato oltre i termini previsti (ricorso irricevibile) e darne comunicazione alle parti;
  • ricevere la documentazione fornita dall'intermediario per spiegare la propria posizione (controdeduzioni) insieme ai documenti relativi al reclamo presentato all'intermediario;
  • verificare che la documentazione sia completa e regolare e che l'intermediario abbia rispettato i tempi per l'invio;
  • chiedere alle parti eventuali integrazioni della documentazione già presentata, se ciò è necessario per la decisione.

L'attività di Segreteria tecnica è svolta dalla Banca d'Italia.

L'Arbitro Bancario Finanziario (ABF) è definito sistema di risoluzione delle liti "stragiudiziale", in quanto offre un'alternativa più semplice, rapida ed economica rispetto al ricorso al giudice, che spesso invece comporta procedure complesse e anche molto lunghe.
L'ABF è un organismo indipendente e imparziale che decide in pochi mesi chi ha ragione e chi ha torto. È un sistema nuovo da non confondere con la conciliazione o con l'arbitrato.

Ai sensi della legge che ha introdotto la mediazione obbligatoria, nella materia bancaria e finanziaria il ricorso all'ABF assolve la condizione di procedibilità per poter poi eventualmente rivolgersi al giudice.
In particolare, il decreto legislativo sulla mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali (d.lgs. n. 28/2010), in vigore dal 21 marzo 2011, stabilisce che per instaurare un procedimento civile in materia di contratti bancari e finanziari è necessario ricorrere preventivamente alla procedura di conciliazione/mediazione disciplinata dal medesimo decreto o alla procedura davanti all'ABF.

Va, tuttavia, tenuto presente che l'ABF ha regole di competenza e di funzionamento specifiche:
  • Il procedimento davanti all'ABF può essere attivato esclusivamente dal cliente, mentre il procedimento disciplinato dal decreto legislativo n. 28/2010 - quale quello, ad esempio, davanti al Conciliatore Bancario Finanziario (Camera di Conciliazione presso la CONSOB)[1]  - può essere attivato sia dal cliente sia dall'intermediario.
  • Per quanto riguarda gli esiti, il procedimento davanti all'ABF si conclude con la pronuncia di un organo cui è affidato il compito di decidere "chi ha torto e chi ha ragione", mentre le procedure di mediazione/conciliazione si concludono - in caso di successo - con un verbale di conciliazione della controversia, nel quale le parti danno atto di aver raggiunto un accordo grazie all'opera del mediatore.
  • Mentre la pronuncia dell'ABF è priva di esecutività, il verbale di conciliazione può essere omologato dal giudice e acquistare valore di titolo esecutivo.

Il ricorso all'ABF si presenta attraverso un modulo, disponibile sul sito web dell'Arbitro Bancario Finanziario e presso tutte le Filiali della Banca d'Italia aperte al pubblico.


3) Il progetto di revisione dell'ABF:

Banca d'Italia, come previsto dalla L. 262/2005 sulla tutela del risparmio, sottopone a consultazione le pubblica le nuove regolamentazioni o le revisioni di normativa già esistente.
Per questo motivo dal 18 Luglio al 12 Settembre 2011, Banca d'Italia ha pubblicato sul proprio sito il documento per la consultazione intitolato "Disposizioni sui sistemi di risoluzione stragiudiziale delle controversie in materia di operazioni e servizi bancari e finanziari".
In questo modo, è stato sottoposta alla consultazione pubblica la revisione della disciplina dell'Arbitro Bancario e Finanziario, volendo la Banca adeguarsi all'entrata in vigore del D.Lgs 28/2010 relativo alla Mediazione in materia civile e commerciale, oltre che introdurre modifiche emerse dall'esperienza maturata nell'apllicazione dell'ABF fin dall'Ottobre 2009.
La Banca invita a inviare propri commenti e proposte che saranno pubblicati in apposita sezione del sito della Banca stessa al termine della consultazione.
MondoMediazione, in associazione con ALI, AMCI e la Cattedra di Diritto della Mediazione, della Conciliazione e dell'Arbitrato, ha formato uno specifico Gruppo di Lavoro che ha inviato la propria proposta, visibile cliccando qui.


 
[1] Per le controversie in materia di servizi di finanziamento sorte in violazione da parte degli intermediari finanziari degli obblighi di informazione, correttezza e trasparenza, previsti nei rapporti con gli investitori (esclusi gli investitori professionisti) è possibile adire il procedimento di conciliazione previsto dal d. lgs. 2007, n° 179, rivolgendosi alla Camera di Conciliazione istituita presso la CONSOB.

Per le controversie relative a operazioni e servizi bancari e finanziari (con esclusione dei servizi di investimento), di valore non superiore a centomila euro, è possibile ricorrere al procedimento istituito in attuazione dell’articolo 128-bis del T.U. delle leggi in materia bancaria e creditizia di cui al d.lgs. 1° settembre 1993, n° 385 e successive modificazioni, rivolgendosi al cd Arbitro Bancario e Finanziario.

Il procedimento prevede che il cliente presenti un reclamo all’ufficio reclami dell’intermediario. In mancanza di riscontro nei successivi 30 giorni, ovvero in caso non sia soddisfatto della risposta, il cliente potrà presentare ricorso al Collegio della zona nella quale è domiciliato. Il Collegio emette una decisione entro 60 giorni dal ricevimento delle controdeduzioni o, in mancanza, dalla scadenza del termine per il deposito delle stesse.

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