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L'AMCI presente all'audizione presso la Commissione Permanente di Giustizia

L'AMCI presente all'audizione presso la Commissione Permanente di Giustizia - Mondo Mediazione

L'Associazione Mediatori e Conciliatori Italiani (AMCI) ha partecipato all'audizione tenutasi il giorno 16 Giugno

Tratto dal sito dell'
AMCI, visibile direttamente qui.




L'Associazione Mediatori e Conciliatori italiani è stata chiamata a presenziare all’audizione informale di giovedì 16 giugno 2011 presso la 2ª Commissione Permanente (Giustizia) – SENATO DELLA REPUBBLICA


Il presidente avv. Damiano Marinelli e l’avv. Rita Neri hanno partecipato attivamente alla audizione informale tenutasi il giorno 16 giugno presso la 2ª Commissione Permanente (Giustizia) del Senato della Repubblica. Nella discussione circa i disegni di legge n. 2329 e 2534 si è avuto modo di presentare le attività dell’associazione, che risulta essere la più rappresentativa a livello nazionale dei mediatori civili che hanno acquisito il relativo "titolo" tramite apposito corso formativo ex d.lgs. n. 28/2010 e specifiche del D.M. 180/2010.

Si è sottolineato come la nostra Associazione A.M.C.I., che ad oggi conta più di mille e trecento soggetti formalmente iscritti e tutti mediatori civili (con un tasso di iscrizioni di oltre 150 iscritti al mese) e si è dotata di un portale di informazione sulla mediazione per essere d'ausilio nella creazione e nella divulgazione della cultura della mediazione ed è partner di Università per la creazione di percorsi formativi altamente specializzanti, esprime la più ferma contrarietà a modifiche che vadano ad inficiare le potenzialità della mediazione quale strumento di risoluzione alternativo delle controversie, mentre manifesta il più vivo interesse per ogni modifica tesa ad eliminare le criticità oggettive della normativa in essere emerse dalla pratica di centinaia di Organismi di Mediazione iscritti presso l’apposito registro del Ministero della Giustizia e dalla attività giornaliera di migliaia di mediatori civili.

Oltre a depositare delle brevi note di commento ai disegni di legge in discussione si è in generale anche rilevata l’importanza:
1) della promozione della mediazione anche ripristinando “pubblicità progresso” nelle reti televisive e radiofoniche nazionali e locali, anche d’intesa con i più rappresentativi operatori del settore;
2) della formazione adeguata e continua per rendere la figura del mediatore civile sempre più corrispondente alle aspettative ed adeguata alle funzioni che deve svolgere (proposta vincolante, ecc.);
3) della previsione di maggiori sgravi fiscali per la promozione della mediazione, anche facoltativa.

Inoltre in primis, si è fatta una doverosa premessa, fondamentale per procedere alla analisi dei DDL in oggetto. Dai dati del Ministero della Giustizia, si evidenzia:
1) un trend sempre crescente di nuove cause civili iscritte nei nostri Tribunali:
— 4,6 milioni nel 2007,
— 4,8 milioni nel 2008,
— 5 milioni nel 2009;
2) una produttività dei nostri magistrati tra la più alte d’Europa, ma insufficiente a superare le sopravvenienze:
— 4,3 milioni nel 2007,
— 4,6 milioni nel 2008,
— 4,7 milioni nel 2009;
3) ben 5.602.616 cause pendenti al 30 Giugno 2010 (ed erano 5.826.440 al 31.12.2009)
4) una causa di contenzioso ha attualmente una prospettiva di arrivare a sentenza in Tribunale dopo 845 giorni (2 anni e 4 mesi); tempi che si allungano esponenzialmente se la causa percorre la strada del secondo grado (1.163 giorni) e della Corte Suprema (1.195 giorni);
5) con 4.768 contenziosi ogni 100.000 abitanti, l’Italia è 4° in Europa per tasso di litigiosità, dietro a Russia, Belgio e Lituania.

Si deve inoltre sottolineare come l’analisi di dettaglio della incapacità, ufficio per ufficio (tribunale per tribunale), di definire più cause di quante ne entrino, conferma la tendenza «strutturale», in prevalenza, di output inferiore all’input (ci sono più procedimenti in entrata che procedimenti definiti in uscita).

Con l’introduzione, in maniera strutturale e generalizzata dell’istituto della Mediazione Civile il Ministero della Giustizia stima che nei primi 12 mesi, andranno a mediazione tra 250mila e 300mila controversie, che diventeranno circa 600-700 mila con l’introduzione delle materie di condominio e del risarcimento danni da circolazione; la prospettiva a medio/lungo termine potrebbe essere di quasi un milione all’anno se continuerà l’attuale trend crescente di nuove iscrizioni e se aumenteranno le mediazioni volontarie. Dunque, se si raggiunge il tasso di successo registrato in altri paesi europei – che va dal 60% all’80% - i flussi in ingresso nei Tribunali si ridurrebbero dagli attuali 5 milioni a 4,2 - 4,4 milioni, consentendo, a parità di produttività, una significativa erosione dell’arretrato (inversione, dunque, della tendenza negativa ad oggi strutturale, fino a quasi dimezzare le pendenze portandole a poco più di 3 milioni in 5 anni).

Per concludere, secondo i primi dati, che però paiono assai rilevanti, del dipartimento generale di statistica del Ministero della Giustizia (periodo di rilevazione: 21 marzo – 30 aprile 2011):
1) un quarto delle mediazioni definite nel primo mese, si è concluso con esito positivo, tuttavia, il dato risente dell’alto numero di mancate adesioni della controparte, e di ritiri delle iscrizioni da parte dei proponenti prima di esperire i necessari tentativi di coinvolgere l’aderente;
2) il tasso di successo sale ad un rilevante 71% quando le parti accettano di sedersi attorno al tavolo per confrontarsi con la facilitazione di un mediatore;
3) anche quando non si raggiunge immediatamente un accordo, da nostra esperienza, qualora si è ben operato come mediatori, le parti riaprono un canale di comunicazione che spesso le porta ad un accordo in un secondo momento (quindi non tracciabile dal rilevamento preso in oggetto);
4) anche in assenza di obbligatorietà dell’assistenza, il 73,2% delle parti SCEGLIE AUTONOMAMENTE di iniziare o aderire alla mediazione con l’assistenza del proprio legale di fiducia (anche qui, spesso rilevante per la scelta è il valore della controversia);
5) i mediatori sono per la maggior parte GIA’ valenti professionisti (avvocati 60%, commercialisti 9%, laureati in giurisprudenza 5% ecc.).
Inoltre sul versante Europeo:
6) l'Europarlamento potrebbe farsi portatore a breve di politiche per incentivare l'uso della mediazione. Segnali forti in questo senso sono emersi durante l’audizione organizzata il 23 maggio scorso a Bruxelles per fare il punto sullo stato di attuazione della Direttiva europea in materia (vicepresidente e commissario alla Giustizia della Commissione Europea: Viviane Reding);
7) congratulazioni al Governo italiano per aver trasposto puntualmente la Direttiva europea in materia e l'auspicio affinché la mediazione diventi l'emblema di una nuova società e di una nuova epoca meno conflittuale. Parole del vicepresidente del Parlamento Europeo Diana Wallis che esprime "l’auspicio di usare la mediazione quale emblema della nostra società in questo secolo. Una società che dovrebbe diventare meno conflittuale, meno avversariale, in cui non ci sia più bisogno di utilizzare i vecchi sistemi giudiziali che mettono le parti l’una contro l’altra per un lungo periodo di tempo, con un enorme dispendio di denaro e grande ansia e pressione psicologica. Nel ventunesimo secolo - conclude il vicepresidente del Parlamento Europeo - dovremmo cercare un modo diverso per risolvere le liti: un sistema moderno che sia maggiormente in linea con la nostra epoca in cui si agisce insieme, nel rispetto della collettività" e del vicepresidente della Commissione Europea Viviane Reding: “l’Italia ha scelto di applicare le previsioni della Direttiva sulla mediazione alle controversie transfrontaliere e domestiche. Approvo pienamente questa decisione perché credo sia la strada maestra. L’Italia ha agito bene - trasponendo puntualmente la Direttiva, a pieno beneficio dei cittadini e delle imprese”.

Si è poi concluso l’intervento sottolineando come già alcune di queste premesse potrebbero essere sufficienti per “difendere” questo Istituto da attacchi strutturali e strumentali. Per l’A.M.C.I. la normativa in essere è naturalmente perfettibile, come ogni cosa afferente al mondo degli uomini, ma non può essere rigettata tout court.
 
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