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Ipotesi decreto per l'assistenza obbligatoria e l'arretrato

Ipotesi decreto per l'assistenza obbligatoria e l'arretrato - Mondo Mediazione
Ipotizzati gli interventi per introdurre l'assistenza obbligatoria nella Mediazione
Articolo tratto da Diritto 24 e consultabile direttamente cliccando qui.





Mediazione civile, ipotesi decreto per l'assistenza obbligatoria e l'arretrato


Francesco Machina Grifeo - a cura di Guida al Diritto


18 maggio 2011

Arriva l’ipotesi decreto legge per introdurre l’assistenza obbligatoria dell’avvocato nella conciliazione e per favorire lo smaltimento dell’arretrato civile. È di ieri pomeriggio l’incontro tra il capo dell’ufficio legislativo del ministero della Giustizia, Augusta Iannini, e il presidente del Consiglio nazionale forense, Guido Alpa. Al centro del colloquio, che ha fatto seguito a quello con il ministro Alfano del 10 maggio scorso, il veicolo normativo più opportuno per apportare le “modifiche legislative e amministrative al sistema della mediazione” concordate con via Arenula.


Va soppressa l’informativa al cliente
È stata confermata, dunque, l’obbligatorietà della assistenza tecnica dell’avvocato in tutti i procedimenti di mediazione. E si è partiti proprio da qui per identificare i punti della riforma che vanno cambiati. In primis, la soppressione dell’obbligo di informazione del cliente, che non avrebbe più senso, e, dunque, anche l’eliminazione della sanzione dell’annullamento del mandato. Poi, quanto alle tariffe applicabili, si è ipotizzata “la interpretazione estensiva delle tabelle vigenti, previa la loro revisione, poiché l’attuale sistema di calcolo è rimasto inalterato dal 2004”.

Le questioni ancora sul tappeto
Ma sul tavolo rimangono ancora irrisolte una serie di questioni già sollevate nell’incontro con il ministro Alfano. Previsti, perciò, “a breve una serie di altri incontri sulla obbligatorietà della mediazione, la competenza territoriale dei mediatori, i requisiti di imparzialità e indipendenza e il patrocinio a spese dello Stato nella mediazione”.

L’arretrato civile
Per quanto concerne invece il contenimento del contenzioso civile e la procedura partecipativa di negoziazione assistita dagli avvocati, l’ipotesi tecnica allo studio - si legge in un comunicato del Cnf - è quella di “un decreto-legge la cui urgenza implicherà un serrato calendario di riunioni di studio e di progettazione”.

Alla ricerca di un percorso condiviso
Per il professor Alpa del Cnf “L’Avvocatura, che costituzionalmente è partecipe della funzione di amministrazione della giustizia, proseguirà il suo confronto con il ministro della Giustizia per migliorare la normativa vigente, rafforzare il sistema di difesa dei diritti dei cittadini, apportare il suo contributo allo sviluppo economico del Paese e difendere altresì il suo ruolo insopprimibile, con progetti coerenti e praticabili, senza accenti corporativi e con atteggiamento responsabile”.
Intanto, sul fronte interno, il Consiglio nazionale forense ha invitato a una riunione ad hoc i presidenti dei Consigli degli Ordini (sabato 21) e i rappresentanti di Oua e Associazioni forensi (giovedì 19), “proprio al fine di condividere con tutta l’avvocatura il percorso appena iniziato”.

La risposta dell’Oua
Non scende dalla barricate l’Organismo unitario dell’avvocatura che chiede “un momento unitario” di confronto. Intanto, per il prossimo 20 maggio, alle ore 15, è stato fissato presso la Cassa forense, a Roma, un’Assemblea nazionale sulla mediaconciliazione obbligatoria. Maurizio de Tilla ha inviato una lettera al Presidente del Cnf, Guido Alpa, facendo un appello all’unità e a trovare un momento unico di confronto: “Serve unità, dialogo ma anche il rispetto delle decisioni assunte democraticamente dal recente Congresso nazionale forense. Ritengo che si debba perseguire l’obiettivo di una determinazione unitaria con la presenza contemporanea di tutte le rappresentanze forensi (istituzionali, politiche e associative). Partiamo con un gesto positivo: questa settimana sono previsti diversi incontri nazionali dell’avvocatura sulla mediaconciliazione obbligatoria e sullo smaltimento dei processi arretrati, sarebbe opportuno e auspicabile prevedere un momento unitario. Ho già rivolto un invito in tal senso al Presidente del Cnf”.

 
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