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Introduzione alla Mediazione in campo assicurativo

Introduzione alla Mediazione in campo assicurativo - Mondo Mediazione


Il nuovo associato Dottor Andrea Castello, inaugura una serie di articoli sulla Mediazione in ambito assicurativo




Mercoledì 3 Agosto 2011
Dottor Andrea Castello




Cenni sulla mediazione in materia assicurativa: peculiarità.



La materia assicurativa ricopre una buona fetta del contenzioso presente in Italia, come emerge chiaramente dalle prime stime fatte dal Ministero della Giustizia in quanto a mediazioni svolte e risultati ottenuti. Notevole importanza riveste la materia assicurativa per lo Stato in quanto redimere controversie in tale campo prima di giungere al primo grado di giudizio (di norma l’arbitrato essendo comune l’inserimento della clausola compromissoria nei contratti assicurativi) permette di raggiungere quel fine ultimo che è insito nella mediazione ossia l’abbassamento del numero di cause pendenti ed invertire la tendenza al continuo aumento delle cause nuove.
Si rifletta in fine che le principali dispute in materia assicurativa cadono sotto la responsabilità civile per la circolazione dei veicoli (materia che diverrà obbligatoria solo l’anno prossimo) e la responsabilità medica, nel cui due ambiti c’è chi dice “sia diventato di moda chiedere un risarcimento per via giudiziale per ogni inezia”.
Entrando ora nella materia si scopre subito che in ambito assicurativo sia il contenzioso che il precontenzioso sono caratterizzati da alcune specificità, che meritano considerazione dal punto di vista tanto dello studio teorico della legge applicabile quanto dell’attenzione nella sua applicazione pratica.
Come prima cosa succede spesso che in mediazione si presentino una pluralità di parti, sia in quanto l’assicuratore è sovente chiamato in garanzia, sia perché spesso, soprattutto nelle questioni di responsabilità civile, la disputa verte su sinistri che coinvolgono più parti (e rispettivi assicuratori), sia ancora perché entrano in gioco rapporti riassicurativi.
Altra particolarità del settore assicurativo è data dallo stesso D. Lgs. 28/2010 che disciplina, bisogna ammetterlo anche in maniera superficiale in ambito assicurativo, le tecniche di mediazione. Il riferimento è alla mediazione con carattere facilitativo e alla mediazione con carattere valutativo. Infatti anche se il legislatore ha dato una preferenza temporale alla mediazione di tipo facilitativo, diventa molto probabile, se non ovvio, che in una materia così delicata la necessità di passare nel medesimo procedimento ad una mediazione di tipo valutativa sia dietro la porta. Infatti particolarità del settore assicurativo concerne il fatto che molto spesso le discussioni vertono su tecnicismi della materia.
La scelta del legislatore è corretta, la “fase facilitativa” è parte fondamentale della mediazione, è in questa fase che il mediatore fa emergere, con domande e ragionamenti opportuni gli interessi ed i bisogni sottostanti delle parti e deve cercare di far giungere all’accordo le parti in modo autonomo e consapevole. In questa fase i costi sono contenuti e non vi sono necessità di conoscenze particolari in materia assicurativa visto che la valutazione della situazione di fatto spetta alle parti stesse.
La questione sorge se nella fase facilitativa non si giunge all’accordo spontaneo delle parti. In questo contesto il mediatore deve utilizzare allora tecniche di carattere valutativo, che possono includere la formulazione di una proposta. Si passa quindi alla mediazione valutativa e la preparazione in campo assicurativo del mediatore diventa importante. Si precisa subito che, per chi scrive, per preparazione si intende quella teorica ma anche e soprattutto quella pratica data dal contatto con casistiche concrete.
Fondamentale diventa quindi per gli organismi di conciliazione formare mediatori competenti in tale materia.
Si è avuto modo di rilevare, infatti, che la necessità della presenza di un esperto nel campo aumenta quanto più deve farsi luogo ad una valutazione durante il procedimento di mediazione. Si presume infatti che il mediatore esperto in assicurazioni si attenga nella formulazione di una proposta a criteri riconosciuti, e pertanto condivisi anche dall’assicuratore. Arrivando a suggerire una soluzione che sarà con molta probabilità equa ed accettabile dall’assicuratore. Se poi la mediazione non dovesse terminare con successo, con molta probabilità la proposta equa e professionale redatta da un mediatore esperto potrà costituire a sua volta un punto importante di partenza per il giudice (o arbitro) addito per il giudizio di primo grado.
Ad avvalorare la necessità di avere mediatori formati e competenti c’è uno studio scientifico sperimentale condotto negli Stati Uniti, secondo cui “la formulazione di una raccomandazione non vincolante (quale la proposta di accordo prevista dalla legislazione italiana) potrebbe avere un effetto positivo sulla conclusione di un accordo, valendo a fornire alle parti un focal point attorno al quale diviene più facile raggiungere un accordo”.
Vista l’attuale mancanza di un numero sufficiente di esperti nel settore, che non siano anche esponenti di una assicurazione, si prevede un largo utilizzo, almeno nei primi mesi, della possibilità offerta dal D. Lgs. 28/2010 di chiedere mediatori esperti in specifiche materie ad altri Organismi di Conciliazione (se previsto dal regolamento interno).
Ultimo punto, in materia di responsabilità civile da circolazione dei veicoli, e sotto il tema puramente giuridico, si sottolineano alcune incongruità. La prima è che il D. Lgs. 28/2010, sulla scia della giusta informalità del procedimento di mediazione, non ha disciplino l’equivalente della chiamata in causa, della connessione e delle riconvenzionali. Che sono sicuramente istituti necessari nei procedimenti in materia assicurativa.
La seconda lacuna riguarda il momento dal quale si può iniziare la procedura di mediazione ed il soggetto nei confronti del quale questa debba essere iniziata. Si ricordi in tema che il Codice delle Assicurazioni Private prevede l’esperimento di una procedura “amichevole”di liquidazione. C’è chi sostiene, con basi apprezzabili, che rima di tale momento, infatti, non esiste ancora un contenzioso, in quanto il danneggiato o l’assicurato non sono ancora a conoscenza della posizione negoziale definitiva dell’assicuratore, dalla quale, pertanto, non possono ancora dissentire.
Terzo ed ultimo: ulteriori e delicati problemi si pongono poi in seguito alla nota sentenza 280/2009 della Corte Costituzionale che, con una nota ed ampiamente commentata decisione interpretativa di rigetto, ha affermato che il danneggiato avrebbe la scelta di esercitare tanto l’azione nei confronti del proprio assicuratore, prevista all’art. 149 del Codice delle Assicurazioni Private quanto l’azione diretta di cui all’art. 144 del Codice sesso nei confronti dell’assicuratore di controparte.
Evidente è che la materia dovrà essere naturalmente fatta oggetto di ulteriori studi ed approfondimenti; è certo, comunque, che in considerazione della informalità e flessibilità del procedimento di mediazione, un grande ruolo sarà svolto dall’autonomia privata, che avrà modo di esplicarsi tanto nei regolamenti degli organismi quanto nell’accordo delle parti durante il procedimento di mediazione.

 
Dr. Castello Andrea
Laureato in Scienze Giuridiche all’Università di Padova
Mediatore Civile e Consulente Assicurativo
Cel. 347-0398734 o 349-7170158
andrea.cast84@libero.it






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