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Interrogazione sulla Mediazione

Interrogazione sulla Mediazione - Mondo Mediazione

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Il Ministro Cancellieri risponde all'interrogazione relativa alla Mediazione Obbligatoria, postale dall'On. Formisano

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Notizia tratta dal sito del Ministero di Giustizia, visibile direttamente qui.

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Camera: Cancellieri risponde al question time

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Mercoledì 19 Giugno 2013

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Riprtiamo qui di seguito il testo dell'interrogazione a risposta immediata posta al Ministro Cancellieri dall'Onorevole Formisano.

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(il testo completo dell'Ordine del Giorno della Seduta della Camera in data 19 Giugno 2013, è visibile direttamente qui)

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INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA

   FORMISANO. — Al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che: 
   il decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, attuativo dell'articolo 60 della legge 18 giugno 2009, n. 69, rendeva operative le disposizioni sulla mediazione civile obbligatoria; 
   con sentenza della Corte costituzionale n. 272 del 2012 il sopra citato decreto legislativo veniva dichiarato incostituzionale per eccesso di delega; 
   la pronuncia della Corte costituzionale assorbiva tutta una serie di ricorsi relativi all'obbligatorietà, onerosità, assenza di garanzie circa la preparazione dei mediatori, che, quindi, non venivano discussi ma venivano nemmeno dichiarati infondati; 
   il Governo con il cosiddetto «decreto del fare», il 15 giugno 2013 ha ripristinato la mediazione obbligatoria per numerose tipologie di cause, allo scopo, a suo dire, di diminuire il numero dei procedimenti giudiziari in entrata, come richiesto anche dall'Unione europea; 
   secondo il Governo questa procedura, assieme ad altri interventi sulla giustizia civile, dovrebbe portare alla riduzione dei tempi e del numero dei processi, che nei prossimi cinque anni dovrebbero essere un milione in meno; 
   si può, però, notare che la mediazione come viene concepita in Italia è una sorta di unicum europeo e che la stessa Unione europea non ha mancato di esprimere critiche alla sua estensione a quasi tutto il contenzioso civile; 
   appare preoccupante il fatto che la mediazione nuovamente introdotta dal Governo sia «condizione di procedibilità», negando al cittadino il diritto di ricorrere senza lungaggini ulteriori al proprio giudice naturale; 
   il Consiglio nazionale forense, e molte altre importanti associazioni di avvocati, hanno lamentato la mancanza di consultazione da parte del Governo precedente alla reintroduzione della mediazione obbligatoria; 
   si è fatta notare la forte discrepanza tra quanto previsto dai precedenti Governi, per quel che riguarda la riduzione del numero dei processi, e i dati reali, che parlano, invece, solo di poche migliaia in meno; 
   come sin troppo spesso accaduto in passato, si è proceduto per decreto-legge, mentre a parere dell'interrogante sarebbe stato quantomeno necessario consultare tutte le parti interessate e coinvolgere il Parlamento in una questione di tale importanza; 
   la procedura scelta e le norme inserite nel decreto-legge appaiono all'interrogante foriere di nuove pronunce di incostituzionalità da parte della Corte Costituzionale –: 
   se non si intenda riconsiderare l'introduzione della norma sulla mediazione nel decreto-legge citato, nonché i relativi contenuti, e procedere ad una consultazione delle parti interessate, assumendo un più corretto comportamento nei confronti del Parlamento, che non può essere solo chiamato a ratificare una questione che riguarda in maniera fondamentale i  diritti dei cittadini, ai quali non può essere impedito di adire il proprio giudice naturale qualora lo ritengano necessario per tutelare i loro interessi, senza procedure dilatorie spesso inutili. (3-00123) 
(18 giugno 2013)

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Di seguito, il testo della risposta del Ministro

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R I S P O S T A

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Il Consiglio dei Ministri ha approvato sabato scorso un decreto legge recante misure urgenti in materia di crescita. Al suo interno sono stati previsti anche gli interventi urgenti in materia di giustizia civile fra i quali vi è il ripristino della mediazione obbligatoria, finalizzata ad evitare che ogni conflitto sfoci in modo ineluttabile in una controversia, senza preliminarmente tentare una composizione amichevole degli interessi contrapposti.

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Segnalo, in proposito, che su tale tema il Governo si è mosso in linea con le determinazioni assunte dal Consiglio dell’Unione Europea. Tale organo, infatti, con raccomandazione n. 362/2013 ha espressamente richiesto, al fine di migliorare il contesto in cui operano le imprese in Italia, di intervenire per promuovere il ricorso a meccanismi extragiudiziali di risoluzione delle controversie.
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La raccomandazione del Consiglio UE tende a favorire la mediazione civile obbligatoria. La mera facoltatività del ricorso alla mediazione, quale rimasta all’esito della sentenza della Corte Costituzionale, non è apparsa quindi sufficiente nell’ottica di rendere più efficiente la giustizia civile.
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Quanto alla portata della pronuncia della Corte costituzionale citata nell’interrogazione, va rilevato che la declaratoria d’illegittimità è avvenuta per eccesso rispetto alla delega contenuta nell’articolo 60 della Legge n. 69/ 2009, con conseguente assorbimento delle altre questioni sollevate.
Da ciò deriva che configurare la mediazione in termini di condizione di procedibilità non trova alcun ostacolo nella sentenza della Corte quando, come oggi, venga ripristinata a mezzo di provvedimento legislativo non delegato.
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Voglio, peraltro, chiarire che l’intervento normativo si fa carico degli altri possibili dubbi di coerenza costituzionale emersi nel vigore della pregressa disciplina, risolvendoli con l’introduzione di correttivi, tra i quali cito il significativo restringimento delle materie per le quali è stata prevista l’obbligatorietà ex lege, la valorizzazione della mediazione richiesta dal giudice e l’abbattimento dei costi della mediazione c.d. necessaria.

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Ricordo, infine, che sono state rafforzate le garanzie offerte dall’assistenza legale, considerato che l’accordo concluso davanti al mediatore, per divenire titolo esecutivo e per l’iscrizione d’ipoteca giudiziale, deve non solo essere omologato dal giudice ma anche sottoscritto da avvocati che assistano le parti; avvocati ai quali, peraltro, è stata riconosciuta dal decreto legge la qualifica di mediatore ex lege.
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Questi sono stati gli àmbiti entro i quali si è mosso il Governo per la riforma in tema di mediazione, sollecitata, come detto, anche in sede europea.

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Concludo segnalando che nel corso dei lavori parlamentari, in sede di conversione del decreto legge, sarà mia cura valutare,con estrema attenzione, tutti i rilievi critici ed i suggerimenti che perverranno sia dalle forze politiche, sia dal C.S.M. e sia dal Consiglio Nazionale Forense.

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Il testo della risposta, è visibile direttamente dal sito del Ministero, oppure cliccando qui.

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