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Indagine sugli Organismi di Mediazione: Caserta, Benevento, Avellino, Salerno

Indagine sugli Organismi di Mediazione: Caserta, Benevento, Avellino, Salerno - Mondo Mediazione


Nuova "puntata" dell'indagine sugli Organismi di Mediazione



Articolo tratto da Mediazione Gestmed, visibile direttamente qui.




Organismi di mediazione civile: le province di Caserta, Benevento, Avellino, Salerno e la nostra indagine


Giovedì 6 Ottobre 2011


Nelle province di Caserta, Benevento, Avellino e Salerno sono presenti 36 Organismi di Mediazione civile e commerciale su un totale italiano di 467. Il rapporto tra gli Organismi di queste province e quelli nazionali è del 7,7%, mentre per la popolazione (2.752.989) è del 4,54% rispetto al dato nazionale di 60.626.442. Il dato è simile ad altre zone, ma migliore rispetto a quello di Napoli.

Risposta al telefono.

risposta al 1° tentativo: 11 (30,5%) - (84,6% sul totale di chi ha risposto)
risposta al 3° tentativo: 2 (5,6%) - (15,4% sul totale di chi ha risposto)
nessuna risposta: 12 (33,3%)
senza numero: 9 (25%)
Organismo non attivo: 2 (5,6%)

Non hanno risposto alle telefonate (orario 09,00-13,00 e 15,00-19,00) incredibilmente ben 12 Organismi e, quindi, il 33,3% degli stessi. Alla prima chiamata ha risposto il 30,5%; alla terza il 5,6%, due Organismi non risultano attivi e 9 non hanno il numero di telefono (?!). Sono stati cercati i numeri su internet, anche se evidentemente, per il fine dell'indagine, non abbiamo profuso eccessive energie nella ricerca.

Accoglienza.
Gli Organismi, alla domanda se si sarebbero resi disponibili a una revisione del tutto formale dell'istanza predisposta dalla "intervistatrice", hanno risposto in maniera positiva in 10 e, quindi, il 77,7%, in maniera negativa 1 (7,7%) a cui si aggiungono due "non so" pari al 15,3% delle risposte. L'intervistatrice aveva affermato di essere laureata in legge, di sapere compilare l'istanza (un mancato di circa 50.000,00 euro per una polizza assicurativa), ma di avere necessità di una revisione formale.

Disponibilità a revisione formale:
si: 10 (77%)
no: 1 (7,7%)
non so: 2 (15,3%)

Deontologia:
Si è domandato se, in ogni caso, l'Organismo poteva offrire un avvocato. Ben 6 (46,2%) si sono resi disponibili, 5 (38,5%) hanno respinto correttamente la richiesta, gli incerti sono stati 2 (15,3%). Per ragioni evidenti il dato non è incoraggiante e andrà comparato con le altre aree e merita approfondimenti non solo statistici. Il dIato, rispetto a Napoli città, è sicuramente migliore.

Difensore offerto:
si: 6 (46,2%)
no: 5 (38,5%)
non so: 2 (15,3%)

Si è anche chiesto di precisare il costo dell’assistenza.

Costo difensore:
gratuito: 1 (7,7%)
non so: 9 (69,2%)
no: 3 (23,1%)

Procedura

25 gg.: 1 (7,7%)
20 gg.: 1 (7,7%)
15 gg.: 8 (61,5%)
non so: 3 (23,1%)

Le udienze vengono fissate indicativamente a 13 giorni (la legge stabilisce, senza sanzione, entro 15 giorni dal deposito e, quindi, il dato è positivo). Questo è il Sud che vuole lavorare!

Costo iniziale della procedura
Ai diritti iniziali di euro 40,00 oltre IVA, se il valore della controversia (mediazione obbligatoria) è di euro 50.000,00 circa, le spese dovute prima del primo incontro di mediazione dovrebbero essere di euro 200,00 e, quindi, il totale è di euro 240,4. Sono stati richiesti mediamente euro 289,00. Il dato è, quindi, significativo nella positività.

Giudizi
Riportiamo i commenti sul comportamento dei vari incaricati degli organismi preposti all’accoglienza:

Incompetente: 4 (30,9%)
Gentile: 3 (23,1%)
Competente: 2 (15,3%)
Disponibile: 2 (15,3%)
Sbrigativo: 1 (7,7%)
Accogliente: 1 (7,7%)
Il 61,4% ha “superato l’esame”. Sicuramente ci aspettavamo di più.

L’analisi porta ad esprimere un giudizio di buona sufficienza.

Gli organismi con sedi nelle città capoluogo della Campania (esclusa, quindi, Napoli) hanno ben 42 sedi secondarie. Il dato è importante! Si sono chiusi i “tribunalini” e si sono aperte sedi per le mediazioni in comuni come: Penta di Fasciano, Avellino Lauro, Villa di Briano, Sorbo Serpico, Santangelo a Scala, S. Marzano Appio, Piedimonte Matese, S. Michele di Serino, Casapulla, Pelazzano.

Dobbiamo rilevare che, in ogni caso, una sede secondaria deve avere un’organizzazione perché in difetto può anche diventare un luogo di “business” per il mediatore/procacciatore. Imparziale? Lo si spera. Un mediatore non può e non deve avere la sede delle mediazioni presso casa, presso “bottega”, o presso lo studio o l’ufficio.

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