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Il Ministro Severino a Piacenza

Il Ministro Severino a Piacenza - Mondo Mediazione

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Ospite dell'Università Cattolica in occasione del 60° anniversario della sede piacentina, ha parlato anche della Mediazione

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Articolo tratto da PiacenzaSera, visibile direttamente qui.

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Il ministro Severino: "Fondamentale recuperare un governo politico"

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Lunedì 26 Novembre 2012

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"Il recupero del Governo politico è fondamentale. Il Paese deve vivere in un tessuto politico, e il governo deve avere l’appoggio di un parlamento". Ad affermarlarlo è uno dei ministri "tecnici" dell’altrettanto tecnico Governo Monti, Paola Severino, ospite oggi dell’università Cattolica a Piacenza, in occasione del 60° anniversario della sede piacentina.


Prima di intervenire sul tema “Sviluppo economico e riforme della Giustizia”, ospite dell’Università Cattolica di Piacenza in occasione delle celebrazioni per il sessantesimo anno di vita dell’ateneo, il ministro di Grazia e Giustizia Paola Severino si è concessa alla stampa per parlare di alcuni dei temi di maggiore attualità. Della legge anticorruzione, ad esempio: «Siamo già arrivati alla legge, si tratta solo che le norme entrino in vigore il 28 novembre, e poi applicarle alle nuove sottospecie. E’ stato fatto molto in questo periodo in tema di riforme, ma quello che è già stato compiuto si deve mettere in un cassetto e concentrarsi su quanto resta ancora da compiere».


«Ad esempio - spiega il minstro - sta per cominciare la discussione in parlamento delle misure alternative alla detenzione, provvedimento che potrebbe essere risolutivo del carcere come extrema ratio». Governo tecnico, quello di cui è ministro, e governo politico, quello del prossimo futuro. «Noi facciamo parte di un governo tecnico - spiega - ma il recupero di un governo politico è fondamentale, il Paese deve vivere in un tessuto politico, il governo deve avere il sostegno del parlamento, solo così può affrontare i temi del sociale e quelli economici». Quindi, in riferimento alla cittadella giudiziaria realizzata a Piacenza all’interno dell’ex carcere e inutilizzata per problemi infrastrutturali, si esprime così: «Il cattivo uso del denaro pubblico è una pecca alla quale si deve porre rimedio. Si tratta di un problema riscontrato anche in altre città, occorre decidere se abbattere e ricominciare i lavori dall’inizio oppure se rattoppare quanto già stato fatto».

Attualissimo il problema di una giustizia civile più snella, con la Consulta che ha bocciato l’obbligatorietà della mediazione nel processo civile. «La possibilità che si vada ancora avanti su questa strada non è del tutto svanita, perché si è trattato di una sentenza di tipo tecnico. Noi stiamo aspettando la motivazione della sentenza».

Introdotta poi da Franco Anelli, prorettore vicario, e Anna Maria Fellegara, preside della facoltà di Economia e Giurisprudenza, e dopo l’intervento del professore Francesco Centonze ("l’obiettivo della riforma è quello di avere anche uno sviluppo economico più sostenibile, seguendo il percorso suggerito dall’articolo 3 della nostra Costituzione), il ministro ha quindi parlato davanti a una platea gremita di studenti.


«Ho scelto questa università per due ragioni, la prima il legame che mi vincola alla Cattolica nel ricordo di Federico Stella, uno dei miei maestri e un innovatore, la seconda ragione è che questo ateneo rappresenta una palestra importante per l’esperimento di una facoltà che unisca la giurisprudenza all’economia. Nei primi contatti con Monti, ad esempio, abbiamo vissuto l’esperienza di due diversi modi di operare e pensare, quello dell’economista e della persona che si occupa di giustizia penale, siamo però riusciti a trovare presto un terreno comune».

«Non c’è sviluppo duraturo senza una giustizia sana, a questo principio mi sono sempre attenuta nel mio lavoro da ministro». Così Severino si addentra nel tema della giornata. «Nel passato c’è stata una carenza nell’anticipare, nelle norme, le istanze delle generazioni future e uno scambio proficuo con l’economia. Dobbiamo rimediare ora. Ci sono sistemi istituzionali inclusivi, che puntano a una regolamentazione equa che garantisca una crescita stabile e sostenibile, e sistemi estrattivi, che garantiscono ricchezza a pochi. Ai primi ho cercato di ispirare le riforme della magistratura civile».


E dato che si è parlato di strada ancora da compiere, Severino porta qualche numero su cui riflettere. «C’è un chiaro problema dei tempi del processo, in Italia durano in media 403 giorni, ponendoci in posizioni di retroguardia. E poi ci sono differenze importanti all’interno del Paese: la durata del processo varia dagli 855 giorni di Torino ai 2.022 di Bari».


"Non si è inserita la norma dell'autoriciclaggio - ha poi aggiunto parlando del decreto anticorruzione - perché, come altre norme complesse, avrebbe affossato il provvedimento, e poi anche per la difficoltá di costruzione della norma. La fattispecie non è cosí ovvia da costruire. Stiamo peró coltivando provvedimenti non inseriti nell'anticorruzione, come quello relativo alla prescrizione, legato alla durata del processo".

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