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Il Mediatore

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Disciplina legale e competenze personali. Di R. Superchi



Lunedì 19 Settembre 2011
Dott.sa Roberta Superchi



IL MEDIATORE: DISCIPLINA LEGALE E COMPETENZE PERSONALI

L’articolo 1 del decreto legislativo 28/10 definisce il mediatore come colui che svolge l’attività di mediazione senza il potere di rendere giudizi o di prendere decisioni vincolanti per le parti.
All’articolo 14, invece, vengono elencati gli obblighi che deve rispettare. In primo luogo, il mediatore non deve assumere diritti o obblighi connessi con le questioni trattate e deve mantenere durante tutta la procedura un atteggiamento terzo e imparziale rispetto alle parti. Il suo atteggiamento deve essere equidistante verso tutti i soggetti intervenuti cercando allo stesso tempo ad entrare in empatia con le parti per riuscire a capire i loro veri bisogni interiori.
Deve inoltre garantire la riservatezza delle informazioni di cui viene a conoscenza. Il mediatore è un professionista che nell’esercizio delle sue funzioni può venire a conoscenza di informazioni riservate e sensibili; per consentire alle parti di fidarsi di lui deve garantire la sua segretezza, anche al fine di trovare una soluzione positiva al problema portato in mediazione.

Il mediatore deve essere in grado di saper ascoltare; questo significa liberare la mente per ascoltare in modo attivo, partecipativo ed empatico. Il mediatore deve cercare di mettersi nei panni delle persone che ha di fronte per riuscire a capire quello che hanno dentro e che può mostrarsi all’esterno con il loro modo di comportarsi e di esprimersi.
Capire, quindi, il loro modo di vedere la questione trattata.

Una buona capacità di ascolto può essere raggiunta seguendo alcune regole importanti (definite da Sclavi 2000):
  • non avere fretta di arrivare alla conclusione;
  • quel che vedi dipende dal tuo punto di vista;
  • se vuoi comprendere quel che un altro sta dicendo, devi assumere che ha ragione e chiedergli di aiutarti a vedere le cose e gli eventi dalla sua prospettiva;
  • le emozioni sono degli strumenti conoscitivi fondamentali se sai comprendere il loro linguaggio;
  • un buon ascoltatore è un esploratore di mondi possibili;
  • un buon ascoltatore raccoglie volentieri i paradossi del pensiero e della comunicazione interpersonale. Affronta i dissensi come occasioni per esercitarsi in un campo che lo appassiona: la gestione creativa dei conflitti;
  • per divenire esperto nell’arte di ascoltare devi adottare una metodologia umoristica.
E’ molto importante per il mediatore avere una buona capacità comunicativa. Tale capacità lo porta a capire la persona che ha davanti e quindi a metterla in comunicazione con l’altro soggetto con il quale si è rotto il ponte comunicativo. Il conflitto che si è creato tra le parti impedisce una comunicazione costruttiva tra loro che continuano a comunicare ma senza capirsi. L’abilità del mediatore consiste nel riformulare le notizie di cui viene a conoscenza facendo capire di aver compreso il senso di esse e di arrivare a trovare una definizione più neutra possibile del problema in oggetto.

Il mediatore deve, sempre, essere empatico. Deve essere in grado di analizzare il comportamento paraverbale e non verbale delle parti in setting di mediazione, deve saper gestire la prossemica tra le parti per rimanere neutrale e non farsi trascinare nelle dinamiche del conflitto esistenti tra loro. Rimanere neutrali aiuta a non prendere una posizione nei confronti dell’altra, aiuta a non interpretare ciò che ascoltiamo e soprattutto a non giudicare fatti o comportamenti di cui veniamo a conoscenza. La neutralità, quindi, aiuta le parti ad acquistare fiducia nei confronti della persona del mediatore.

Un ruolo fondamentale durante la mediazione è giocato dalle emozioni, compito del mediatore è quello di riconoscerle e portare i soggetti coinvolti ad esprimerle.

Si può concludere definendo il mediatore come un professionista terzo e imparziale rispetto alle parti che, adeguatamente formato nelle tecniche di comunicazione e gestione del conflitto, svolge la funzione di facilitatore tra le parti, portandole ad avere una comunicazione costruttiva per la risoluzione della controversia oggetto della mediazione.

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