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I processi lenti pesano sul PIL - 2

I processi lenti pesano sul PIL - 2 - Mondo Mediazione


Quando si parla di riforme, non ci sono solo fisco e federalismo, ma anche quella della giustizia.



Articolo tratto da
Libero-News, visibile direttamente qui.



Monito Confindustria: "Pil giù. Senza riforme servono 8 mld"

"Troppo ottimismo, crescita dimezzata allo 0,9%. Rischio manovre aggiuntive". Poi su giustizia: "Processi più brevi? Più soldi"


23 Giugno 2011

Calma con l'ottimismo, perché "la stella dell'economia italiana non sta brillando". L'avvertimento viene dalla Confindustria nel rapporto di metà anno sulle previsioni economiche. Per questo, spiegano da viale dell'Astronomia, si è dovuto "rivedere un'altra volta all'ingiù la crescita", tagliando le stime sul Pil al +0,9% nel 2011 ed al +1,1% nel 2012, in entrambi i casi due decimi in meno rispetto alle previsioni dello scorso dicembre. L'errore, secondo gli industriali, è stato quello di "fidarsi, con ottimismo superiore alla media, dei primi segnali di rilancio". Insomma, c'è ancora da sudare.

Riforme subito - "Per centrare gli obiettivi ambiziosi ma obbligati di azzeramento del deficit e di evitare la stagnazione" è necessario "varare subito misure strutturali". Il Centro studi di Confindustria rilancia i primi punti dell'agenda del governo: riforme, a partire dal fisco. Confindustria chiede "misure credibili" in mancanza delle quali "diverrebbero necessarie manovre aggiuntive" per l'1% del Pil al 2014, "cioè altri 18 miliardi oltre ai 39" oggi previsti. Senza riforme, tempi bui anche per la crescita "modesta", che verrebbe dimezzata allo 0,6% già nel 2012".

Giustizia snella - Quando si parla di riforma, non ci sono solo fisco e federalismo ma anche quella della giustizia. In primis, la riduzione della lunghezza dei processi. Snellire i tempi del 10% significherebbe aggiungere "lo 0,8% al Pil". Ciclopici i vantaggi nel caso si fossero abbattuti i tempi del 60%: "il Pil sarebbe cresciuto del 2,4% in più tra il Duemila ed il 2007". Sul sistema economico, insomma, "ricadono costi enormi" per il cattivo funzionamento della giustizia, giudicato da Confindustria "uno snodo cruciale".

Crisi greca - Da Confindustria arriva poi un no secco alle misure di ristrutturazione del debito greco: "La recisione del nodo gordiano della 'solidarietà con rigore' attraverso una qualunque forma di ristrutturazione delle obbligazioni emesse dalla Repubblica Greca avrebbe effetti sistemici". Una sorta di effetto a catena dalla finanza all'economia reale, "con la stessa velocità con cui ciò accadde dopo l'inatteso crack di Lehman Brothers". In sostanza, ci si dovrebbe attendere "il crollo della fiducia ed il diffondersi della paura".
 

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