Home » News ADR » I paletti del CNF

I paletti del CNF

I paletti del CNF - Mondo Mediazione


Commento alle Circolari C-24-2011 e c-26-2011 emesse dal Consiglio Nazionale Forense



Selezione di articolo tratto da Diritto24, visibile interamente cliccando qui.



Mediazione, dopo i dubbi sulla legittimità arrivano i paletti del Cnf



Mercoledì 28 Settembre 2011
di Patrizia Maciocchi



Mentre pendono diversi rinvii della mediaconciliazione dinnanzi alla Corte costituzionale e alla Corte di giustizia dell’Unione europea, per valutarne la compatibilità con la nostra Carta fondamentale e con la direttiva comunitaria 2008/52/Ce sulla mediazione, arrivano i paletti del Consiglio nazionale forense per lo svolgimento dell’attività da parte degli avvocati. Adeguata competenza del legale e regole per evitare il conflitto di interesse fra le due attività i punti principali.

Con la prima circolare (n. C-24-2011) si dà conto della integrazione del codice deontologico forense, decisa già il 15 luglio scorsa e sottoposta al parere degli stessi Ordini forensi, con l’introduzione di un nuovo articolo (il 55 bis) dedicato alla mediazione.

I nuovi canoni introducono innanzitutto un dovere di “adeguata competenza” per l’avvocato che decida di assumere la funzione di mediatore; previsione questa, spiega la relazione di accompagnamento, che valorizza i requisiti di professionalità dell’avvocato-mediatore che non possono non esprimersi non solo nella capacità di dominare e padroneggiare le essenziali e imprescindibili tecniche di mediazione, ma anche nella capacità di evitare che i cittadini incorrano in irreversibili pregiudizi derivanti dalla scarsa conoscenza o valutazione degli elementi loro offerti per chiudere o no l’accordo di mediazione.

I nuovi canoni stabiliscono anche un'incompatibilità ad assumere la funzione di mediatore nel caso in cui l’avvocato, un suo socio o associato, abbia avuto negli ultimi due anni o abbia in corso rapporti professionali con una delle parti. Stessa incompatibilità, ma ad assumere la difesa, copra i due anni successivi alla mediazione.
Sempre con l’obiettivo di evitare possibili conflitti di interessi, il codice deontologico forense fa divieto all’avvocato di ospitare la sede di un organismo di conciliazione e viceversa: “La contiguità, spaziale e logistica, tra studio e sede dell’organismo costituisce fattore in grado di profilare una ipotetica commistione di interessi, di per sé sufficiente a far dubitare dell’imparzialità dell’avvocato-mediatore”, si legge sempre nella relazione.

Altre modifiche riguardano l’articolo 16 sul dovere di evitare incompatibilità e l’articolo 54 sui rapporti con arbitri, conciliatori, mediatore consulenti tecnici, che dovranno essere improntati a correttezza e lealtà.

Regolamenti di procedura
Con la circolare C-26-2011, il Cnf richiama, invece, l’attenzione sul testo del decreto ministeriale del 6 luglio 2011 n. 145, che ha innovato le norme regolamentari precedenti prevedendo la introduzione per il mediatore del tirocinio assistito; nuovi e più stringenti criteri di designazione dei mediatori rispettosi della “specifica competenza professionale”; lo svolgimento necessario del primo incontro di mediazione nel caso di mediazione obbligatoria; nuovi criteri di determinazione delle indennità. Tutte novità, rileva il Cnf, che impongono un aggiornamento dei regolamenti di procedura degli organismi di conciliazione istituiti dai Consigli dell’Ordine, regolamenti approvati sulla falsariga di quello tipo predisposto dal Cnf. Da qui una serie di indicazione operative per modificare, in caso di discrasia con le nuove norme, i singoli regolamenti.

....................
 


commenti (0)

Contatti

Contatti - Mondo Mediazione

Chi siamo

Chi siamo - Mondo Mediazione

News

News - Mondo Mediazione

Newsletter

Newsletter - Mondo Mediazione